questa sedicesima coppia di "vite parallele" e` una delle piu` belle scritte da plutarco ed e` dedicata a due grandi generali e uomini politici, lisandro e silla, che furono assai vicini a raggiungere il potere monarchico nelle loro citta`. essi rappresentano il modello del politico realista privo di scrupoli che pone il raggiungimento dei propri scopi al di sopra di tutto. non esiste la giustizia o l`ingiustizia, esiste solo cio` che e` vantaggioso e quello che non lo e`. il politico deve perseguire il suo vantaggio facendolo diventare cosi` il giusto. introduzioni ai due testi di luciano canfora e arthur e. keaveny.
nell`arco di soli due anni (1926-1928), david h. lawrence riscrisse per ben tre volte quello che si sarebbe rivelato il suo capolavoro. la prima stesura faceva leva sull`urgenza del dire, tutta imbrigliata in quel contrasto tra mente e corpo, sensibilita` e intelletto, che si dispieghera` nelle versioni successive. nella seconda, parkin e sir clifford, l`amante e il marito di constance chatterley, diventano i simboli delle due opposte polarita` di una civilta` giunta a un binario morto: solo l`innesco di latenti energie disgiunte dalla razionalita` avrebbe potuto aprire la strada di una nuova fertilita`. intermediaria necessaria, spirito indomito di donna preda di un indistinto anelito di vita, lady chatterley rappresenta il grembo in cui puo` avere luogo la rinascita. e qui si arresta la seconda versione: nessun cenno al lieto fine, il matrimonio annunciato nella terza stesura, nessuna traccia di quello spirito visionario che l`autore affidera` a qualche personaggio secondario, al solo scopo di dar voce alle sue teorie e alla sua critica sociale. ma questo qualcosa in meno si ribalta in un plus narrativo: l`assenza di quel cerebralismo che portera` lawrence a esasperare il gioco delle polarita` contrapposte, calcando la mano da un lato sulla chiave erotica e dall`altro sull`intento simbolico. introduzione di nadia fusini.
prigioniero in germania nell`ultima fase della seconda guerra mondiale, vittima in prigionia di tubercolosi polmonare e tormentato fin dall`infanzia dalla inguaribile malattia della solitudine, quando viene assunto da una grande fabbrica del nord, albino saluggia si illude di poter cambiare vita e finalmente di guarire da tutti i suoi mali. ma l`ingresso nel mondo del lavoro si rivela per lui ben presto un guaio peggiore della disoccupazione e da questo momento l`esistenza di saluggia si complica diventando un nodo di inestricabile follia. "memoriale" (1962) e` il capolavoro che sbaraglio` le discussioni degli anni sessanta sui rapporti tra letteratura e industria. la storia dell`operaio saluggia si sottrae a qualsiasi modello ideologico e diventa, a distanza di anni, un capitolo della nostra storia.
scritto subito dopo la seconda guerra mondiale, la morante con questo romanzo ha iniziato il suo lungo percorso letterario. "o impareggiabile prosapia! mia madre fu una santa, mio padre un granduca in incognito, mio cugino edoardo un ras dei deserti d`oltretomba e mia zia concetta una profetessa regina. si fissarono cosi`, in solenni aspetti a me familiari, le maschere delle mie futili tragedie...". cosi` assediata da tali "magnifiche" ombre, l`io narrante di menzogna e sortilegio s`incammina verso la necropoli del proprio mito familiare: pari a un archeologo che parte verso una citta` leggendaria.
Melodiya (URSS) 1978. MINT.
CBS 1973. NO MINT. 2LP.
5 LP BOX. Philips, 1978, Olanda. MINT. Prima registrazione e trasposizione su disco dell'opera completa di Vivaldi eseguita dal Rundfunk Chor e dalla Kammerorchester Berlin diretta da Vittorio Negri con Giancarlo Luccardi (Tito Manlio): basso; Rose Wagemann (Manlio): mezzosoprano; Julia Hamari (Servilia): mezzosoprano; Birgit Finnila (Vitellia): contralto; Margaret Marshall (Lucio): soprano; Domenico Trimarchi (Lindo): basso; Norma Lerer (Decio): mezzosoprano; Claes H. Ahnsjo (Geminio): tenore.
Warner 2015.