"l`amore, mia cara, e` un sentimento di lusso!": questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: "dare pochissimo e pretendere ancora meno") alla figlia innamorata e infelice. ma lei, denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di hendaye, yves le e` apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell`aspetto; e poiche` alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l`uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po` annoiato. poi il marito e` stato richiamato a londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre "piene e dorate " sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d`amore. il ritorno a parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realta`: no, yves non e` ricco, tornato dal fronte si e` reso conto di aver perduto tutto, ed e` stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui "c`erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente") a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. in questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima ire`ne ne`mirovsky sfodera gia` il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.
"ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. sono nelle profondita` piu` minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l`oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato". tale e` il presupposto di queste "brevi lezioni", che ci guidano, con ammirevole trasparenza, attraverso alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha scosso la fisica nel secolo xx e la scuote tuttora: a partire dalla teoria della relativita` generale di einstein e della meccanica quantistica fino alle questioni aperte sulla architettura del cosmo, sulle particelle elementari, sulla gravita` quantistica, sulla natura del tempo e della mente.
gadda e parise cominciano a frequentarsi nel 1961, allorche` parise acquista una casa a monte mario, non lontano dall`appartamento di via blumenstihl 19 dove gadda e` approdato dopo lunghe peregrinazioni e innumerevoli camere d`affitto. gadda ha quasi settant`anni, e` sopraffatto da una gloria tardiva, atterrito dai "fucili puntati" di garzanti e einaudi e dalle "onoranze" che gli vengono tributate, oppresso dai ricordi, straziato da un`"orrenda solitudine". parise ha poco piu` di trent`anni, cinque romanzi - fra cui un bestseller, "il prete bello" - al suo attivo e una mgb rossa; e` scettico, gia` annoiato dal successo, forse persino sazio del suo talento, ma capace di ammirare; capisce al volo le persone e ama metterle a nudo sottoponendole a scherzi atroci. inaspettatamente, i due diventano amici. gadda vede nel giovane parise "un surreale d`impeto": gli fa leggere darwin, cerca maldestramente di proteggerlo, si offre addirittura di prefare la ristampa di "il ragazzo morto e le comete" e "la grande vacanza", ma soprattutto non cessa di testimoniargli un affetto e una premura che sorprendono chi conosca la compassata cerimoniosita` dell`ingegnere. parise scarrozza gadda incurante del suo terrore di essere visto, e criticato, a bordo di una rombante biposto, lo sfotte con un`irriverenza che cela una "profonda, alta ammirazione", gli dedica quattro memorabili scritti che, insieme alle lettere che si scambiarono, documentano una fra le piu` imprevedibili amicizie del novecento.
confida sciascia a domenico porzio. . ed e` come se questo libro, che registra incontri avvenuti lungo il 1988 e il 1989 e interrotti dalla morte dello scrittore, i due amici l`avessero disegnato proprio per scongiurare la fine del libero colloquiare, la dilagante riduzione a intervista della conversazione. provocato dalla inesauribile curiosita` di porzio, stimolato da un dialogo mutevole, schietto, indisciplinato, sciascia parla con un`asciuttezza in cui il fervore e` schermato dal riserbo e dalla precisione, offrendoci inattesi squarci sulla sua infanzia, quando il 2 novembre i bambini ricevevano i regali dei morti; sulla biblioteca della zia maestra e sul teatro di racalmuto, responsabili della sua divorante passione per i libri e il cinema; sui drammi che l`hanno segnato, come il suicidio del fratello, cui e` seguita quella che con ammirevole pudore definisce ; sull`impiego al consorzio agrario, che gli ha assicurato . ma, insieme, vengono alla luce anche tutti i suoi amori: oltre ai libri, parigi, il settecento, stendhal, savinio, su cui ha pesato l`italica , borges, pirandello, . e i segreti della sua officina, come la mescolanza dei generi suggeritagli da malraux, che vedeva in santuario di faulkner - incluso il piu` spiazzante ed efficace: .
"il messaggio dell`imperatore" e` la prima e piu` celebre raccolta di racconti di kafka che sia apparsa in italia. il volume contiene i seguenti testi: "la condanna" "la metamorfosi" "il nuovo avvocato" "un medico condotto" "in galleria" "una vecchia pagina" "sciacalli e arabi" "una visita nella miniera" "il prossimo villaggio" "il cruccio del padre di famiglia" "undici figli" "un fratricidio" "un sogno" "una relazione accademica" "nella colonia penale" "primo dolore" "una donnina" "un digiunatore" "josefine la cantante" "la costruzione della muraglia cinese" "intorno alla questione delle leggi" "lo stemma della citta`" "delle allegorie" "la verita` su sancio pancia" "il silenzio delle sirene" "prometeo" "il cacciatore gracco" "il colpo contro il portone" "un incrocio" "il ponte" "piccola favola" "una confusione che succede ogni giorno" "il cavaliere del secchio" "una coppia di coniugi" "il vicino" "la tana" "la talpa gigante" "indagini di un cane".
un saggio folgorante che ci rivela - in tutti i suoi aspetti contrastanti - un`immagine molto piu precisa e concreta di una grande epoca: il settecento francese.
"per la prima volta in europa si levo la voce ferma e coraggiosa dell`opinione pubblica russa". con queste lapidarie parole lo scrittore ivan sergeevic aksakov accolse una serie di articoli apparsi in germania e in francia sul finire degli anni quaranta dell`ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in occidente. l`autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all`europa con inaudita liberta e dignita, era fedor tjutcev. diplomatico, poeta ammirato da puskin e da turgenev, da dostoevskij e da tolstoj, uomo di grandi vizi e virtu, tjutcev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua russia, che - credeva fermamente - sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, e agli scritti politici di tjutcev che occorre volgere lo sguardo. fra le sue "intuizioni storiche" - come le definisce il teologo georgij florovskij -, spiccano l`agonia della civilta occidentale, la questione romana e il papato, il ruolo della censura e dell`autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l`occidente avrebbe scatenato contro la russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l`inizio di un nuovo capitolo della storia. temi, come salta agli occhi, di bruciante attualita. postfazione di massimo cacciari.