iraq, 2003. l`occupazione e` appena cominciata, il paese e` allo sbando, in preda alla confusione e all`incertezza politica. rory stewart, trent`anni, di ritorno da un lungo viaggio in asia durato venti mesi, viene nominato dal ministero degli esteri inglese coordinatore provvisorio per il governatorato della provincia di maysan. linea del fronte nel conflitto iran-iraq, la provincia di maysan e` una zona paludosa, in pieno caos istituzionale e alla merce` di decine di tribu`, clan e sottoclan. la caduta di saddam hussein ha semplicemente portato allo scoperto le fazioni che prima si combattevano nell`ombra, tenute a freno solo dallo strapotere del dittatore iracheno. ora la situazione e` esplosiva. tutti pretendono un pezzo della torta e in pochi sono disposti a concertare una soluzione. queste pagine costituiscono il diario in prima persona del vicegovernatore stewart, che, in un resoconto scevro da qualsiasi intento propagandistico, sincero fino al paradosso, non si nasconde dietro i successi, ma ci parla delle contraddizioni dell`occupazione e dei suoi fallimenti. e ci offre un punto di vista unico e privilegiato, quello dei rapporti umani con le diverse realta` irachene germinate dalla fine del regime. perche` la vera partita si gioca proprio sul campo, tra le persone, tra i sospetti, tra le incomprensioni e sui punti d`incontro che solo una politica pacifica e condivisa puo` raggiungere.
"ci sono scrittori che scrivono senza averne l`aria. buzzi senza dubbio e` uno di questi. leggere i suoi libri e` sedersi comodi a un tavolino, davanti a, che so, per esempio un piatto di capesante "spolverate di pan grattato e pepe nero", e ascoltarlo a bocca aperta, con la forchetta a mezz`aria, raccontare di questo e di quello, senza un filo preciso, senza una meta prefissata, eppure diretto, senza sbavature, narrare miniature di esistenza, soffuse di ironia e di pacato umorismo. e le capesante intanto si freddano, mentre la conversazione prosegue e vorresti che non finisse mai. sono libri che si leggono in fretta, quasi con una stupita urgenza, tra un boccone e l`altro. e sono libri a cui si torna spesso, come amici con cui non si vede l`ora di ritrovarsi a cena. queste pagine, frutto della confluenza di brani da "la lattuga di boston", "stecchini da denti" e "quando la pantera rugge", costituiscono un compendio della narrativa di buzzi, un omaggio a un giovane scrittore ultranovantenne che, in punta di piedi e senza prendersi troppo sul serio, si e` guadagnato un posto di spicco nella letteratura dell`ultimo secolo."
durante un mese trascorso a gerusalemme adam, diplomatico israeliano che vive a new york, conosce eva, brillante studentessa di fisica di origine russa da poco immigrata in israele. nonostante adam sia sposato, tra lui ed eva nasce una storia d`amore che il lettore percorre seguendo le voci alternate dei due protagonisti. terminato il soggiorno a gerusalemme di adam, i due si accordano per rivedersi a new york in occasione del giorno del ringraziamento. nei mesi che li separano da questo nuovo incontro eva scrive regolarmente ad adam: racconta se stessa e la propria vita, ma da questo resoconto dettagliato esclude un segreto importante che adam scoprira` solo quando la rivedra` di nuovo, a new york. l`incontro tra i due assume via via toni sempre piu` drammatici ed enigmatici a causa del segreto di eva che, una volta svelato, portera` alla luce la complessa personalita` di adam.
estate 1967, in una casa decadente nel cuore del suffolk, un giovane artista sta dipingendo il ritratto di maisie, tredici anni, e delle sorelle piu` grandi. contemporaneamente, maise dipinge un ritratto. ma lo fa con le parole, la fantasia, i racconti sulla sua famiglia, le sorelle, e il suo amico daniel. il quadro di maisie sembra un idillio estivo, ma lo e` stato davvero? perche` nell`estate del 1967 la vita delle sorelle sara` irrimediabilmente segnata e a distanza di decenni il quadro del giovane artista testimoniera` l`ombra della tragedia.
