"il teatro, di per se`, consente di vivere nuove identita` e se l`identita` e` anche la forma che il mondo ci da`, il teatro consente di togliere una pelle e indossarne un`altra. consente, anche alla persona disabile, di avere una propria "altra" vita magari piu` semplice da accettare e da manifestare di quella che realmente gli appartiene. permette di prendersi un innocua vacanza, anche se per poco e all`interno del gioco della recita, da quel penoso sentimento del limite personale che, seppure reso un po` piu` consapevole dall`ineludibile lavoro di elaborazione del lutto, e` pur sempre troppo difficile da tollerare ".
di nobile nascita, di bell`aspetto, precoce e brillante avvocato, gradito alla regina maria antonietta, he`rault de se`chelles poteva nutrire per se` qualsiasi progetto. ma la sua folgorante traiettoria fu interrotta da un vizio pericoloso, il gusto dell`irrisione, che nei complicati anni della rivoluzione non gli fu perdonato e fini` per costargli la vita. giunto al vertice della convenzione nel partito di danton, venne ben presto accusato di tradimento e ghigliottinato.
da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro paese, la parola eutanasia e` diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell`inferno. eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l`originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarita` con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili" (diogene laerzio, vite dei filosofi, vii, 130).
Italia 1973. 119 minuti. Con Pupella Maggio, Magalì Noel, Armando Branca, Ciccio Ingrassia.