Ritorno alle sonorità classiche della band di Paddy Moloney.
Il meglio di Tom Rush, 17 canzoni, Il momento migliore, da metà anni sessanta ai primi settata.
Secondo lavoro solista per il super bassista e session man. Krauss, con l'aiuto di una solida serie di side men, ma anche di Bill Frisell, Lyle Lovett e Shawn Colvin, porta termine un disco di tutto rispetto.
2 LP in un CD. Tom Rush, un classico, e Wrong End of the Rainbow, entrambi del 1970. Rimasterizzato.
Discepolo di John Fahey, giù leader dei Cul De Sac, grande amico di Jack Rose, Jones è uno dei migliori chitarristi acustici oggi sulla scena. Nuovo album, 2011.
CD/DVD. Tom Rush celebra i cinquanta anni di carriera con uno straordinario concerto in cui appaiono anche ospiti come David Bromberg, Buskin & Batteau, Trevor Veitch, Jonathan Edwards, Dom Flemons etc. Rush rivede i suoi classici, supportato anche dalla Boston Symphony Orchestra.
Edito lo scorso anno per il Record Store Day, ora esce come pubblicazione regolare. Si tratta di un disco dal vivo, inciso a Vienna e Berlino, dove la band dell'Arizona esegue alcuni dei suoi brani più noti, alcuni tratti dal recente Algiers, accompagnata da due differenti orchestre (Vienna Radio Symphony Orchestra e Deutsches Filmorchester Babelsberg di Postdam). Una rilettura diversa e molto interessante di materiale già conosciuto, ma in forma decisamente differente.
All'inizio di quest'anno Billy Bragg e Joe Henry (che tre anni fa aveva prodotto Tooth & Nail di Bragg ) hanno preso il treno a Chicago e, chitarre in mano, sono andati sino a Los Angeles. Quattro giorni di viaggio, 2738 miglia, in cui hanno registrato alcune canzoni leggendarie, che avevano per soggetto la ferrovia ed il viaggio: canzoni come Rock Island Line, The Midnight Special, John Henry, Waiting For A Train, Shine A Light, Railroad Bill, Lonesome whistle. Canzoni che risalgono al periodo che ha preceduto le seconda guerra mondiale, con l'eccezione di Early Morning Rain e Gentle On My Mind.Canzoni che sono state registrate dal vivo o sui treni stessi o nelle stazioni. Un disco affascinante di straordinario valore, sia storico che musicale. Bragg ed Henry sono due storyteller senza tempo che vogliono ripercorrere una parte della storia della nostra musica. Copia non sigillata.
Volume quarto. Anni 1914-1918
Compilation sul catalogo della band folk scozzese. 72 minuti di grande musica, per celebrare l'introduzne del gruppo nella Scottish traditional Music, Hall of Fame. 19 canzoni. Rimasterizzato e con un corposo libretto illustrato.
Sofia Ashley è una cantautrice folk rock, al suo esordio. Proviene dalla ricca scena musicale di Nashville, ma non ha nulla a che fare con la musica country. Infatti Sofia è innamorata del classico folk sound degli anni settanta ed il suo disco è un omaggio a quei suoni. Ballate classiche, sonorità asciutte, bella voce in evidenza. Sofia Ashley con Shades of Blue omaggia al meglio il suo periodo favorito ed il disco è una bella sorpresa, sopratutto per le canzoni che lo compongono. Canzoni come Slowing Down, Wastedtime, Blue Lights, Winter Prayer, Aidirondack Dreams, Tangerine and Blue.
Cantautore eclettico, poco etichettabile, Damien Jurado ha spesso sorpreso i suoi estimatori.Originario di Seattle, Jurado non ha mai seguito una corrente o uno stile, ma ha sempre lasciato spazio alla sua creatività, facendo musica a trecento sessanta gradi.Sonorità plumbee, cariche di pioggia, ma anche ballate turgide, dove la melodia sgorga fresca e cristallina.
What’s New Tomboy è un disco delicato, ma non è un disco fragile. È un capitolo suggestivo ed emozionante nella copiosa discografia del suo autore.Damien Jurado è un cantautore del nostro tempo, ma dal cuore antico.
Murray McLauchlan è uno dei songwriter storici della scena canadese, sulla linea di Bruce Cockburn e Joni Mitchell. Un autore, in primis, ma anche un eccellente performer, sia dal punto di vista della voce che come chitarrista. Hourglass è il suo ventesimo album, un disco personale, intimo, profondo, dove il piano e la steel guitar fanao da base a molte canzoni, dove liriche intense e personali, scrivono una storia propria. legata sia al tempo che stiamo vivendo che alla vita dello stesso autore. Un disco che merita profonda attenzione.
Marilena Anzini ha il coraggio di postare, in questo mondo sopraffatto dalla tecnologia, la sua voce, semplicemente accompagnata da strumenti acustici e da un sublime coro di voci femminili Ciwicè, avvolgendoci in vocalità rarefatte, ancestrali che rimandano nel suo canto alla raffinatezza di Suzanne Vega e nel coro le non dimenticate voci del Mystere des Voix Bulgares; il tutto si sviluppa in un alone di magia, con testi sia in italiano che in inglese tesi a penetrare nel profondo di una spazialità che forse è quella dell'animo umano.'
Album del 2012 della brava violinista e folksinger norvegese.
Originally released on Polygram in 1969.
Quarto album della formazione del chitarrista John O'Connnor.
? & © 1992 Iona Records, a division of Lismor Recordings
Running Time 58 minutes.
1995 c Josephine Marsh