giovanni ha smesso con la coca, e ha anche smesso di vendere prodotti finanziari ad alto rischio. per disintossicarsi si occupa a titolo gratuito di creature misteriose e non troppo tranquillizzanti che si chiamano tutte ruggero e isabella, e appartengono a una razza pregiata di suini neri. mary ha smesso anche lei con la sua vita precedente, ed e` arrivata in italia dagli stati uniti alla ricerca di certi parenti adottivi che vivono nello stesso paese dove lavora giovanni, e che si chiamano anche loro ruggero e isabella. la prima curiosita` che questo libro suscita e` come possano incontrarsi due personaggi cosi`, uno in fuga da e l`altro alla ricerca di un paradiso in terra - tanto piu` in un posto troppo fangoso e dimenticato da dio anche solo per ricordarlo, il paradiso. ma la sorpresa e` che invece si`, incontrarsi possono, se affrontano un viaggio in treno a milano per conquistare insieme un congresso di allevatori, una farsesca e commovente lotteria suina nel basso lazio, e una strana notte - italiana - del 4 di luglio; e se queste premesse riportano tutti e due per vie diverse in america, a miami, dove la commedia recitata fin qui diventa, senza quasi che il lettore abbia avuto il tempo di accorgersene, un thriller hitchcockiano.
la vita di lermontov, breve, intensa, influenzata dal modello byroniano, si riflette in componimenti dominati da eroi solitari, da esclusi e proscritti alla costante ricerca di un riscatto. i poemi e le liriche qui raccolti delineano un panorama della sua opera dal 1828 al 1841, l`anno della morte, privilegiando i vertici della sua produzione poetica.
si tratta di "un viaggio con chatwin alla scoperta di chatwin": forse mai come in questo libro (soprattutto nelle notizie autobiografiche e nella lettera al suo editore tom maschler) chatwin e` stato prossimo a rivelare che cosa stava al fondo del suo essere e della sua inquietudine di uccello migratore, devoto per istinto alla "alternativa nomadica". ma perche` il nomadismo puo` proporsi come alternativa alla cosiddetta civilta`? le risposte si delineano di pagina in pagina attraverso scritti che abbracciano vent`anni di vita breve, intensa, errabonda, dal 1968 al 1987, e rispecchiano le varie incarnazioni di chatwin: esperto d`arte e archeologo, giornalista, esploratore e narratore. sono racconti brevi, storie e schizzi di viaggio, ritratti.
nella "filosofia della musica moderna" adorno stabiliva la polarita` schonberg-stravinskij, che diventava poi la tensione tra il buono e il cattivo, dove a stravinskij toccava il ruolo del cattivo, fonte di ogni aberrazione. nel 1972 il compositore e critico paolo castaldi pubblico` sulle pagine dello "spettatore musicale", rivista di breve durata e alta qualita`, questa "riflessione su stravinskij". non cancello` affatto la polarita`, ma la ribalto` completamente.
a lungo gli scrittori hanno parlato degli dei perche` la comunita` avrebbe ignorato o avversato quegli stessi dei e il divino da cui promanano. le loro figure si mescolano ora a un rivolgimento delle forme, a una fuga della letteratura dal maestoso edificio della retorica che a lungo l`aveva ospitata, verso una terra che non e` descritta nelle mappe ma dove siamo ormai abituati a ritrovare la letteratura stessa nella sua metamorfosi piu` azzardata ed essenziale.
forse mai come in questo libro del 1953 landolfi si e` azzardato a parlare di se stesso. e naturalmente non poteva farlo che nel modo piu` paradossale, alternando e mescolando la confessione da romanzo russo, la provocazione e la mistificazione. il risultato e` il ritratto di un personaggio, pronto a tutto "pur di non vivere", e disposto a trovare fugaci compromessi per attraversare le lande della noia solo se aiutato dalle complici potenze delle donne e del gioco. potenze soccorrevoli che presto si riveleranno persecutorie e riattizzeranno il desiderio di una perenne fuga.
