questo libro intende dimostrare, contro il relativismo culturale, che non esistono contraddizioni tra universalismo e particolarismo e, soprattutto, che la manifestazione delle identita` contemporanee passa per l`utilizzo di significati globali. secondo l`autore, la globalizzazione non data da oggi e nei secoli - dall`espansione dell`islam alla colonizzazione europea - piu` che di scontro si e` trattato di successive fasi di contatto che hanno connessioni tra le cultura.
al centro esatto della nostra cultura si trova "la divina commedia". un capolavoro in tre cantiche - inferno, purgatorio e paradiso - unanimemente considerate tra le piu` straordinarie creazioni della storia dell`umanita`. giunto a meta` della propria esistenza, un uomo ottiene di poter visitare da vivo l`aldila`: questo e` lo spunto, semplice e geniale, da cui prende forma l`affresco di dante. la sua rappresentazione di cielo e terra si ispira ai modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali ma si rivela allo stesso tempo profondamente rivoluzionaria. una percezione nuova e disincantata della storia in un racconto che abbraccia il corso dei secoli, testimoniando di una profonda comprensione della realta` umana. un`immensa architettura, una cattedrale di versi edificata per raccontare il nobile e l`ignobile di ogni creatura, la vittoria e la sconfitta, il dramma e la tenerezza. il viaggio ultraterreno di dante e` la perfetta metafora di ogni avventura umana, sempre in bilico tra magnificenza e miseria, tra smarrimento e redenzione.
in tutte le storie di muhammad, e nello stesso corano, si dice che il profeta una notte fu svegliato dall`angelo gabriele e accompagnato in un viaggio dalla mecca a gerusalemme e da li` nei sette cieli. quella che presentiamo in questo volume e` una versione medievale piu` tarda di altre, ma ha avuto e ha una straordinaria diffusione. tutt`oggi se ne contano numerose edizioni in tutti i paesi arabi ed e` una lettura molto popolare. sui rapporti fra il viaggio di muhammad nell`aldila` e la "commedia" di dante sono stati scritti molti libri. dante potrebbe avere avuto a che fare con il "libro della scala", tradotto in latino, ma e` difficile impostare un preciso discorso di fonti. e in ogni caso interessante, per la nostra cultura fondata su dante, vedere come lo stesso tema del viaggio oltremondano venga sviluppato nel mondo islamico. per vedere le analogie ma anche le differenze.
il secondo volume di "le religioni e il mondo moderno" indaga la "via alla modernita`" che ha conosciuto l`ebraismo. e questo, sia dapprima come minoranza religiosa diasporica, ghettizzata e perseguitata, in un`europa in via di modernizzazione che solo lentamente e drammaticamente doveva creare le condizioni perche` gli ebrei europei potessero, a partire dall`emancipazione, reagire anch`essi a questa sfida, dando un loro contributo alla costruzione di una modernita` aperta al pluralismo religioso; sia, come tragico effetto della shoah e della nuova situazione che si e` venuta a creare a partire dalla nascita dello stato di israele nel 1948.
tutto comincia con la scomparsa di un anziano professore universitario: si pensa a un suicidio, ma la polizia non riesce a trovare il corpo. mesi dopo, a un ventenne appassionato di enigmistica capita tra le mani una rivista da quattro soldi, con rebus, sciarade e indovinelli. lui li risolve tutti in un attimo, tranne uno. si tratta di una caccia al tesoro che sfida il lettore a decifrare indicazioni misteriose, passando da una tappa all`altra fino alla meta finale. ma qual e` la meta? scrittore, commediografo, sceneggiatore (ha scritto per marco bellocchio, gianni amelio, roberto benigni), vincenzo cerami e` un intellettuale e un artista versatile e poliedrico. le sue opere precedenti sono state pubblicate prevalentemente da einaudi e garzanti.
il romanzo e` la storia di una ragazza che sceglie di fare un matrimonio d`interesse, di prendere la strada che va in citta`. per poi accorgersi che il vero amore e` altrove... passioni senza via d`uscita, vite alla deriva, anime alla ricerca di un approdo sicuro dove lenire le proprie delusioni: con impetuoso realismo ma senza alcun giudizio morale l`autrice, in questo romanzo - che e` il suo primo libro - descrive la solitudine di un`esistenza che nel gioco della memoria rievoca cio` che le e` passato accanto come un mistero incomprensibile e inafferrabile. introduzione di cesare garboli.
Commedia in due atti scritta nel 1929, e rappresentata per la prima volta dalla compagnia «Teatro Umoristico i De Filippo» il 9 ottobre 1932 a Napoli, al Teatro Sannazzaro, Chi è cchiu felice 'e me! ha - come ha sottolineato Fiorenza Di Franco - «il fondo delle vecchie farse sul tema tradizionale dell'infedeltà coniugale e della cecità del marito tradito. Ma l'accuratezza con cui vengono sottolineati i tratti del protagonista fanno pensare che Eduardo abbia voluto andare oltre alla presentazione caricaturale di un tipo. Mettendo in risalto l'individualismo di Vincenzo, la sua sete di meschina felicità, il suo isolarsi nel suo piccolo mondo, suggerisce una critica alla borghesia italiana - certamente non recepita all'epoca - che proprio con questo modo di concepire la vita ha permesso l'avvento del fascismo e il suo progressivo rafforzamento».
