in tutte le regioni del mondo gli uomini si trovano a vivere in societa` lacerata dalla rapida globalizzazione dell`economia e della cultura; cio` sta generando cambiamenti che sconvolgono ogni tradizione e si accavallano a ritmo vertiginoso. in questo quadro qual e` e quale puo` essere il rapporto tra le religioni universali? un rapporto che va pazientemente chiarito e costruito, nella convinzione che il pluralismo religioso sara` una precondizione della convivenza nel villaggio globale per il prossimo millennio.
passando in rassegna una serie di fattori aggreganti (il legame etnico, il rapporto con il territorio, la lingua, la memoria, le norme di convivenza incarnate nelle istituzioni), l`autore ripercorre la vicenda storica dei popoli europei e il processo di formazione delle rispettive identita` nazionali attraverso alcuni punti di svolta fondamentali: la caduta dell`impero romano d`occidente, la cristianizzazione degli invasori barbari e la nascita della societa` medievale, la costituzione degli stati assoluti e la loro democratizzazione. un affresco che consente da una parte di spiegare i motivi della "diversita`" italiana, dall`altra di comprendere i tratti distintivi della civilta` europea, nello scorcio dei rapporti con le altre grandi civilta`.
perche` si adottano comportamenti "salutari" o al contrario abitudini nocive e rischiose per la propria salute? centrando l`attenzione sull`individuo quale agente attivo del proprio benessere, "la cultura della salute" ha conquistato uno spazio sempre maggiore negli ultimi decenni, non solo in ambito clinico, ma anche a livello di opinione comune. il volume si propone come un`efficace guida alla psicologia della salute, intesa come analisi dei processi psicologici e psicosociali connessi ai comportamenti che hanno implicazioni per la salute.
in questo volume l`autore tratteggia l`evoluzione dell`inghilterra nel novecento non solo dal punto di vista politico, sociale ed economico, ma anche in termini culturali. all`inizio del secolo l`inghilterra era la piu` grande potenza mondiale; un secolo dopo, tutto e` cambiato. l`ossessione del declino e` diventata uno stato d`animo nazionale. clarke adotta una prospettiva diversa: e` vero che c`e` stato un declino, ma la vicenda del primato internazionale dell`inghilterra non e` l`unica storia che si puo` raccontare. accanto ad essa abbiamo anche la storia interna del paese, del suo progresso economico e sociale, del mutamento nei costumi, dell`allargamento della democrazia.
il filo della narrazione e` il processo di industrializzazione che nel corso del novecento porta un paese semi-agricolo come l`italia ad appaiarsi alle altre potenze industriali. tale processo si avvia davvero solo con la grande guerra e puo` dirsi compiuto quasi mezzo secolo dopo, tra fine anni cinquanta e primi anni sessanta, con il miracolo economico. il volume dapprima segue cronologicamente le vicende del periodo, poi mette in luce le caratteristiche di fondo della politica economica, e le basi tecnologiche e organizzative dello sviluppo, mostrando infine come esso sia stato favorito e guidato da un sostanziale intervento dello stato nell`economia.
fino agli anni `80 la mappa politica dell`italia appariva sostanzialmente stabile, imperniata su due "subculture" precise e ben radicate sul territorio, che facevano riferimento alla chiesa e al mondo cattolico nelle zone bianche, alle associazioni e alle reti di solidarieta` del movimento operaio nelle zone rosse. poi, dagli anni `90, si sono verificati cambiamenti sostanziali: la scomparsa della zona bianca; l`affermarsi, negli stessi contesti, di una zona verde, colorata dalla lega; il ridimensionarsi della zona rossa nell`italia centrale; il declino della destra nel sud; l`avanzata dell`italia azzurra, in modo diffuso, in tutto il paese. il volume ricostruisce i caratteri sociali, economici e politici che fondano queste diverse italie.