individui spaesati e distratti, in esilio dalle loro origini o da se` stessi; l`incontro inatteso tra un uomo che vive da anni lontano dalla famiglia e la figlia adolescente della sua ex moglie; il percorso quieto e tortuoso di un fidanzamento senza amore; il piccolo mistero di un bambino non desiderato: a partire da queste situazioni la liberta` di scelta dei personaggi viene messa alla prova. e una voce narrante inconfondibile fotografa le loro reazioni, descrive, classifica senza giudicare e restituisce il sapore vero di gesti apparentemente insignificanti, in realta` definitivi. nella prefazione, scritta appositamente per questo volume, l`autrice riflette sui meccanismi della memoria e dell`immaginazione all`origine dei suoi racconti.
un bel giorno - si stanno per giocare i mondiali - arriva in italia uno strano tifoso della nazionale brasiliana. si chiama anselm, e` nato nella foresta amazzonica e studia filosofia. soprattutto, e` un formichiere. "a spasso con anselm" racconta le avventure di questo strano e imprevedibile ospite nel nostro caotico mondo. a prima vista anselm puo` sembrare timido e goffo, con la sua scomoda golosita` e le sue curiose abitudini. pero` guarda la televisione, sa usare il computer, vuole tenersi in forma e gli piace divertirsi. e, di fronte alle ingiustizie, si indigna e si ribella.
pier paolo pasolini raccolse in questa monumentale antologia, pubblicata per la prima volta nel 1955, le espressioni piu` belle e curiose di una poesia popolare ricca e varia come quella italiana. di regione in regione, attraverso quasi 800 testi di vario genere e struttura, si passa dai canti narrativi piemontesi alle "biojghe" romagnole, dalle "vilote" venete e friulane ai rispetti toscani, dalle "canzune" abruzzesi ai canti funebri calabresi, dai "mutos" sardi agli stornelli, agli strambotti, alle ninne nanne, fino ai canti popolari delle due guerre e alle canzoni fasciste e partigiane. il "canzoniere italiano" rappresenta - grazie anche all`ampia introduzione dello stesso pasolini - una tappa fondamentale nella riscoperta della poesia popolare; e offre un ritratto vivissimo, poetico e critico, degli italiani e delle loro radici regionali.
per quanto grandi siano le speranze e le supposizioni umane," scrive severino sulla soglia di questo suo nuovo libro "esse si accontentano di poco, rispetto a cio` da cui l`uomo e` atteso dopo la morte e a cui e` necessario che egli pervenga". nel proseguire, con ammirevole rigore speculativo, quel temerario percorso filosofico che da "destino della necessita`", attraverso "la gloria", e` approdato a "oltrepassare", severino procede qui "risolvendo un problema decisivo, lasciato ancora aperto": se "la terra isolata dal destino e` oltrepassata dalla terra che salva e dalla gloria", nondimeno su "`questa nostra vita` - si potrebbe dire - incombe la morte, e continuamente vi irrompe". sorge quindi un interrogativo ineludibile: "l`attesa della terra che salva continua anche dopo la morte (e che cosa appare in questo prolungarsi dell`attesa? sonno, sogni, incubi?), oppure con la morte ha compimento anche l`attesa?". nell`architettura del grandioso edificio teoretico che il filosofo e` andato solitariamente costruendo nel corso degli anni, "la morte e la terra" appare dunque un vertice dal quale lo sguardo si spinge oltre ogni confine, giacche` severino non teme di consegnare risposte definitive: "avvicinarsi alla morte e` avvicinarsi all`immenso della terra che salva della gioia".
