un pomeriggio, in una elegante pasticceria di budapest, una donna racconta a un`altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c`era stata, e forse c`era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. una notte, in un caffe` della stessa citta`, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l`altra, l`uomo che e` stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l`abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. all`alba, in un alberghetto di roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. molti anni dopo, nel bar di new york dove lavora, sara` proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l`epilogo di tutta la storia. al pari delle "braci" e di "divorzio a buda", questo romanzo appartiene al periodo piu` felice e incandescente dell`opera di marai, quegli anni quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudelta`, di rivolte e dedizioni che hanno la capacita` di parlare a ogni lettore.
nel 1995, naipaul torna dopo circa vent`anni in quattro paesi sconvolti in diversa misura dal trionfo dell`islam. in indonesia, un`antica societa` pastorale ha lasciato il posto a una teocrazia governata dai grattacieli di giakarta, dove i nuovi manager si genuflettono alla mecca, ma senza perdere d`occhio l`andamento dei corsi nazionali. in iran, l`ayatollah khalkhalli e` agli arresti domiciliari, mentre nella sua qom ogni furore iconoclasta appare spento. in pakistan, l`oro saudita con cui il presidente zia e` andato al potere e` servito essenzialmente a far scatenare faide tribali. intanto in malesia, la gioventu` islamica fa proseliti, vaticinando per la nazione un futuro da grande potenza del sud-est asiatico.
questa di pericle e` un noir, girato come un buon film americano degli anni quaranta, con un ritmo secco, un plot che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del tutto ignoto ai cliche` imposti dal genere: pericle, l`uomo-cane che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di se` attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo e l`incontro con una strana donna; e questa donna, nastasia, la polacca finita a lavorare a pescara in una fabbrica di copertoni, che se lo porta a casa e se lo portera`, forse, anche piu` lontano.
clark e charlotte, giovani sposi, si sono trasferiti da poco a clementine nei sobborghi di boston, in una casa gialla e accogliente. clark e` segnato dal suicidio della madre, una donna infelice e depressa alla quale lui era morbosamente legato, e cerca consolazione illudendosi di avere una vita straordinaria; charlotte e` in cerca di piccole gioie, da coltivare nell`affetto. ma in quella casa, invece di un principio di felicita`, i due giovani trovano inquietanti visioni di chi ha vissuto li` prima di loro, coppie andate incontro al destino di un matrimonio sfortunato. spaventati e soli, incapaci di aprirsi l`uno con l`altra, clark e charlotte perdono il contatto con la realta` e vedono la minaccia che incombe sul loro amore: la divergenza dei desideri, l`omissione della verita`, il rifiuto di riconoscere le ragioni dell`altro. come in una vertigine horror, "oh my darling, clementine" da` corpo ai fantasmi racchiusi nel profondo di ogni storia d`amore: la paura della solitudine, il dolore del passato, il sogno fallace della normalita`. e con lucida ironia e benevola compassione amity gaige rivela che il destino e` una pagina gia` scritta che basta sfogliare per ritrovarsi liberi di inventare il futuro.
2LP. Record Store Day Black Friday 2025.
Ispirata alla rivoluzionaria opera noise di Lou Reed del 1975, Metal Machine Music, questa raccolta riunisce una formidabile schiera di provocatori sonori - Aaron Dilloway, Drew McDowall, Thurston Moore, Pharmakon, The Rita e Mark Solotroff - per esplorare i confini estremi della distorsione, del feedback e della texture elettronica grezza.
Ogni artista canalizza lo spirito del manifesto originale di Reed contro la musica, spingendo i propri confini attraverso la sintesi modulare, la manipolazione dei nastri, il rumore aspro e il decadimento industriale. Il risultato è un'esperienza viscerale e coinvolgente che celebra il caos, affronta la struttura e ridefinisce ciò che la musica può essere. 2100 copie in tutto il mondo.
Tracklist
Side A
1. Thurston Moore - Drone Cognizance
Side B
1. Aaron Dilloway - Psychic Motor Disorder
2. Pharmakon - Blunt Instruments
Side C
1. Drew McDowall - Feedback
2. Mark Solotroff - Terminal ’25
Side D
1. The Rita - 109 90