Terzo album per la band newyorkese. Un suono che si avvicina a quello dei Cowbvoy Junkies. Questo album raccoglie outtakes, live songs, inediti e rarità ma sembra, anzi è un disco nuovo a tutti gli effetti. Le covers sono magiche e la musica della band coinvolgente.
il cofanetto contiene un`antologia di poesie di autori italiani - da foscolo a leopardi, da gozzano a pascoli e d`annuzio - e quattro cd audio in cui le stesse poesie vengono recitate da vittorio gassman, franca nuti, roberto herlitzka, lina sastri, franco giacobini, ludovica modugno, paila pavese e paolo giuranna.
elisa vorrebbe solo una cosa: annullarsi in gilles. vivere per e attraverso gilles, non essere altro che sua moglie. preparargli la cena, guardarlo mangiare, guardare i suoi occhi, la sua bocca, i suoi capelli. ma il giorno in cui elisa capisce che gilles, suo marito, e` diventato l`amante di sua sorella, tutto crolla attorno a lei. eppure sceglie di tacere, di sorridere, di sopportare in silenzio l`indifferenza di gilles, perfino che gilles le parli del suo amore per l`altra, della sua gelosia. madeleine bourdouxhe, considerata tra i maggiori scrittori belgi del secolo scorso, pubblico` questo romanzo nel 1937.
se si dovesse dire in cosa e in quali luoghi si cristallizzo` l`ideale della piu` oziosa, spregiudicata, esigente civilta` europea fra seicento e settecento, si potrebbe rispondere: in alcuni salotti di parigi, dove si celebravano i riti, insieme esoterici e trasparenti, della conversazione. via via allontanata, per volonta` del sovrano, dall`uso della forza come dal potere politico piu` incisivo, l`aristocrazia spese le sue ultime, dispettose energie nell`elaborare un modo di vivere che pretendeva di raggiungere un traguardo di perfezione a partire dal quale tutto il passato apparisse grezzo e goffo. con l`ausilio di alcuni geni della socievolezza si creo` cosi` una corrente impetuosa che attraverso` due secoli e investi` vastissimi territori.
candido munafo` nasce in una grotta della sicilia la notte dello sbarco degli americani, nel 1943. e questo romanzo ci fa seguire le vicende della sua vita sino al 1977 in una serie di capitoletti che rimandano a quelli del candide di voltaire. la forma del conte philosophique, particolarmente congeniale a sciascia, gli permette di prendere la giusta distanza - e da` un passo leggero, aereo a questo libro, che per altro e` forse il piu` intimo e segreto fra tutti i suoi romanzi. "le cose sono sempre semplici" mormora talvolta candido. e sara` appunto il suo desiderio di nominare le cose con il loro nome a procurargli varie disavventure. questo giovane mite, testardo e riflessivo finisce per apparire, agli occhi del mondo, come un "piccolo mostro".
un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. e un incidente? un suicidio? un omicidio? l`esecuzione di una sentenza? e per quale colpa? la risposta vera e` un`altra: e` una mossa di scacchi. dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. che uno dei due sia l`ebreo e l`altro sia stato un ufficiale nazista e` solo uno dei vari corollari del teorema.
"la vicenda si svolge in un clima soffuso di tenue ironia; e a questo si deve, mi pare, la riuscita del romanzo. tutti sono nervosi, inquieti, infelici, mentre il tocco narrativo di keyserling li accompagna con grande freschezza e ariosita`." (alfredo giuliani)
la scoperta della doppia vita del padre da` al figlio la spinta per rivelare quella parte di se` che al padre aveva celato: innanzitutto la propria omosessualita`, raccontata in un tono sciutto, ironico, idiosincratico, con il tocco di un maestro della prosa.
chi c`e` dietro lo scontro di civilta` in atto nel mondo? sono i media che tentano di costruirlo o a qualcuno fa comodo pensare sia reale? e soprattutto: perche`? parte da qui questo battagliero libro di monica maggioni, che unisce la propria storia personale di inviata sul campo alla grande storia, ricostruita con la distanza di oggi grazie a una ricca documentazione. la grande macchina da guerra americana da un lato e l`abile regia del terrorismo internazionale dall`altro - scrive - sono due volti della stessa propaganda. come in un film d`azione che rende piu` comprensibile il recente passato, vedremo cosi` sfilare i piani d`attacco dei combattenti della jihad, la costruzione del mito di al zarkawi, la lotta contro i nuovi crociati, la guerra in rete, i disegni strategici, fino alle vignette contro maometto. lo scontro esiste, ma e` tra fondamentalisti e moderati, dentro all`islam e in tutto il mondo.