opera filosofica scritta e pubblicata nel 1887. scritta con l`intenzione di accentuare la portata di "di la` dal bene e dal male" e` composta di tre saggi, intitolati: "buono e malvagio, buono e cattivo", "colpa, cattiva coscienza e affini", "che cosa significano gli ideali scettici?". nel primo n. tratta dell`essenza e dell`origine del cristianesimo; nel secondo la coscienza e` riconosciuta non come la voce di dio nell`uomo, ma come l`istinto della crudelta` che si ripiega su se stesso dopo che non ha potuto sfogarsi esteriormente. nel terzo n. trova la spiegazione della potenza, da lui considerata negativamente, dell`ideale ascetico-religioso nel fatto che questa forma di disciplina era l`unica, "fino a zarathustra", che fosse proposta agli uomini.
una piccola citta`, la rochelle, immersa in una gelida pioggia autunnale; borghesi apparentemente insospettabili che giocano a bridge; una serie di strani delitti che viene improvvisamente a turbare la vita della citta`; e due personaggi (il cappellaio, agiato e rispettabile commerciante, e il "piccolo sarto" armeno con addosso il suo irrimediabile odore di aglio e di miseria) che si osservano in una comunicazione tragica e segreta: due sguardi consapevoli, due punti di vista contrapposti e complementari fino alla reciproca dipendenza, fino alla complicita`, si affrontano in una sorta di controcampo investigativo di altissima tensione drammatica.
una grande storia di amore e morte e della perversione dell`occhio clinico che la osserva. dall`interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico piu` perturbante della sua carriera: la passione tra stella raphael, moglie di un altro psichiatra, e edgar stark, artista detenuto per uxoricidio. alla fine del libro ci si trovera` a decidere se la "follia" che percorre il libro e` solo nell`amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell`occhio clinico che ce lo racconta.
si sa che l`ultima guerra, e in particolare la resistenza, hanno per lo piu` dato origine in italia a storie di "uomini e no", inclini a un`aspra sentenziosita`. nulla di meno congeniale a landolfi, il quale scrisse febbrilmente la sua storia di guerra (questo "racconto d`autunno") nel 1946, ma giocando su tutt`altra tastiera. qui un indefinito e sanguinoso conflitto fa da quinta a una vicenda di amore e morte che non sdegna nessuno degli attrezzi scenici del romanzo nero, dal ritratto ominoso agli animali demoniaci. e, al centro, una "dark lady" innocente e perversa, evocata per via necromantica, che ci appare una vera concrezione dell`eros landolfiano. mai come in questo libro landolfi si e` abbandonato al puro romanzesco, senza turbare e frantumare la narrazione.
a pochi chilometri da mosca, nel quartiere della rublevka vive il gotha della politica, della finanza e, piu` semplicemente, della ricchezza russa. risiedere dietro ai muri altissimi che circondano ville piu` o meno sontuose e` segno di appartenenza all`olimpo. di appartenenza al gioco, come lo definisce l`autore. che del gioco studia le origini (dagli zar ai giorni nostri, passando per lenin e la nomenklatura sovietica), osserva i partecipanti (la fauna locale: come e perche` e` diventata tale, come si comporta dentro e fuori la recinzione, come giustifica, o non giustifica, le proprie scelte, come trascorre le proprie giornate), cerca - e non sempre trova - le regole (non scritte, ma rigidamente attestate).
"dopo aver creato il cane, dio si fermo` un istante a contemplarlo nelle sue incertezze e nei suoi slanci, annui` e seppe che era cosa buona, che non aveva tralasciato nulla, che non avrebbe potuto farlo meglio": scritta da rilke a un`amica, e` la frase che troviamo sulla soglia di questo romanzo - una nuova incursione di rosa matteucci nell`universo aggrovigliato e dolente dei rapporti familiari. nella famiglia della narratrice sono proprio i cani ad assumere un ruolo determinante: quello di una "risicata passerella di corde gettata fra due impervie ripe sentimentali". da un lato del baratro c`e` una madre di "leggendaria bellezza", refrattaria a qualunque "smanceria", sorda a ogni "desolato richiamo d`amore", e del tutto disinteressata a fornire alla prole piu` che un incorporeo nutrimento spirituale; dall`altro, una figlia convinta da sempre della propria inadeguatezza, che non nasconde "una malsana predilezione per quello sfaticato" di suo padre, e votata all`accudimento di una lunga serie di cani, tanto deliziosi quanto pestiferi (e nutriti, loro si`, parecchie volte al giorno). finche` non si trovera`, la figlia, a dover accompagnare la madre, amata sempre di un amore tacito e geloso, nel drammatico percorso della malattia che la portera` alla morte. ancora una volta, con il consueto, lucido puntiglio e con quella lingua ardita e immaginosa che e` soltanto sua, rosa matteucci mette in piedi un teatrino degli affetti al tempo stesso struggente e grottesco...
