"da come li immagina, da come ne parla, da come li fa, i vasi di diego chilo` non sono oggetti ma personaggi. prima sognati e desiderati, poi vestiti di vetro e ancora liberati nell`aria o nell`acqua come un animaletto catturato che respira la liberta` dalle mani che lo lasciano andare in un mondo fantastico e non fantastico, materiale e immateriale quale e` il gioco della vita come l`arte del vetro." (m. brusatin)
il libro si propone di chiarire le componenti della pittura "astratta" nelle sue prime diverse manifestazioni in europa tra il 1910 e il 1913, spingendosi in alcuni casi qualche anno piu` avanti.
il corpo nudo resta uno dei pochi dati invariabili dell`esistenza, primo e inscindibile tramite fra noi e il mondo. per questo motivo e` stato la fonte di ossessione, ma anche di ispirazione e di indagine di molti fotografi. il risultato documentato da questo volume e` un`oscillazione continua fra la dimensione ideale, prettamente estetica e la rappresentazione del corpo "vero", concreto. questo affascinante viaggio nel mondo del nudo viene interpretato dalla sensibilita` dei fotografi presenti in questo volume: miguel venturian arana, thomas karsten, jeff dunas, yuri dojc, karin sze`kessy.
maison de verre, glass house, glashaus, il sogno del diamante di vetro ciclicamente torna ad affacciarsi sul panorama architettonico mondiale e non c`e` progettista che non abbia avuto la tentazione di tradurre il sogno della trasparenza nella realta` della costruzione. questo volume e` il risultato di un`analisi approfondita sulle case diafane ma non trasparenti che mutano aspetto secondo le condizioni di luce, riflettono i raggi solari con un effetto specchiante o appaiono piatte, opache, mute.
la rapidita` e la facilita` degli spostamenti modifica un dato rimasto a lungo costante, ovvero l`equivalenza albergo-casa. l`hotel diventa cosi` un luogo asettico, dove ci si trattiene per un periodo di tempo limitato, che non deve ricalcare precise atmosfere o stati d`animo, in quanto assume il carattere di residenza temporanea. il nomadismo a cui e` sottoposto l`individuo contemporaneo re`nde lo spazio dell`ospitalita` luogo di straniamente umano e architettonico.