santa teresa d`avila fu indotta a scrivere quest`autobiografia dai suoi confessori, per documentare una vita che gia` allora faceva scandalo, con doti di carattere e un carisma spirituale sconcertanti. il lettore moderno puo` accostarla in vari modi. come testimonianza storica e psicologica di una vocazione maturata nella spagna splendida e feroce del cinquecento, quando santi, artisti e conquistatori parevano invasati da una febbre di vitalismo creativo. come un testo letterario realistico e a tratti umoristico. come una confessione spirituale da cui emerge una donna tenera, materna, gentile da un lato, passionale, volitiva e pragmatica dall`altro.
un mercante di siracusa perde a taranto uno dei suoi due figli gemelli, menecmo, e ne muore di dolore. menecmo, allevato da un ricco mercante di epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, erozio. il fratello, chiamato anch`egli menecmo, va a epidamno e viene scambiato per il gemello, crede pero` che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l`interesse da lui suscitano in erozio. intanto menecmo "primo" subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. i due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a siracusa dopo aver venduto all`asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di menecmo "primo".
stendhal affronta il tema dell`impotenza, gia` discusso da madame duras in "olivier ou le secret", appassionandosi alla sfida letteraria che esso pone: scrivere un racconto, inattaccabile sul piano logico e strutturale, incentrato su un argomento che all`epoca non poteva che essere accennato, mai reso esplicito.
riproduzione a richiesta.
nel volume simmel indaga l`opposizione radicale ma anche la corrispondenza profonda esistente tra etica e cultura. l`uomo parrebbe diviso tra la cultura, che ha ad oggetto l`opera d`arte, e l`etica che invece oggettivizza il concetto di buona volonta`. simmel dimostra come, invece, e` proprio in questo conflitto che si forma la vita personale e di gruppo dell`individuo.
da tempo, al nome di omar di monopoli ne sono stati accostati alcuni altri di un certo peso: da sam peckinpah a quentin tarantino, da william faulkner a flannery o`connor. per le sue storie sono state create inedite categorie critiche: si e` parlato di western pugliese, di verismo immaginifico, di neorealismo in versione splatter. nonche`, com`e` ovvio, di noir mediterraneo. questo nuovo romanzo conferma pienamente il talento dello scrittore salentino - e va oltre. qui infatti, per raccontare una vicenda gremita di eventi e personaggi (un vecchio pescatore riciclatosi in profeta, santone e taumaturgo dopo una visione apocalittica, un malavitoso in cerca di vendetta, due ragazzini, i suoi figli, che odiano il padre perche` convinti che sia stato lui a uccidere la madre, una badessa rapace votata soprattutto ad affari loschi, alcuni boss dediti al traffico di stupefacenti e di rifiuti tossici, due donne segnate da un destino tragico, e sullo sfondo un coro di paesani, di scagnozzi, di monache), omar di monopoli ricorre a una lingua ancora piu` efficace, piu` densa e sinuosa che nei romanzi precedenti, riuscendo a congegnare sequenze forti, grottesche e truculente in un magistrale impasto di dialetto e italiano letterario - sino a farla diventare, questa lingua, la vera protagonista del libro.
ripercorrere l`intero cammino compiuto da milo de angelis, uno dei pochi veri protagonisti della poesia, non solo italiana, tra novecento e nuovo secolo, e` un`avventura stimolante e capace di aprirci sempre nuovi scenari di emozione, dove l`acutezza del dolore e la presenza del male non si impongono mai, definitivamente, sulla vitalita` potente della parola poetica. la complessita` in costante tensione di questa lirica si rivela nel 1976 con "somiglianze", esordio di un autore giovanissimo, perfettamente padrone, gia` allora, di una lingua poetica esatta e tagliente, capace di esprimere senza enfasi alcuna i vortici di una condizione esistenziale estremamente inquieta. in questo senso, con ferrea coerenza e pur aprendosi a nuove esperienze - la parentesi dialettale, l`osservazione di un mondo urbano incupito, la spinta metafisica - de angelis passa da strutture chiuse e catafratte a improvvise aperture di senso, come in quello che si puo` considerare un classico della sua opera, "tema dell`addio", dove il lutto, il senso profondo e lancinante della perdita e del distacco conducono la lirica in una dimensione drammatica. il viaggio poi prosegue, tra quotidianita` turbata e insinuarsi di venature sinistre, di nuove emergenze del mondo degli affetti e del male, come nel piu` recente "incontri e agguati". questo volume, corredato da un saggio di stefano verdino, e` arricchito da un`autori- flessione del poeta e da un capitolo di inediti giovanili: una incursione alle origini della sua poesia.
il volume - sorta di catalogo di una mostra impossibile - si compone di un`ampia introduzione storico-critica sulla cultura greca e sulla sua produzione di statuaria, di un`estesa bibliografia, di dettagliati indici ma, soprattutto, della schedatura di circa 400 opere, ciascuna accompagnata da una o piu` fotografie.
