il libro propone una raccolta di racconti del premio nobel della letteratura 2000. la visita al tempio in rovina da parte di due sposi in viaggio di nozze; un incidente stradale; il crampo che assale un nuotatore; la conversazione in un parco tra un ragazzo e una ragazza che si ritrovano dopo molti anni; l`acquisto di una canna da pesca che fa rinascere il mondo dell`infanzia; le istantanee che attraversano la mente di un uomo che si assopisce sulla spiaggia: ogni racconto prende l`avvio da un`evocazione che fa nascere il sogno, la riflessione, il ricordo, espressi in una lingua limpida e cristallina, duttile, musicale, precisa, insieme letteraria e colloquiale.
gli uomini sono stati il sesso dominante da, beh, dall`alba dei tempi. ma hanna rosin e` stata la prima a rilevare - sorprendendo tutti - che questa eterna verita` ormai non e` piu` tale. in questo preciso momento storico, per la prima volta in assoluto, le donne non stanno piu` tentando di accorciare le distanze dagli uomini, perche` li hanno gia` definitivamente superati, e anche di un bel po`. addirittura, l`espressione "la fine del maschio" - il titolo del reportage della rosin uscito su "the atlantic" - e` entrata nel lessico comune come ad esempio "il secondo sesso" di simone de beauvoir, e con la stessa forza dirompente. in questo libro la rosin rivela come il nuovo stato dei fatti sta mutando radicalmente le dinamiche di potere fra uomini e donne su ogni piano della societa`, con implicazioni profonde su matrimonio, sesso, figli, lavoro e molto altro. grazie alla sua incondizionata curiosita` e senza il freno di preconcetti o ideologie, la rosin ci mostra come il modo sostanzialmente diverso in cui donne e uomini guadagnano, apprendono, spendono, scelgono il partner e uccidono persino, abbia rovesciato la situazione generale.
blackheath house e` una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, e` pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da lord peter e lady helena hardcastle. gli ospiti sono membri dell`alta societa`, ufficiali, banchieri, medici ai quali e` ben nota la tenuta degli hardcastle. diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane thomas hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da lord peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d`artificio. alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a blackheath house. nell`attimo in cui esplodono nell`aria i preannunciati fuochi d`artificio, evelyn, la giovane e bella figlia di lord peter e lady helena, scivola lentamente nell`acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. morta, per un colpo di pistola al ventre. un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. l`invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a blackheath house e per uno di loro in particolare: aiden bishop. evelyn hardcastle non morira`, infatti, una volta sola. finche` aiden non risolvera` il mistero della sua morte, la scena della caduta nell`acqua si ripetera`, incessantemente, giorno dopo giorno. e ogni volta si concludera` con il fatidico colpo di pistola. la sola via per porre fine a questo tragico gioco e` identificare l`assassino. ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. e qualcuno e` determinato a impedirgli di fuggire da blackheath house...
per molti un luogo del cuore, all`alpe devero alberto paleari ha dedicato il romanzo "la casa della contessa" e mirella tenderini il memoir "gli anni del devero". "la casa della contessa" di alberto paleari, originariamente pubblicato nel 1993, e` ambientato tra le case, le cime, gli alpeggi, la magia delle foreste di larici dell`alpe devero, un angolo di piemonte che incanta chiunque lo visiti. in un`atmosfera sospesa tra sogno e realta` si snoda la vicenda fantastica dei protagonisti, oreste e maria, accompagnati da personaggi che di questo lembo di alpi hanno scritto la storia. tra questi mirella tenderini, il cui memoir racconta "gli anni del devero". dal 1963 al 1968 infatti, gesti` insieme al marito, la guida luciano tenderini, il rifugio del cai, allora situato nella casa della contessa. i suoi ricordi ci regalano uno spaccato dell`alpe negli anni `60 e aprono una finestra sulle vite delle persone che allora lo frequentavano. "l`alpe devero fra sogni e ricordi" offre cosi` un viaggio nelle atmosfere e nei panorami del devero, in cui il lettore passa dalla dimensione onirica del romanzo a quella storica e autobiografica del racconto che lo segue.