stanislavskij ha rivoluzionato lo studio e l`apprendimento delle tecniche di recitazione e il suo sistema ha finito col costruire il punto di riferiemento essenziale dell`intero dibattito sull`arte dell`attore del novecento. il libro di mel gordon spiega la nascita e lo sviluppo del sistema seguendone l`evoluzione dalle prime proposte avanzate da stanislavskij agli inizi del secolo, fino alle esperienze condotte al primo studio del teatro d`arte di mosca sotto la guida di sulerzickij e alle varianti studiate nei laboratori di vachtangov e di michail cechov. il libro si chiude con un saggio di claudio vicentini sulle avventure del sistema negli stati uniti e sulle tecniche adottate da lee strasberg all`actors studio.
hildegard von bingen, una delle figure femminili piu` note del medioevo, non fu solo badessa, compositrice e autrice di una delle opere teologiche piu` significative del suo tempo, ma si occupo` anche di medicina naturale, tema oggi di grande attualita`, descrivendo le proprieta` curative naturali degli alimenti. si presentano qui oltre 60 ricette inedite, che, basandosi sull`opera di hildegard, ne mantengono intatto lo spirito unendo il numero piu` alto possibile degli ingredienti che era solita consigliare ai sani. l`autrice ci offre anche una panoramica sulle consuetudini culinarie dei conventi medievali, sia nel periodo di digiuno che in quello di festa.
il 30 luglio 1912 si spense in giappone l`imperatore meiji. nei giorni successivi, durante i solenni funerali di stato, il generale nogi, in un atto di junshi, di accompagnamento del proprio signore nella morte, si uccise insieme con la propria moglie. i due eventi luttuosi scossero profondamente il giappone del tempo. scompariva, infatti, con l`imperatore, non soltanto l`epoca cui il sovrano aveva dato il nome, ma l`intero mondo racchiuso esemplarmente nel gesto del generale: l`universo della tradizione e degli antichi costumi nipponici. due anni dopo, natsume so?seki pubblico` kokoro (il cuore delle cose), l`opera che e` oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose. protagonista dell`opera e` il , un uomo che nella solitudine e nel distacco dal mondo cerca la via per accedere a se` stesso. il prezzo, tuttavia, da pagare per essere nati in un tempo saturo di , e` davvero alto. come a segnalare la perdita totale dell`identita`, nessuno dei personaggi ha, in questo romanzo, un nome. ne` il giovane studente che, nella prima parte, descrive il proprio incontro con il maestro, ne` quest`ultimo o sua moglie e neppure l`amico morto indicato semplicemente come k. tutti i legami, inoltre, anche quelli piu` sacri, sono infranti. il cuore delle cose, tuttavia, non e` soltanto la struggente narrazione della fine di un`epoca, poiche` indica anche una via di salvezza nel tempo in cui gli antichi de`i sono fuggiti: la prospettiva di un`esistenza dove le passioni umane sono filtrate da un superiore distacco che ne attenua le asperita` e le rende piu` universali.