"mentre abbiamo vissuto dentro l`europa, su di essa, non ci siamo mai sentiti abbracciati da quest`unita`, da essa protetti, poiche` eravamo impegnati in lotte particolari, in aspirazioni superficiali perche` basate sull`unita` impercettibile". cosi` maria zambrano, negli anni culminanti del secondo conflitto mondiale, rivolge uno sguardo personale, filosofico e lirico, alle vicende del vecchio continente. tra le macerie frutto dell`azione distruttrice, la filosofa spagnola riflette sulle cause di un tale disastro e su quei fondamenti della civilta` occidentale - il pensiero greco e il cristianesimo di agostino - che fanno ben sperare sulle possibilita` dell`europa di risorgere.
con questo romanzo ibuse masuji ci fa rivivere la tragedia di hiroshima attraverso gli occhi ignari e rassegnati di persone come tante, e ci dimostra come la finzione letteraria, con gli artefici che le sono propri, riesca a sublimare il dato reale della ricerca storica e a convogliare il senso del vero piu` di un`asciutta descrizione realistica. con uno stile pacato, senza retorica ne` vittimismo, ibuse salva il senso della scrittura come "memoria" e recupera al di la` dell`orrore la dignita` dell`uomo.