questa , che attraversa gli scritti di henri michaux da "chi fui" (1927) al "giardino esaltato" (1983), e` stata composta dall`autore su richiesta dell`editore italiano. per chi ancora non conosce michaux, sara` questa la perfetta guida alla sua opera; per chi lo conosce, sara` un libro nuovo, ricco di sottili rivelazioni, quello in cui michaux ha voluto illuminare se` a se stesso, e a tutti noi. tutta l`opera di michaux risponde a una domanda che non riusciamo a formulare, eppure sentiamo essenziale. col tempo, i suoi scritti si dimostrano sempre piu` nettamente insituabili, come gia` lo erano quando cominciarono ad apparire, nella parigi degli anni venti. possono presentarsi come racconti, poesie, riflessioni, esorcismi, dialoghi, aforismi, visioni: ma ogni volta li sentiamo evadere dal quadro di una forma preesistente. ed e` questa una peculiarita` costante di questo scrittore, che ha con la `letteratura` rapporti di acuminata diffidenza. i suoi paesaggi sono sempre altrove, in un tibet dell`anima. ogni libro di michaux e` il resoconto di un`esplorazione, che ama calarsi nelle , ma si azzarda anche a perdersi nella sterminata vastita`. nelle sue pagine troviamo tracciati, con la precisione cerimoniale di un calligrafo cinese, innumerevoli , soprattutto quelli che non hanno piu` un nome o non l`hanno mai avuto. ciascuno di questi movimenti e` una breccia fra il visibile e l`invisibile. i testi sono le macerie di quelle . ogni racconto e` l`accenno di una metamorfosi. dice una voce di michaux, e prosegue:

Copertina non disponibile per Necropoli Di Brezec  di Aavv - libri
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Copertina non disponibile per Baldassarre Peruzzi  di Tessari Cristiano - libri
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il libro prende in esame l`opera architettonica di baldassarre peruzzi (siena 1481 - roma 1536), la cui forma, fra gli architetti del tempo, e` stata sistematicamente esaltata tanto nelle fonti letterarie cinquecentesche, quanto negli studi dedicati alla sua opera nelle epoche successive. in particolare, dell`artista viene analizzato il rapporto con l`antico, visto come osservatorio privilegiato per i processi creativi in vario modo connessi al maestro senese. il volume si apre con un saggio introduttivo di burns, e prosegue con l`analisi di tutte le opere del maestro, articolata nei seguenti saggi: peruzzi e l`antico; studiare le cose di roma; la regola fuori di regola; le belle maniere dell`architettura; l`ideale antico oltre il modello, ecc.

presentando nel 1958 gli scritti che compongono "i viaggi la morte", gadda suggeriva che, in luogo del comune , sarebbe forse stato preferibile per definirli il francese entretiens, `conversazioni`. con questa discreta indicazione l`ormai celebre autore del pasticciaccio rivendicava l`estraneita` del libro alla , e insieme ammantava di rassicurante affabilita` la sua vera natura e la missione di cui era investito. che era quella - come confidava a livio garzanti - di delineare il della sua , abbracciando un`intera vita e tutta la gamma dei suoi interessi: di consegnare insomma ai nuovi fan una bussola per orientarsi nella piu` vertiginosa officina del novecento e comprenderne le leggi. leggi radicate in una riflessione filosofica che impone la demolizione del mito dello scrittore come vate o profeta, , mentre l`io rappresentatore e` un e solo dalla con la cosa rappresentata nasce l`atto espressivo; e che nella maccheronea o individua un`arma letale, capace di annientare vaniloquio e falsita`, enfasi e , nonche` di contrastare l`, la lingua piccolo-borghese, . se dunque gadda, , fa razzia di varianti lessicali e ortoepiche, se ricorre al frasario gergale dei pratici e ai dialetti - da quello irresistibilmente sincopato e monosillabico dell`industre milano alla parlata di roma, - e` nel nome di un`esigenza etica e gnoseologica: riscattare la lingua e ricreare la .

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