articolato in due sezioni - la prima dedicata alle vicende storiche, la seconda alla letteratura -, questo libro offre un quadro introduttivo del periodo che si apre con il ritorno degli esiliati ebrei da babilonia (538 a.e.v.) e si chiude con la presa di gerusalemme e la distruzione del tempio da parte dei romani (70 e.v.). ampio spazio e` dedicato alla letteratura giudaica extracanonica, un immenso e variegato corpus che va dalla letteratura di qumran all`apocalittica, alla letteratura giudeo-ellenistica, di fondamentale importanza per la comprensione delle molte sfaccettature che caratterizzano questo periodo affascinante e complesso.
dall`egitto all`italia di mussolini, dalla francia del seicento all`editoria italiana degli ultimi anni, il volume ci svela un mondo infantile parallelo.
"anni sono trascorsi dopo di allora e continuiamo ancora a vivere qui nella casa di calle arenales, continuiamo ancora a conservare la collezione di anticaglie e una santa nella segreta cella. ma qualcosa non ando` come l`avevamo architettata". "assassini dei giorni di festa" (che significa, per ragioni che si scopriranno, non coloro i quali uccidono nei giorni di festa, ma che uccidono i giorni di festa) e` una storia grottesca, ironica, nera opaca, con punte di vera necrofilia, e che si muove in un crescendo di tutti i suoi toni.
il supremo ostacolo al nostro cammino umano e` la "trascuratezza" dell`io. nel contrario di tale "trascuratezza", si trova il primo passo di un cammino veramente umano. la conseguenza inevitabile e letteralmente tragica della confusione in cui oggi si "dissolve" la realta` dell`io e` il "dissolvimento" del termine tu. l`uomo di oggi non sa dire coscientemente "tu" a nessuno. giussani, fondatore di comunione e liberazione, spiega come intraprendere un percorso verso la vera conoscenza di se` attraverso il rapporto umano con cristo, un dio che si rende uomo, cammina, mangia, si commuove e compie gesti di infinita` bonta`, e cosi` rivela la via lungo cui riconoscere il proprio destino di figli e quindi il proprio volto.
le beibe beibe a gambe spalancate care ai led zeppelin, i pruriti e gli sberleffi di casa zappa, i diavolacci su di giri a zonzo con i black sabbath, i mattoni in caduta sui pink floyd, le strade di tuono per raggiungere springsteen: i king crimson sono davvero lontani. uomini schizoidi, divinita` marine, risvegli di principi e isole lontane, lingue di allodola, grandi ingannatori e incubi rossi, chiacchiere da elefante, nevrotiche e uomini modello, dinosauri, luci in costruzione e curve pericolose. altro che musica leggera. qui ci sono anomalie dentro altre anomalie, una matrioska rock tutta da smontare. se il progressive rappresenta una grande "deviazione" nella storia popular, i king crimson che del prog sono stati gli artefici e tuttora la massima incarnazione - sono una cellula impazzita a dir: poco sorprendente. hanno inventato un genere, se ne sono distaccati senza abbracciare i suoi opposti, hanno un padre-padrone-fondatore-demiurgo senza il quale non esisterebbero, ma i testi delle varie incarnazioni del re cremisi sono opera di personalita` esterne come peter sinfield e richard palmer-james, o di un alter ego conflittuale e pacifico come adrian belew. un gruppo/progetto che cammina tra esoterismo e humour, letterature e surrealta`, razionalismo e follia, allegorie e `clare loqui`. un`isola nel mare magno del rock, una piccola unita` collettiva dove si parla con il vento e si attende il ritorno di me, neal e jack.
Il tributo a Bitter Tears di Johnny Cash. Uno splendido lavoro, prodotto da Joe Henry, con una serie di formidabili musicisti che rileggono il capolavoro di Cash: Gillian Welch & David Rawlings, Steve Earle, Norman Blake & Nancy Blake, Kris Kristofferson, Emmylou Harris, The Milk Carton Kids, Bill Miller e Rhiannon Giddens. Una rillettura rispettosa, fatta con grande amore ed una sviscerata passione per Johnny Cash, oltre al rispetto dovuto al grande Peter LaFarge. Non sigillato.
una storia della filosofia antica che, senza venir meno all`esigenza di informare correttamente il lettore sui dati storici (filosofi, opere, scuole, correnti), si concentra in primo luogo sull`aspetto filosofico della materia, sui grandi temi concettuali che ne hanno segnato il cammino, dai presocratici al neoplatonismo. ne emerge cosi` un libro ricco di stimoli che, pur evitando avventurosi e inefficaci confronti fra pensatori troppo distanti, fa risaltare costantemente gli aspetti filosofici della storia narrata e i nessi che intercorrono fra le varie dottrine.
tra le citta piu visitate del regno unito, edimburgo ha un fascino ineguagliabile: dal castello a grassmarket, dal palace of holyroodhouse al porto di leith, dal royal botanic garden allo scottish parliament, la capitale della scozia e una destinazione da non perdere.
gero, l`autore di questo libro, dice cose terribili, nascondendosi dietro l`alibi della comicita`. eliana, la fumettista di questo libro, lo accompagna finche` puo`, allibita come tutti noi dalla possibilita` di scherzare su qualsiasi cosa. in questo volume non troverete alcuna morale, ma una composta ferocia che non risparmia nulla, ne` il declino del maschio contemporaneo, ne` l`attivismo ottuso e neppure il patriarcato, il sesso o l`amore. ma, nostro malgrado, siamo costretti ad ammettere che "la vita della mia ex per come la immagino" io e` la raccolta di racconti a fumetti piu` tragica, comica, falsa e autentica che troverete in circolazione.
che cosa sappiamo di sparta? citta guerriera, popolata di eroi programmati per combattere a difesa della patria senza temere la morte. societa dove il singolo non conta di fronte alla comunita. sparta e la polis severa che senza pieta elimina i bambini imperfetti e sottopone i superstiti a un addestramento durissimo. soprattutto, sparta e l`antitesi di atene: se questa e la culla della democrazia, della filosofia, della poesia, della liberta, sparta e la roccaforte dell`oligarchia, citta senza cultura, austera ed essenziale. ma e davvero cosi? questo libro prova ad andare oltre lo stereotipo. scopriremo che la vulgata sulla soppressione dei bambini e probabilmente un falso; che l`educazione spartana non era poi cosi diversa dall`educazione impartita ai ragazzi nelle altre citta di grecia; che vivere a sparta non significava votarsi solo alla guerra e all`addestramento militare; che in citta si apprezzavano motti di spirito, musica, feste; che le donne avevano piu liberta e piu diritti rispetto alle altre donne greche. insomma, scopriremo perche la citta "amabile" e "divina" - per citare omero - ha lasciato segni indelebili nella storia e nella cultura del mondo greco.