il volume che raccoglie le relazioni degli studiosi intervenuti al convegno internazionale "il `mago del lago`. piero chiara a cent`anni dalla nascita", svoltosi nel settembre 2013 a varese e luino. piero chiara (1913-1986) e` stato uno dei piu` validi narratori del secondo novecento italiano. a testimoniarlo stanno da un lato i successi ottenuti da romanzi e racconti, a cominciare da "il piatto piange", dall`altro i giudizi della critica, che dimostra una crescente attenzione nei confronti dello scrittore luinese, "mago del lago", come lo battezzo` cesare zavattini. l`allestimento in occasione del centenario della nascita di un convegno internazionale ha costituito una tappa cruciale nel processo di ricostruzione della poliedrica personalita` culturale di chiara. insieme alla produzione narrativa i contributi ora raccolti in volume ne illuminano, in una prospettiva interdisciplinare, aspetti meno noti, quali l`attivita` di critico letterario, sceneggiatore, poeta, esperto d`arte, reporter, casanovista, biografo di d`annunzio.

roma, duemilaventi e rotti; un`italia, un mondo simili ma non identici ai nostri. un narratore avanti con gli anni, residente nell`"ipotassi cetomedioide", roccaforte piccoloborghese a ridosso del centro storico, prende il consueto caffe di cialda sul tavolo di cucina dell`appartamento che condivide con la compagna carla. parla fra se: ricorda, disprezza, rimpiange, sogna, teme, scevera il tempo passato, la storia in cui e immerso, il poco futuro che sente di avere. fantasie, memorie, ossessioni dell`uomo vertono sulla fine di un mondo - la fine del mondo? - e di un`esistenza, dando forma a una lettura integrale della nostra epoca, memorabile per intensita, umorismo, lucidita, crudelta, stile. in questo libro, care lettrici e cari lettori, non sentirete il bisogno di una trama; potrete finalmente farne a meno! ma il nostro uomo, questo si, racconta: racconta la sua vita, racconta dell`amata isola greca e dei suoi personaggi "piu umani" di noi, racconta la citta demmerda in cui vive, la nazione fascistoide che e diventata la nostra, racconta la rete, racconta la molteplice, deprecabile e ammirevole umanita di cui partecipiamo. racconta la realta senza esserle servo, implicitamente ribellandosi, eppure - ripete l`uomo con amara ironia - accettandola. con "la fine del mondo", francesco pecoraro ci offre un "romanzo" ai confini del genere, sommamente divertente, di vertiginosa intelligenza, di commozione assoluta e profondamente innovativo.

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