questi frammenti catturano il lettore e lo trascinano in un universo personalissimo, affollato di rimandi letterari e filosofici, di immagini lunghe un solo verso, di incanti improvvisi e altrettanto fugaci innamoramenti, di parole e di suoni, di lirismo e ironia in un continuo e apparentemente inesauribile vortice musicale. la lettura di nietzsche e` un`esperienza di immersione totale: la musicalita` dei versi, l`evocazione continua di suoni, personaggi, il fascino di un mondo incantato e cristallizzato in un`immagine di nervosa armonia fanno di questo poema sull`ambiguita` dell`esistere e su coloro che hanno tragicamente pensato tale ambiguita`, un unicum nel panorama culturale italiano.
al centro del romanzo una coppia: russell "crash" calloway, un editor brillante e ambizioso, ma insoddisfatto della propria vita e del proprio lavoro, e la moglie, corinne, una donna affascinante che lavora a wall street ma deve vedersela con le proprie contraddizioni. la loro vita scorre senza un attimo di tregua fra cene animate e party di lavoro, ma il loro matrimonio non va nel verso giusto. russell e corinne si allontanano l`uno dall`altra, lui sempre piu` attratto dal desiderio di nuove speranze sessuali, lei sempre piu` alla ricerca di un senso profondo da dare alla propria vita: un figlio, un lavoro diverso. ma la storia non finisce senza un filo di speranza.
piccole donne, piccole creature, "piccoli gorghi in cui affondano esistenze che non hanno nemmeno la forza di gridare" (g.a. borgese) il libro e` una raccolta di novelle pubblicata per la prima volta nel 1911, quando non le mancava il favore del pubblico e della critica; sempre borgese, suo grande estimatore, scrisse: "la vita siciliana, quale essa la espone, non ha ne` pompa di paesaggio ne` drammaticita` sanguinaria. e` tutta in tono minore. sono `piccoli gorghi` in un`acqua paludosa, ove silenziosamente scompaiono vite cui manca perfin la forza di gemere..."
"su di noi avevano fatto un film", dice clay. un film tratto dal libro che un loro amico aveva scritto ispirandosi alla sua storia e a quella di blair, trent, julian e rip. il problema e` che il loro amico, bret easton ellis, ce l`aveva con clay e per questo l`aveva trasformato nel narratore "bello e stordito, incapace d`amore e di bonta`" di quel romanzo intitolato meno di zero. ma oggi, venticinque anni dopo, clay e` tornato in citta` e questa volta e` pronto a raccontare la sua storia in prima persona. diventato sceneggiatore di mediocre successo, clay e` a los angeles per scegliere il cast dell`ultimo film a cui sta lavorando. qui incontra gli amici di gioventu`: blair, la sua ex ragazza, si e` sposata con trent che nel frattempo e` diventato un potentissimo agente delle star di hollywood, julian ha messo in piedi una discreta agenzia di escort, mentre rip... rip ha sempre fatto storia a se`. quando a una festa incontra la giovane, splendida rain e se ne innamora clay precipita in una dimensione in cui paranoia e terrore sono i muri di un labirinto da cui non riesce, o non vuole, uscire. bastano questi accenni per far intuire al lettore il gioco di specchi, rimandi e false piste con cui ellis, mai cosi disincantato e ironico, intesse il suo inquietante racconto. disperazione e violenza, noia e glamour, autoindulgenza e degradazione sono gli atomi costitutivi del mondo (o dell`inferno) in cui ellis, impeccabile come suo solito, ci fa da guida.
l`alice fece naufragio alla foce del columbia river nel 1909. era cosi` bella e strana che qualcuno la fotografo`. piero ha 50 anni, e` un giudice e vive in sardegna. sta per lasciare lula innamorato di candida. ma si imbatte in alice, nella sua foto, mentre si arrovella a cercare la password di un file privato di lula. e la password e` alice. il file e` un diario. dentro c`e` una storia vecchia e incredibile, di lula e del fratello piero, morto prematuramente e considerato in famiglia quasi un santo. piero vuole sapere. vuole sapere della storia e dell`alice. perche` intestardirsi su un fatto del passato, ormai senza valore, puo` servire ad allontanare il futuro, oppure a farlo esplodere.
nella prefazione il curatore gaspare giudice analizza i diversi piani di lettura della commedia, da quello strettamente letterario a quello antropologico a quello autobiografico, mettendone in evidenza la stretta relazione con tutto il complesso dell`opera pirandelliana. gli altri cospicui apparati informativi si completano con l`ampio saggio introduttivo di nino borsellino, l`aggiornatissima bibliografia organizzata secondo argomenti specifici e la cronologia delle opere e delle prime rappresentazioni teatrali, entrambe a cura di graziella pulce.
tre capolavori del teatro pirandelliano: il primo, un girotondo vertiginoso nel chiuso di un`asfissiante contiguita` condominiale, un balletto sincopato di entrate e uscite dalla ribalta, fra reiterati colpi di scena per venire a capo dell`enigma di un`identita`. il secondo, una "black comedy" dai toni cinici, quasi glaciali, che senza disdegnare motti di spirito e punte grottesche, dipana l`intrigo mortale che avviluppa i protagonisti inchiodandoli al "gioco" al quale si sono autocondannati. il terzo, una "dimostrazione" della impossibilita` di un`oggettiva conoscenza, una lezione sulla pluralita` degli sguardi, sulla pericolosa contiguita` tra reale e immaginario. introduzione di nino borsellino, prefazione e note di paolo puppa.
quindici anni dopo "la bufera", "satura" - il quarto libro di eugenio montale - contribui` nel 1971 a dare alla voce del grande poeta una sorprendente nuova fisionomia. una novita` costruita su due diversi movimenti: il primo, piu` breve, "xenia i e ii", si fonda sulle emozioni legate alla scomparsa della moglie; il secondo, "satura i e ii", si rifa alla "satura" latina, ed e` articolato con caustica ironia nell`osservazione critica di una realta` in vistoso mutamento. netta, quindi, la distanza dal precedente capolavoro; infatti, scrive romano luperini, qui l`ormai classica pronuncia di montale . su certi aspetti, essenziali in questo nuovo, e fortemente comunicativo percorso montaliano, insiste anche franco fortini, che sottolinea del tono che avvolge e coinvolge la figura della moglie, evidenzia la felice tendenza di montale a creare personaggi, ma considera anche la sua necessita` di farsi ormai . grazie all`ampio commento di riccardo castellana possiamo tornare ad apprezzare questa importante fase montaliana, fertile di ulteriori sviluppi nel successivo percorso diaristico. con un saggio di romano luperini e uno scritto di franco fortini.