glory boughton ha trentotto anni qando` una delusione amorosa la riporta nella natia gilead per occuparsi del vecchio padre e della consunta casa avita. il fratello jack ne ha qualcuno di piu` allorche`, pochi mesi piu` tardi, bussa alla stessa porta in cerca di un approdo per il suo spirito tormentato. le braccia del patriarca si aprono ad accogliere il piu` amato dei suoi otto figli, il piu` corrotto, il piu` smarrito. ma il suo cuore e la sua mente faticano a fare altrettanto. nella versione robinsoniana di quella che l`autrice definisce la piu` radicale delle parabole evangeliche - capovolgendo, come fa, le nozioni di merito e ricompensa -, l`accento cade sul momento successivo a quello della festosa accoglienza: il momento del perdono, della piena reintegrazione nella casa del padre, laddove il limite umano si fa piu` invalicabile. il terzo romanzo di marilynne robinson ci ripropone un mondo familiare: l`immobile cittadina agraria di gilead, "fulgida stella del radicalismo" nella sarcastica rivisitazione di jack; la meta` degli anni cinquanta, con i loro scontri razziali e la loro sedata quiescenza; il venerabile pastore presbiteriano robert boughton, ormai troppo stanco, e i suoi due figli piu` interessanti, la dolente glory e l`oscuro jack. stesso luogo, tempo, personaggi del precedente "gilead", dunque (compagno contiguo anziche` sequenziale di questo "casa"), ma diversa prospettiva a illuminare da un`altra angolazione piu` trascendente e insieme il piu` terreno dei temi: `nostos`, il ritorno a casa.
STREGA 2020 (Proposto da Nicola Lagioia)
LA SESTINA
Questo romanzo limpido e intenso forse e` una piccola storia d`amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. di espiare, dimenticare, ricominciare. Vederli andare via e` la cosa più difficile, perché: dove andranno. sono ancora cosi` piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti e` il motivo per cui stanno qui.
edizione arricchita dalle ricerche testuali di godel e di engler e corredata del puntuale "commento" di tullio de mauro, diventato ormai parte integrante del testo anche nell`edizione francese e nelle versioni in altra lingua. ferdinand de saussure (ginevra, 1857-1913) non completo` mai il "cours" al quale aveva atteso a partire dai suoi vent`anni. nella forma attuale esso e` la ricostruzione dei corsi ginevrini tenuti fra il 1906 e il 1911.
vincenzo chironi mette piede per la prima volta sull`isola di sardegna - "una zattera in mezzo al mediterraneo" - nel 1943, l`anno della fame e della malaria. con se` ha solo un vecchio documento che certifica la sua data di nascita e il suo nome, ma per scoprire chi e` lui veramente dovra` intraprendere un viaggio ancora piu` faticoso di quello affrontato col piroscafo che l`ha condotto fin li. a nuoro trova ad attenderlo il nonno, michele angelo maestro del ferro, che gli fara` da padre e da complice in parti uguali -, e soprattutto sua zia marianna, che vede nell`inaspettato arrivo del nipote l`opportunita` per riscattare un`esistenza puntellata dalla malasorte. anni dopo, quando ormai a nuoro la presenza di vincenzo chironi sembra scontata, naturale come il mare e le rocce, la forza del sangue torna a far sentire il suo richiamo. perche` quando vincenzo conosce cecilia, che ha "gli occhi di un colore che non si puo` spiegare", innamorarsi di lei gli sembra l`unica cosa possibile. anche se e` promessa sposa di nicola, con cui lui e` mezzo parente... se e` vero che "la disobbedienza chiama il castigo", forse e` anche vero che quell`amore e` l`ultimo anello di una catena destinata a non aver fine. dopo l`epopea di "stirpe", marcello fois - con una lingua capace di abbracciare l`alto e il basso, e di potenziare lo scorrere del tempo - dipinge un mondo in cui i paesaggi sono vivi come i personaggi che li abitano.
pubblicato nel 1889, questo romanzo affonda le proprie radici nella societa` decadente di fine secolo. ambientato a roma, narra gli amori e le avventure mondane del giovane andrea sperelli. poeta, pittore, ma soprattutto raffinato artefice di piacere, andrea e` pero` tormentato dal ricordo di una relazione complicata, troncata bruscamente, che non riesce a dimenticare.
"questo e il diario di un uomo scatola." esordisce cosi l?anonimo narratore, un personaggio infilato in una scatola che gira per le strade di tokyo osservando inosservato la realta e annotando in quel suo mondo di cartone cio che vede - o forse immagina? - attraverso uno spioncino ritagliato. ci racconta di un uomo armato di fucile che vuole sparare all?uomo scatola sotto le sue finestre, di una seducente giovane infermiera e di un dottore che vuole comprare la sua scatola per 50.000 yen. e di un cadavere dall?identita non accertata ritrovato su una spiaggia pubblica... surreale, grottesco, imprevedibile, "l?uomo scatola" e un apologo originalissimo sulla solitudine e l?incomunicabilita in una societa alienante. una lettura che disorienta il lettore, lo diverte e al tempo stesso gli provoca un invincibile senso di disagio, mentre la satira allarga lo sguardo fino a diventare una profonda meditazione sulla condizione umana e il senso di identita.