

la torino dei signori tornio, quella dei loro tempi, era una citta` colma di certezze: "non ricordi? la fiat era tutto, e si faceva tutto in fiat. uno nasceva in fiat, viveva in fiat, moriva in fiat. c`erano gli asili nido in fiat, i pannolini fiat, i biberon fiat [...] erano anni fiat, divisi in mesi fiat, settimane fiat, giornate fiat". attraverso una pie`ce di straordinaria densita` giuseppe culicchia costruisce un libro che nel raccontare di una citta` ormai cambiata, descrive in realta` una generazione e un paese diversi ma disorientati, che sanno bene cio` che non sono piu` ma non sanno ancora cosa diventeranno. "ritorno a torino dei signori tornio" verra` rappresentata a torino in occasione del centenario dell`azienda tranviaria torinese, su un palcoscenico inusuale, una motrice tranviaria appositamente modificata.

un bel giorno - si stanno per giocare i mondiali - arriva in italia uno strano tifoso della nazionale brasiliana. si chiama anselm, e` nato nella foresta amazzonica e studia filosofia. soprattutto, e` un formichiere. "a spasso con anselm" racconta le avventure di questo strano e imprevedibile ospite nel nostro caotico mondo. a prima vista anselm puo` sembrare timido e goffo, con la sua scomoda golosita` e le sue curiose abitudini. pero` guarda la televisione, sa usare il computer, vuole tenersi in forma e gli piace divertirsi. e, di fronte alle ingiustizie, si indigna e si ribella.

anselm e` il formichiere piu` simpatico del mondo. viene dalle foreste del brasile ed e` laureato in filosofia. e uno sfegatato tifoso dei pentacampeones e ha una cresta di capelli verde da punk. soprattutto, sa affrontare il mondo con l`innocenza e la liberta` di un bambino: cosi` riesce a vedere le assurdita` e le ingiustizie della nostra societa` ipercivilizzata e tecnologica, ma anche gli aspetti piu` buffi (e ce ne sono moltissimi!) della vita quotidiana. dopo aver abitato per qualche tempo in casa del suo amico giuseppe, ora se ne va in giro per il mondo. si ritrova coinvolto in mille avventure: passa a genova nei giorni del g8, e` arruolato nella cia, adotta due fratellini russi, salva alcuni animali da crudeli esperimenti scientifici.

nel sottosuolo della metropoli, sotto la luce fredda dei neon, ventuno persone aspettano il prossimo convoglio. nel tempo sospeso dell`attesa, i pensieri prendono un ritmo particolare, che conosciamo bene. e il ritmo della folla solitaria, quando affiorano ricordi e paure, sogni e angosce, rabbie e desideri. quelli che traccia culicchia sono venti autoritratti della solitudine, senza filtri e senza meditazioni: sottofondi di banalita` quotidiana, accordi di un`esperienza interiore ormai esplosa, echi sincopati di cronaca nera, assoli lancinanti di identita` sempre piu` fragili, nostalgie di corpi segnati dalla violenza e dalla tenerezza.

