giunto al suo trentesimo anno, il protagonista del racconto che da` il titolo a questo libro avverte che sta entrando in una zona della vita dove i nomi si scollano dalle cose, le cose vagano sospese, la spinta a muoversi si arresta per un lungo momento. qualcosa di simile e` sottinteso nella nascita di questo libro: dopo aver sbalordito con la precoce perfezione e felicita` delle sue liriche, ingeborg bachmann sembro` ritrarsi, dopo i trent`anni, in un suo nuovo regno della prosa, che qui si manifesta per la prima volta (1961). ed e` un mondo doloroso, ambiguo, investito da onde di delirio. ma soprattutto e` un mondo dove nulla viene lasciato nella cornice dei suoi significati prestabiliti. qui sui fatti, sulle minuzie di un processo o su un grandioso sentimento, si posa uno sguardo ardente e lucido, come se tutto cio` che esiste venisse messo alla prova di un`altra possibilita`, forse quella a cui musil alludeva chiamandola "l`altro stato". letti oggi, questi racconti rivelano con nettezza certi caratteri che sfuggivano ai primi lettori ammirati. innanzitutto l`agilita` e trasparenza della lingua, che rimanda a "una sorta di dolcezza austriaca", quel clima in cui la bachmann stessa riconosceva la sua unica affinita` con rilke. poi la sicurezza nello sfuggire alle innumerevoli stoltezze che donne e uomini si raccontano sui loro rapporti. infine la capacita` di lasciar trasparire, dietro ogni vicenda, l`ombra di una "partenza verso l`assoluto".
i solitari deliri e le tortuose riflessioni di un giovane scrittore errante nella vita urbana, accompagnato dalla sua inesorabile antagonista, la fame. un romanzo che sta sulla soglia della grande letteratura del novecento.
"parliamo dell`elefante" (1947) prende in considerazione gli anni tra il 1938 e il 1946. anni cruciali, che ritornano puntualmente in questi "frammenti di un diario" recuperati e riordinati ancora a caldo, in un tumultuoso dopoguerra. appunti, riflessioni, note di lettura, opinioni, incontri, veri e propri piccoli racconti si compongono in una narrazione ove il gusto per la battuta feroce, per l`epigramma assassino, per la definizione fulminante e` al contempo alto esercizio di stile e puntuale testimonianza. personaggi famosi appaiono e scompaiono dalle pagine, ma accanto a loro prendono vita, umili e sofferenti, pigri e meschini, furbi o ingenui, uomini e donne di tutti i giorni in un autentico spaccato della societa` italiana.
romanzo narrato attraverso settantatre incisioni accompagnate da brevi didascalie, "una vita" fu pubblicato nel 1950 dalla casa editrice che leo longanesi (1905-1957) aveva creato nel 1946. in esso si riassumano, trovandovi compiuta espressione, le qualita` di quel vero "enfant terribile" che fu l`autore, il talento multiforme di moralista acre, sferzante, non di rado corrosivo, ma anche anticipatore, attento ai segni della modernita` e - piu` frequentemente di quanto si creda - testimone di una umanita` dolente e fustigatore dal cuore tenero.
l`avvocato joselyn cole, in cerca di una vita piu` tranquilla, abbandona los angeles e si trasferisce nelle pacifiche san juan islands. tuttavia, quando il suo primo cliente, il potentissimo uomo d`affari dean belden, viene ucciso in un`esplosione, joselyn si trova catapultato nel bel mezzo di una guerra di spie americane e russe che cercano di appropriarsi di preziosissimi segreti nucleari... governi corrotti, crimini perpetrati facendo ricorso ad armi di altissima tecnologia, notizie riservatissime che possono mutare il destino del pianeta: questo il labirinto in cui si trovera` joselyn, che potra` contare solo sulla collaborazione di un ingegnere nucleare danese, gyedeon van ry. e ben presto scoprira` che l`uscita da quel labirinto porta alla casa bianca...
"dopo ventisette anni oggi ti rivedo, madre, e mi domando se nel frattempo tu abbia capito quanto male hai fatto ai tuoi figli". in una stanza d`albergo di vienna, alle sei di un piovoso mattino, helga schneider ricorda quella madre che nel 1943 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere quella che considerava la sua missione: essere a tempo pieno una ss e lavorare nei campi di concentramento del fuhrer.
il regista fiorentino si racconta in questa autobiografia offrendo un affresco di una vita vissuta in nome della bellezza. nato a firenze, cresce con il difficile marchio di "figlio di nn", la guerra lo porta in montagna, partigiano, a vedere la morte da vicino e a schivarla grazie a un colpo di teatro degno del "trovatore". l`incontro con luchino visconti da` il via libera a un grande talento covato negli anni dell`accademia di belle arti. il mondo dello spettacolo gli si spalanca davanti: teatro, cinema, opera. parigi, londra, milano, los angeles. vive d`arte, franco zeffirelli e "di un ottimismo a qualunque costo" che ancora lo spinge a gettarsi nelle sue imprese con l`entusiasmo di sempre. in questa autobiografia, mette in scena tutta la sua vita con l`abilita` di chi sa tenere il pubblico incollato ai fatti e immerso nelle atmosfere. e decide di raccontarsi con franchezza.
rob courtney ha trascorso tutta la vita in un tranquillo avamposto commerciale sulla costa orientale dell`africa, sognando una vita avventurosa in mare. quando suo nonno jim courtney muore e il misterioso capitano cornish fa visita al forte, rob coglie l`occasione al volo e si imbarca clandestinamente sulla nave di cornish diretta in inghilterra. ma una volta giunto a londra, rob si lascia sedurre dal fascino della capitale inglese e ben presto"si ritrova disperato e senza un soldo. a quel punto, non gli resta che arruolarsi in marina e attraversare l`atlantico per unirsi alla guerra contro i coloni americani ribelli. contemporaneamente, dall`altra parte dell`oceano, i suoi lontani cugini caleb e aidan courtney stanno combattendo sul fronte opposto per l`indipendenza delle colonie.e quando aidan viene ucciso in una feroce battaglia con le truppe britanniche, caleb giura che non avra` pace finche` non avra` vendicato la morte del fratello, cacciando gli inglesi dall`america con qualunque mezzo necessario... una storia epica che parla di sconfitta e del coraggio di ricominciare, sullo sfondo della rivoluzione americana.