alle vedove dei grandi scrittori tocca spesso in sorte di trasformarsi in vestali per mantenere la memoria del caro estinto al riparo da scandali e pettegolezzi. la signora driffield lo sa bene. se poi al momento di individuare un agiografo affidabile, la scelta ricade su un uomo come alroy kear, astro nascente della scena letteraria, il minimo che possa accadere e` che dal passato del riverito edward driffield riemerga almeno un fantasma, che ha le sembianze della prima signora driffield, rosie. da questo spunto maugham ha tratto una feroce e divertente commedia di costume. alla sua uscita, nel 1930, quando molti riconoscevano nei personaggi tutte le leggende viventi dell`epoca, da hardy a walpole, il libro suscito` enorme scandalo.
la sapienza astrologica ha origini piu` antiche della stessa civilta` occidentale, e i nostri segni zodiacali sono per la maggior parte quelli ravvisati sulla volta del firmamento dai sacerdoti astronomi di babilonia. ricostruire la loro storia millenaria e` l`unica via per comprenderne il significato profondo. franz cumont riesce a condurre il lettore attraverso il fittissimo intreccio delle fonti originali con erudizione e finezza storiografica.
messa per la prima volta in scena sul palcoscenico del teatro sant`angelo a venezia nel 1753, "la locandiera" piacque subito molto, anche se forse non riusci` ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. originale, spiazzante, giocata su una storia d`amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti, ma anzi li rovescia in un gioco di imprevisti, "la locandiera" era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. piu` che una vicenda sentimentale, il commediografo veneziano aveva infatti scritto una storia sull`egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati nella seducente e sicura mirandolina, civetta e donna d`affari, indimenticabile e luminoso esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche e soprattutto di quelli che fanno sfoggio di un`esasperata misoginia. postfazione di giorgio strehler.
il vecchio commissario barlach e` a fine corsa. a pochi giorni dalla pensione, giace in un letto d`ospedale. il complesso intervento a cui e` stato sottoposto e` andato bene, si`, ma gli e` stata diagnosticata una malattia senza scampo. e messo male, barlach, e le riviste che ha a disposizione per distrarsi non lo distraggono affatto: dice all`amico hungertobel porgendogli un numero di del `45. una scena di inaudita efferatezza: nel campo di concentramento di stutthof il dottor nehle, medico del lager, con sta operando un prigioniero senza narcosi. di colpo hungertobel impallidisce. in quella foto gli e` parso di riconoscere il suo antico compagno di studi emmenberger, ora stimato proprietario della piu` esclusiva clinica di zurigo, un luminare amato dai suoi pazienti, che . l`atroce sospetto, pero`, non tarda a rivelarsi infondato, anzi : dalle informazioni che barlach riesce a ottenere risulta infatti che nehle si e` tolto la vita alla fine della guerra. eppure qualcosa non gli torna. ci sono strane discrepanze - e ancor piu` strane somiglianze: le figure di nehle ed emmenberger sembrano confondersi. negli occhi di barlach, stretti a fessura, torna a brillare l`antica vitalita` quando convince hungertobel a farlo trasferire sotto falso nome, come paziente, nella clinica di emmenberger. li` potra` condurre la sua ultima, solitaria battaglia contro il male.
