milano, primi anni del duemila. una ragazza viene trovata uccisa, nel suo appartamento, con un dente di narvalo. in una calda giornata d`estate, un vecchio criminale torna nel suo quartiere d`origine, il ticinese, dopo aver scontato trent`anni in una prigione americana. la morte del giovane amico di un ragazzo cieco da` avvio a una vicenda che riserva una micidiale sorpresa. tutte e tre le vicende vedono alla guida delle indagini l`ispettore francesco bagni, immerso nel dramma di una citta` irriconoscibile e cambiata per sempre.
questo volume fa il punto in modo abbondantemente illustrato sull`arte del tappeto, diffusasi in asia centrale e in tutta l`area del medio e dell`estremo oriente. l`introduzione approfondisce gli aspetti storici e sociali, quali le origini della tessitura, il ruolo del tappeto tribale, l`uso del tappeto nelle societa` nomadi, rurali e urbane, l`introduzione del tappeto nella cultura occidentale tramite le compagnie commerciali europee; ma anche gli aspetti decorativi, i significati simbolici e gli sviluppi autonomi nelle diverse aree di diffusione. segue quindi una ricognizione per aree geografiche attraverso una selezione di exempla significativi, provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo e analizzati dall`autore dal punto di vista storico, stilistico e tecnico. le aree trattate sono persia, anatolia, caucaso, asia centrale, maghreb, cina e area himalayana, india e pakistan, e altri centri minori. molto importante, infine, e` la documentazione riunita in appendice sulle tecniche e gli strumenti di tessitura, i materiali, i colori e, non ultimo, le problematiche di conservazione e restauro.
"ultimi scritti" non rappresenta solo l`ultima opera di charles baudelaire ma anche la sua opera definitiva e assoluta. si condensa in essa tutto l`odio per l`orrore della vita del suo tempo, tutta la sua ansia di riscatto e di salvezza. nietzsche, proust, valery riconobbero in queste pagine una vertiginosa anticipazione della propria opera: nietzsche affermo` che qui si mostrava l`autore del moderno; proust scrisse che mai dopo i profeti di israele, si era giunti a un tono cosi` intenso e disperato; valery disse che le affermazioni di questi scritti superavano per intensita` quelle di pascal. questi tre frammenti, sorti all`interno di un progetto di opera unitaria, costituiscono in ogni modo un modello per la riflessione della modernita`.
l`autrice raccoglie le storie di una trentina di donne tedesche che, intervistate, raccontano la loro esperienza diretta della vita in germania durante il terzo reich. tutte le donne (tranne l`ultima, ebrea per meta`) sono "ariane" e raccontano il periodo della loro giovinezza, e puo` accadere che qualcuna provi un senso di colpa retrospettivo, perche` quegli anni, di cui in seguito scoprira` tutte le atrocita`, "furono" come dichiara "i piu` belli della mia vita". attraverso le parole di queste donne, molto diverse per classe sociale, educazione, opinioni religiose e politiche, e attraverso le domande dell`autrice, si delinea un affresco del terzo reich e della sua vita quotidiana dall`interno.
la mattina del 9 maggio 1898 centinaia di lavoratori italiani in svizzera si riunirono presso la birreria "tivoli" di losanna. protestavano, questi immigrati, contro la repressione che il governo italiano aveva compiuto nei confronti dei cosiddetti "moti del pane", che interessarono la penisola a partire dall`inizio di quell`anno e che ebbero la loro tragica conclusione nei primi giorni di maggio a milano. quella riunione fu il punto di partenza di un movimento senza precedenti nella storia dei rapporti fra italia e svizzera. da losanna, ginevra, zurigo e altri centri minori, partirono migliaia di lavoratori con l`intento di raggiungere a piedi l`italia e fare la rivoluzione, ma ben presto le "truppe" si ridussero a poca cosa.