orson welles fece il suo ingresso a hollywood nel 1939, l`anno successivo inizio` a lavorare a "quarto potere". questo libro ne ripercorre le fasi di lavorazione, dalla stesura della sceneggiatura alle riprese, dalla fotografia alla scenografia, dall`uscita in sala alla fortuna critica. dal racconto emergono, accanto a welles, tutti coloro che con lui collaborarono alla riuscita dell`operazione e il cui apporto risulto` fondamentale se non imprescindibile, componendo un imponente affresco di uno dei capitoli piu` interessanti della storia del cinema.
jim jarmusch nasce nel 1953 a akron, ohio. e` l`autore che piu` di ogni altro ha riletto in chiave critica la mitologia on the road e il rapporto tra il personaggio e il paesaggio americano. tra i suoi film: stranger than paradise (1984), daunbailo` (1986), mystery train (1989), dead man (1995), ghost dog (1999).
si e` spesso affermato che wackenroder sia alle origini del romanticismo tedesco in quanto sposta l`attenzione dalle forme compiute della grecita` classica all`arte medioevale tedesca e al rinascimento italiano. gli "sfoghi del cuore..." evocano appunto un clima dove arte, sentimento e devozione religiosa si confondono riuscendo a comporre in unita` la vita spirituale. la seconda opera dell`autore berlinese, "le fantasie sull`arte...", introduce in una sorta di mondo capovolto rispetto al primo: la continuita` dell`arte con la vita si e` spezzata, in questo caso e` la musica e non piu` la pittura a tenere il campo, il suo linguaggio non e` comunicabile salvo che non intenda abdicare a se stesso per farsi ostaggio dei desideri del pubblico.
ingmar bergman (uppsala, 1918 - faro, 2007). tra i massimi autori del cinema mondiale, dedito a una continua interrogazione sulla condizione umana, regista-filosofo ma anche grande narratore e poeta per immagini, e` stato punto di riferimento per generazioni di spettatori e di cineasti. tra i suoi film: "il settimo sigillo" (1956), "il posto delle fragole"v (1957), "il silenzio" (1962), "persona" (1965), "sussurri e grida" (1970), "scene da un matrimonio" (1972).
cos`e` che in un film horror "funziona" veramente? come si costruisce la tensione? come si fa a impedire allo spettatore di staccare gli occhi dallo schermo, tenendo ben vivo in lui il sentimento della paura? introdotto da brian yuzna e arricchito da un`interessante storia sull`evoluzione del genere - e corredato inoltre dall`analisi della scaletta di un film attualmente in lavorazione -, "scrivere horror" risponde efficacemente e in modo puntuale alle domande e ai dubbi di ogni aspirante sceneggiatore del brivido. i temi fondamentali, le strategie narrative, gli elementi cardine della struttura di una sceneggiatura, la costruzione della trama, dei personaggi e del dialogo: attraverso il costante confronto con il cinema "classico", l`autore evidenzia le caratteristiche peculiari dell`horror e della sua scrittura, dando suggerimenti, svelando segreti e fornendo gli strumenti per mettere rapidamente in pratica le conoscenze acquisite.
come si vive in una distopia? niente elettricita ne internet, una vita pubblica di rituali e marce, un delatore in ogni vicino, un sistema di caste che distribuisce privilegi e miseria. e la corea del nord, un paese barricato e inaccessibile. tra i pochissimi che l`hanno visitato c`e barbara demick, di base a seul per un decennio, che e riuscita a vedere nell`oscurita di una dittatura capace di mostrare al mondo solo le messinscene di benessere della capitale. fuori la realta e ben diversa: chongjin, terza citta del paese, e stata devastata dalla carestia dei tardi anni novanta, quelli cruciali del passaggio di consegna tra kim il-sung e kim jong-il. e a quella citta, e a quegli anni, che guarda demick, intervistando i sopravvissuti: come mi-ran e jun-sang, che di notte si tenevano per mano tra le vie buie sognando un amore impossibile e di giorno tramavano una fuga che non potevano confessarsi per paura della delazione. la signora song, lealissima al regime ma costretta a seppellire marito e figlio e a inventarsi un`impresa commerciale di fortuna per non nutrirsi solo di radici. kim ji-eun, pediatra che ha assistito impotente agli orrori della fame e alla carenza di medicinali. e molti altri, oggi al sicuro nel sud della penisola coreana, che provano a adattarsi alla democrazia. ma com`e possibile, dopo anni all`ombra di un potere assoluto, venerando un leader divinizzato? come si sopravvive quando si scopre che il migliore dei mondi possibili e solo propaganda, e la realta e fame e ideologia? nulla da invidiare e un reportage di orrore e rinascita, una storia corale su un regime che tutti si aspettavano cadesse e si assimilasse presto al mondo occidentale, quando forse e successo il contrario.
quando gli europei sbarcarono per la prima volta a haida gwaii, arcipelago canadese al largo di vancouver, nel pacifico, trovarono un popolo nativo raffinatissimo, gli haida, oltre a ricchezze impensabili, che solo una natura ipertrofica poteva dare: lontre dal pregiatissimo pelo, alberi giganteschi. non sapevano che pochi chilometri piu in la, sull`isola maggiore, cresceva un peccio perfetto dagli aghi dorati. gli haida lo chiamavano k`iid k`iyaas: per loro era un membro della tribu; per la scienza, una mutazione genetica unica. trecento anni dopo, le lontre sono quasi estinte, l`industria del legname ha colonizzato l`arcipelago e il peccio d`oro non c`e piu: l`ha abbattuto nel 1997 grant hadwin. lo ha fatto per un`illuminazione divina: dopo una vita da taglialegna, a vedere foreste secolari ridotte a deserti, in lui si e risvegliata una viscerale coscienza ecologica. ha scritto lettere e un documento tanto utopistico quanto delirante per un nuovo ordine mondiale e infine, visto che nessuno lo ha ascoltato, si e deciso: serviva un`azione simbolica. dopo e sparito nel nulla. al confine tra thriller e leggenda, john vaillant racconta di un popolo ferito e pronto a ferire dopo aver perso tutto; di un`industria che da secoli rade al suolo le foreste; degli uomini che vi lavorano, selvaggi, estremi, machisti; di un fuoriuscito da quel sistema, predicatore nel deserto ed ecoterrorista. e a quasi trent`anni di distanza, qualche piccolo peccio d`oro fa rivivere il mito di k`iid k`iyaas, ma rimangono le stesse domande di hadwin: fino a che punto potra continuare lo sfruttamento del pianeta, e come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione che comporta?