Parte di una vecchia serie Longanesi dedicata alla letteratura di fantascienza, orrore e fantasia, I Classici del Sovrannaturale, contenente il volume dal titolo "Le Soglie dell'Invisibile" comprende alcuni racconti dei grandi maestri del genere scelti da Kurt Singer: Robert Bloch, A. W. Calder, Thorp McClusky, August Derleth, Stephen Grendon e altri.
dai libri bruciati insieme ai loro autori nella cina del iii secolo avanti cristo, fino a ipazia, massacrata per la sua femminile saggezza. dal libro sulla commedia di aristotele ai volumi distrutti nel 642 nella biblioteca di alessandria. dal promosso a firenze nel 1497 da girolamo savonarola ai manoscritti maya bruciati dalla santa inquisizione. dall`index librorum prohibitorum del 1559 alla condanna per oscenita` del marchese de sade, fino ai dei nazisti per poi arrivare a "lolita" di nabokov, ai "ragazzi di vita" di pasolini e perfino a "winnie the pooh" di milne. e ancora henry miller, jack kerouac, louis-ferdinand ce`line e molti altri autori, indicati nel tempo e nelle sue imprevedibili pieghe di volta in volta come . da sempre il potere considera i libri una delle armi piu` pericolose ed eversive per l`ordine costituito, per la morale, per il rispetto delle regole. la censura, ma anche semplicemente l`etica pubblica, la politica, e soprattutto la chiesa e le varie dittature in ogni luogo del pianeta hanno deciso o tentato di decidere lungo la storia cosa la gente doveva o non doveva leggere. perche` i libri sono senza alcun dubbio uno degli elementi che costituiscono la liberta` degli esseri umani.
nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad auschwitz, ire`ne ne`mirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la francia, sotto l`occupazione nazista: "tempesta in giugno" (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell`arrivo dei tedeschi) e "dolce" (il cui nucleo centrale e` la passione, tanto piu` bruciante quanto piu` soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). pubblicato a sessant`anni di distanza, suite francese e` il volume che li riunisce.
lungo l`intera storia del pensiero, il legame tra biografia e speculazione filosofica si e` spesso rivelato determinante, ma mai come in giordano bruno, che guardava alla propria vita come a un dono degli de`i, in vista di un destino eccezionale. lo testimonia questa documentata biografia, che, scritta dal massimo interprete di bruno, offre anche la migliore chiave d`accesso al nucleo piu` profondo della sua esperienza filosofica. un`esperienza, e una vita, eminentemente rinascimentali, indagate e raccontate con maestria, fino al culmine del celebre processo; e qui, prendendo le distanze dal mito di un bruno pronto a immolarsi quale martire del libero pensiero, ciliberto lo mostra impegnato a giocare tutte le proprie carte per salvarsi. solo dopo ottanta mesi di prigionia e di travaglio interiore, giordano bruno scegliera` la morte - e riuscira` nello stesso tempo a capovolgere il rapporto con gli inquisitori, ergendosi a giudice e riducendo la congregazione al ruolo di imputato davanti al tribunale della verita`.
le verita` che cioran consegno` al "crepuscolo dei pensieri" contengono il germe delle esplorazioni future e al tempo stesso qualcosa che resiste persino all`organizzazione caotica e frammentaria dei quaderni. al fondo di ciascuno degli aforismi qui radunati - che toccano i temi piu` cari a cioran (dalla noia alla solitudine, all`insonnia, alla timidezza, al desiderio, all`oblio, al rimorso e al suicidio) - cogliamo la stessa affilata capacita` di introspezione, l`estraneita` di sempre a ogni filosofia, ma in una versione surriscaldata. un pensiero che non trova pace e attraversa le vaste distese del "non-luogo universale", lasciando dietro di se` una traccia bruciante nelle parole. "la mediocrita` della filosofia si spiega col fatto che si puo` riflettere solo a bassa temperatura. quando si controlla la propria febbre, si ordinano i pensieri come fossero marionette; si tirano le idee con il filo e il pubblico non si sottrae all`illusione. ma quando ogni sguardo su se stessi e` un incendio o un naufragio, quando il paesaggio interiore diviene una sontuosa devastazione di fiamme che danzano sull`orizzonte dei mari - allora si da` libero sfogo ai pensieri: colonne tormentate dall`epilessia del fuoco interiore". un fuoco che permette a cioran di esserci amico - anche quando apparentemente vorrebbe infierire su di noi.