il sudest asiatico custodisce numerosi siti del patrimonio artistico mondiale. questo libro, grazie alle appassionate parole che accompagnano una sapiente selezione di oggetti presenti nella collezione del british museum, offre un originale approccio a una delle aree piu` complesse e particolari del mondo. ogni oggetto racconta un frammento di storia, e tutti insieme illustrano le civilta`, le societa` e le culture locali in myanmar, thailandia, cambogia, laos, vietnam, malesia, indonesia, brunei, filippine, singapore e timor est nel corso degli ultimi 6000 anni. dall`emergere delle prime comunita` agricole e societa` stratificate all`ascesa di potenti imperi e la diffusione di buddhismo, induismo e altre credenze religiose, fino al periodo del dominio coloniale e ai processi indipendentisti, la storica dell`arte alexandra green ripercorre e approfondisce identita` e connessioni culturali. il vasto territorio viene esplorato impiegando un`ampia gamma di oggetti sacri o d`uso quotidiano: sculture delle civilta` storiche di giava, angkor, bagan e sukhothai, ceramiche, mobili, tessuti, marionette, manifesti, strumenti musicali, produzioni artistiche contemporanee... un`utile guida per inoltrarsi in quest`affascinante area geografica attraverso la sua meravigliosa cultura materiale, e un modo nuovo per conoscere quali idee ed eventi l`abbiano plasmata nel corso di migliaia di anni. con oltre 400 illustrazioni.
"posso andare soltanto dove i miei appetiti musicali mi portano" cosi` igor stravinskij riassumeva il proprio percorso compositivo, "non abdichero` mai alla regola del mio orecchio". orecchio pronto a cogliere stimoli di ogni sorta, bevuti da una curiosita` sonora mai sazia e rielaborati nel sacro gioco creativo da un ingegno unico, che rivive con sorprendente immediatezza nelle conversazioni con robert craft raccolte in questo volume. prima tappa non puo` che essere san pietroburgo: tra i ricordi di famiglia, la luce e i sapori degli anni di formazione, subito riaffiorano impressioni sonore, le cadenze della bibbia paleoslava, i concerti al teatro mariinskij e le lezioni con nikolaj rimskij-korsakov. la citta` della consacrazione e` parigi, nella stagione dei balletti russi. lungo il filo della memoria di stravinskij lo seguiamo nei continui viaggi, in una girandola di incontri; da satie a picasso, da proust a d`annunzio, da matisse a puccini, da valery a segovia, fino allo sbarco a new york, nel settembre del 1939, da una nave di profughi (la stessa su cui arriva toscanini). pensa a un soggiorno di pochi mesi: rimarra` in america per piu` di trent`anni. robert craft per oltre vent`anni ha vissuto accanto a igor stravinskij (1882-1971) e alla moglie vera a hollywood e new york, accompagnando il compositore in tourne`e e dirigendo i suoi concerti. a partire dagli anni cinquanta ha raccolto e pubblicato a piu` riprese conversazioni e memorie stravinskijane.
si sa, non e` mai facile scegliere il regalo di compleanno perfetto per la mamma. per non sbagliare, pero`, ci si puo` rivolgere a un amico fidato, come fa la piccola protagonista di questo racconto, e il signor coniglio e` proprio l`aiutante ideale. mentre camminano insieme per una campagna incantevole, la bambina e il signor coniglio passano in rassegna i gusti della mamma e un lunghissimo campionario di doni possibili e impossibili, osservando un unico criterio: che il regalo sia composto da tutti i colori preferiti di chi lo dovra` ricevere. ed ecco che, in un battibaleno, e` pronto il regalo piu` delizioso e sorprendente - proprio come queste pagine tra il quotidiano e l`onirico, scritte da charlotte zolotow e impreziosite dalle magnetiche illustrazioni di maurice sendak. eta` di lettura: da 5 anni.
