dieci studiosi del panorama culturale italiano, espongono da un punto di vista filosofico, politico e religioso i grandi temi del dibattito odierno: la guerra e la pace, la convivenza tra culture diverse, il ritorno alla ribalta delle religioni, i fondamentalismi, i nazionalismi, i localismi, l`ambiente, il mondo islamico, la cina e altro ancora. si tratta di problemi che attraversano e animano ogni giorno le cronache quotidiane, interrogativi etici difficili che nei dieci interventi qui proposti emergono nella loro drammatica concretezza.
"memorie del teatro" non e` un libro che spinge verso una direzione "museale" del teatro, ma e` un libro che, al contrario, cerca di sprigionare i valori polemici del ricorso alla memoria in un occidente che, soprattutto a teatro, di quella memoria e` stato un cosi` cattivo custode. memorie che da stanislavskij, meyerhold o artaud a grotowski, brook o barba, hanno formulato l`auspicio di rinnovare il teatro con un lungo lavoro d`esplorazione delle sue risorse iniziali, risorse che sono andate perdute, quando non sono state ignorate. di questo sforzo di attualizzazione della memoria, attualizzazione pratica, d`intervento, questo libro segue l`evoluzione.
un grande poeta e saggista contemporaneo si misura con il piu` noto e amato dei musicisti italiani di cui cade quest`anno il centenario della morte. cosa hanno significato per il nostro paese i melodrammi di verdi? edoardo sanguineti chiama in causa tanto le sofisticate opinioni di poeti e letterati, quanto l`amore viscerale dell`italia melomane contadina e operaia, per inscrivere giuseppe verdi nella grande tradizione del realismo occidentale.
la figura e l`opera di enrico berlinguer hanno segnato profondamente alcuni dei momenti cruciali della storia dell`italia contemporanea. a differenza, pero`, di altri importanti uomini politici del passato presto dimenticati, ad oltre venti anni dalla morte la sua immagine continua a rappresentare qualcosa di diverso agli occhi di molti italiani: la speranza di una politica fatta di passioni civili e di rigore etico ed intellettuale. questa biografia vuole, portare alla luce il senso e le ragioni di questa "diversita`", utilizzando fonti e documenti che rivelano, ad esempio, la natura del rapporto con l`urss, la profondita` dei contrasti con bettino craxi, o il peso della "questione morale".
la collaborazione di gadda alla rai risale al 1947, quando un suo testo appositamente scritto per la radio viene trasmesso nella rubrica `l`approdo`. ma il vero e proprio rapporto di lavoro con l`ente radiofonico inizia nell`ottobre 1950, quando e` assunto come praticante giornalista. in questo libro si riproducono, accanto ai testi delle interviste da lui rilasciate, alcuni suoi inediti radiofonici. dai materiali proposti e dalla minuziosa esplorazione del contrastato rapporto fra la rai e lo scrittore, si delinea un singolare capitolo della storia di gadda, un capitolo ricco di sorprese, di suggestioni, di coincidenze.
il volume descrive le teorie sociali e le speranze utopistiche che accompagnano la storia delle recenti innovazioni tecnologiche nel campo della comunicazione; inoltre anticipa i prossimi sviluppi delle nuove tecnologie e cerca di capire come tutto cio` si trasformi in cultura collettiva e in nuovi fermenti ideologici.
il volume indaga le famiglie nobili e borghesi napoletane dell`ottocento ripercorrendo una quantita` di fenomeni e comportamenti: le scelte testamentarie e il connesso problema della continuita` dei patrimoni familiari; la conseguente diseguaglianza all`interno dei nuclei coniugali e degli aggregati parentali, che produce la gerarchia dei primogeniti e dei cadetti, dei maschi e delle femmine, dei coniugati e dei celibi. il quadro che emerge, costruito attraverso una quantita` di microstorie familiari e di rapidi flash biografici, mette in luce la contraddittorieta` dei processi di modernizzazione e il persistere di modelli familiari di antico regime, d`origine aristocratica, anche in gruppi sociali piu` modesti.
il volume presenta un sintetico ritratto del regno di filippo ii (1527-1598), individuando gli ambiti essenziali nei quali l`azione di questo imperatore si esercito`. dopo aver passato in rassegna le condizioni dei diversi possedimenti, dai regni spagnoli all`italia, dalla francia-contea alle fiandre, e le strutture amministrative e di governo di questo impero enorme, il volume si concentra sul problema delle finanze e dell`economia, sulla religione cattolica di cui filippo fu difensore fanatico, da ultimo sulla politica estera e sulle rivolte interne che egli si trovo` a fronteggiare.
le enormi possibilita` che le nuove tecnologie hanno spalancato sono pero` accompagnate anche da nuove disuguaglianze. e il segretario generale dell`onu a dichiarare, parlando dei paesi in via di sviluppo, che "oggi essere tagliati fuori dai servizi di telecomunicazione e` una difficolta` grave quanto la mancanza di lavoro, cibo, abitazione, assistenza medica, acqua potabile." ma anche nei paesi sviluppati, dove le deprivazioni materiali sono piu` contenute, le disparita` di accesso alle nuove tecnologie della comunicazione incidono fortemente. un fenomeno - cui e` stato dato il nome di "digital divide", in italiano "divario digitale" - sul quale si moltiplicano le indagini, le discussioni, gli interventi.
Un disco che non ti aspetti. Niente blues, ma molto sole. Enrico questa volta va nei Caraibi, in mezzo al sole ed al mare azzurro intenso e ci regala un disco degno del miglior Jimmy Buffett. Infatti Old Sock è solare, bello, piacevole, coinvolgente. Dal primo brano, Further On Down The Road, che si leva i panni blues per mutare in un reggae solare, con Taj Mahal ospite. E poi Paul McCartney, JJ Cale, Chaka Khan, Steve Winwood e canzoni come Goodnight Irene, Born To Lose, Still Got The Blues, Gotta Get Over, Till Your Wells Run Dry. Solare, distensivo, piacevolissimo. Uno dei dischi migliori di Manolenta, sentire per credere. Copia non sigillata.
Biennale di Venezia, 1982, IT. Volume edito da La Biennale settore cinema e spettacolo televisivo che contiene gli atti del convegno di Venezia 25/29 marzo 1981 e Manoscritti Veneziani n. 7, in cui si affrontano questioni come il film è un bene culturale? Cosa, come e perchè conservare, Rpapporto sul cinema: storici e critici a confronto, Il futuro del film è nella sua memoria e Dalla cineteca alla mediatica.

