nel lessico di fine millennio si e` fatta strada una parola nuova, una parola che negli usi e abusi quotidiani rischia di risuonare senza un preciso significato: globalizzazione. ma che cos`e` effettivamente la globalizzazione? come se ne coglie la reale complessita`? e come ci si misura con le sue sfide? ulrich beck, uno dei piu` originali e acuti interpreti della societa` contemporanea, cerca in questo libro di individuare delle risposte e di indicare nuovi terreni di riflessione. muovendo da un`ampia rassegna critica delle principali teorie della globalizzazione, da quella dell`"economia mondo" di wallerstein alla tesi di mcdonaldizzazione di ritzer, beck evidenzia gli errori di un globalismo semplificato e di una "metafisica" del mercato mondiale. ma rivendica anche la necessita` di una "politica della globalizzazione" capace di rispondere a emergenze sociali, culturali e ambientali non piu` governabili a livello nazionale. i rischi che minacciano la societa` mondiale, sottolinea beck, possono oggi mobilitare nuove energie sociali e politiche, promuovendo nel lungo periodo uno sviluppo razionale della condizione umana e favorendo la nascita di una "seconda modernita`".
goldoni offre qui una versione della tradizionale carriera della "serva padrona", spostando l`azione dall`abituale citta` di venezia a una villa sul brenta e trasformando corallina in "castalda", cioe` in fattoressa di pantalone. ma le castalde sono in realta` due: il primo testo allestito per la scena (la gastalda, 1751) venne pubblicato contro la volonta` di goldoni che ne fece una nuova redazione (la castalda, 1755), dando cosi` vita a un dittico comico in cui niente appare uguale.
"il trattato di semiotica generale" e` certamente il libro che piu` di ogni altro ha segnato la semiotica italiana (e non solo), definendo i limiti di un campo disciplinare e offrendo una teoria globale di tutti i sistemi di segni e dei possibili processi di comunicazione. i problemi tradizionali della linguistica, della logica, della retorica, dell`estetica, della filosofia del linguaggio e delle teorie della percezione vengono qui ripresi, discussi e ripensati nel quadro di una disciplina che nel 1975 (anno del libro) era ai suoi albori. con questo libro umberto eco e` diventato a tutti gli effetti il "padre" della semiotica e da allora - dal 1975 - "il trattato di semiotica generale" non ha mai smesso di essere letto, discusso, citato, tradotto: punto di riferimento passato e presente (e certamente futuro) di intere generazioni.