tommy e` un orsetto simpatico e sbruffone, che si vanta di saper disegnare a occhi chiusi. bisogna ammettere che il grande cuore dipinto di rosso, rosa e giallo gli e` venuto proprio bene. ma un soffio di vento improvviso glielo porta via costringendolo a un affannoso inseguimento che ci concludera` in maniera del tutto inaspettata.
quando il dipartimento di polizia di buckeye riceve una lettera che minaccia una diabolica missione di vendetta, per l?ispettrice izzy jaynes inizia un?indagine oscura e pericolosa. per fermare chi promette di "uccidere tredici innocenti e un colpevole" come riscatto per "l?inutile morte di un innocente", c?e bisogno della detective holly gibney. nel frattempo, kate mckay, attivista carismatica, simbolo di una nuova ondata di femminismo, inizia un tour di conferenze che attraversera diversi stati. mentre le sale si riempiono di sostenitori e detrattori, qualcuno trama nell?ombra per metterla a tacere. all?inizio si tratta solo di piccoli sabotaggi, ma presto il pericolo si fa reale. holly accetta di fare da guardia del corpo a kate, tra la difficolta di difendere chi non accetta protezione e l?accanimento di uno stalker rabbioso che agisce nel nome di una verita distorta. le due storie si rincorrono e si intrecciano, tra personaggi nuovi e volti noti, come la leggendaria cantante gospel sista bessie e un assassino che ha fatto della violenza il suo culto, in un finale stupefacente che solo un maestro come stephen king poteva concepire. "never flinch. la lotteria degli innocenti" e una delle prove narrative piu intense di stephen king. un romanzo che esplora le ombre della giustizia, la rabbia che si fa ideologia e la capacita umana di resistere e trasformare il dolore in consapevolezza. un?opera che fonde suspense, profondita psicologica e grande intrattenimento, confermando, ancora una volta, la maestria di uno scrittore che non ha mai smesso di esplorare cio che ci rende umani e cio che ci rende mostri.
nella torino di inizio secolo, lena non ha voce. nessuno vuole ascoltare quello che la giovane mondina potrebbe rivelare sulla famiglia da cui e stata "accolta". nessuno ha interesse che i piu indicibili segreti delle brave persone della borghesia cittadina vengano messi in piazza. l?infanzia tradita e l?adolescenza, il privilegio e il sopruso, il silenzio e il bisogno di giustizia. infine il desiderio, la maternita, e la ferma volonta di prendere in mano la propria vita. c?e tutto questo nel nuovo romanzo di silvia montemurro, che ancora una volta ci racconta senza sconti l?italia da cui veniamo. 1913, lena e una mondina di quindici anni, orfana di madre e padre, che lavora in una risaia vicino al rione cappuccini a vercelli. lena e isolata da tutti. la sua migliore amica maria e appena morta e lei continua a darsi la colpa per quello che e successo. anche il ragazzo di cui e invaghita, tobia, non si dimostra poi cosi tenace nel corteggiarla, tanto che alla festa di fine mondatura attende invano qualcuno che la faccia ballare. le si avvicina invece grazia, la moglie del padrone, che la invita a passare un periodo da loro a torino. suo malgrado lena accetta l?invito, ma non tarda a capire di essere bloccata in quella casa, dove il suo incubo ha inizio. il marito di grazia, fernando, inizia presto a farle visita di notte, e dopo poco rimane incinta. nella casa capiscono tutti, anche grazia. e proprio di grazia la voce che fa da controcanto a lena che, con un marito fedifrago e un matrimonio infelice, impossibilitata ad avere figli, si culla nel sogno di un bambino. e se in un primo momento ha pensato di adottare lena, presto inizia a covare l?idea che possa diventare lei la madre del suo bambino. lena inizia a sospettare che una triste fine la attendera dopo il parto. ad aprirle gli occhi, la aiuteranno la domestica, severa, e una sua amica, teresa ferrero, operaia presso la manifattura tabacchi di torino e anche sciantosa, in arte isa bluette, la famosa soubrette.