dopo la lunga parentesi franchista, seguita a una sanguinosa guerra civile, la spagna, che pure con la carta di cadice del 1812 aveva prodotto un modello di costituzione imitato dai liberali d`europa all`inizio dell`ottocento, si e` data nuove istituzioni nella seconda meta` degli anni `70, trovando nel re juan carlos di borbone un capo dello stato misurato, consapevole dei limiti del proprio ruolo quanto garante della nuova democrazia. la costituzione del 1978 e il sistema politico-istituzionale spagnolo hanno dato eccellente prova di se` nei loro 25 anni di vita: assecondando l`ingresso in europa di un paese a lungo quasi isolato, favorendone lo sviluppo e portandolo ad essere una delle realta` piu` moderne e dinamiche del continente.
fra il 1934 e il 1943 il giovane giornalista yvon de begnac ebbe numerosi incontri con mussolini, di cui intendeva scrivere una monumentale biografia. davanti al suo biografo l`intervistato si abbandonava a lunghi monologhi sulla sua vita trascorsa, le sue idee, gli uomini e i fatti della sua rivoluzione. mussolini parlava, de begnac annotava riempiendo, incontro dopo incontro, migliaia di pagine nei suoi taccuini. da quel materiale e` nato questo volume, che al suo primo apparire e` stato salutato come una fonte per cogliere appieno la personalita`, le opinioni, la cultura e la vita stessa del duce del fascismo.
attraverso l`evoluzione e il ruolo dei ceti marcantili e imprenditoriali attivi nel periodo imperiale, quella che rieber indaga e` la natura del cambiamento sociale nella russia zarista. a una forte spinta verso l`economia capitalista e verso l`industrializzazione, non fece, paradossalmente, riscontro il costituirsi di una borghesia matura. una anomalia storica le cui cause sono da ricercare nella profonda frammentazione sociale, etnica, culturale, che impedi` l`unita` politica delle classi medie russe, incapaci di compattezza, instabili, passive, soffocate dal tradizionalismo, inadeguate a contrastare la minaccia della potente burocrazia da un lato, della rivoluzione dall`altro.
l`autore fa luce su aspetti trascurati della storia sociale ed economica russa tra la fine dell`800 e l`inizio del `900 e ricostruisce l`identita` sociale e mentale del lavoratore moscovita, diviso tra il nuovo ruolo di protagonista del processo di industrializzazione e le poprie radici rurali, al momento del primo diffondersi delle idee marxiste.
attraverso uno studio storico e teorico dei piu` importanti eventi su scala mondiale legati alla competizione manifatturiera negli ultimi centocinquanta anni, questo volume vuole spiegare il nesso cruciale esistente tra sviluppo economico, diffusione dell`industria manifatturiera, controllo dei processi di trasformazione delle materie prime, innovazione tecnologica e sviluppo di nuovi materiali, energia e ambiente.
il volume e` centrato su circa due secoli che vanno dall`ascesa al trono di alessandro magno (336 a.c.) ai decenni centrali del ii secolo a.c. quando roma inizia ad affermare la propria egemonia sul mediterraneo orientale. l`astro di alessandro duro` solo 13 anni, ma il vasto impero che seppe fondare sarebbe stato il nuovo teatro della grecita`, la matrice di un nuovo ordine politico e territoriale di monarchie e citta`-stato dall`india al mediterraneo orientale. il termine "ellenistico" sta appunto ad indicare questo vasto ambito territoriale entro il quale si sviluppo` un quadro politico, economico, sociale e culturale che perduro` a lungo immutato.
marie-dominique chenu (1895-1985) e` stato un esponente di prestigio dell`ordine domenicano. alla meta` degli anni `30 le tesi in cui egli elabora la propria critica radicale a una teologia incapace di accettare fino in fondo il dato della storia e di leggere i segni dei tempi, verranno condannate da roma e messe all`indice. nel corso del vaticano ii a chenu si guarda con sospetto e timore; cio` nonostante la sua partecipazione a diversi momenti chiave del concilio e` intensa e proficua. tenuto durante i lavori conciliari, questo diario costituisce dunque un osservatorio privilegiato.
vengono raccolti in questo volume due saggi convergenti di guido morpurgo-tagliabue (1907-1997). il primo (aristotelismo e barocco) e` la riedizione di uno studio pubblicato negli anni `50 che costituisce una pietra miliare dell`interpretazione novecentesca del barocco. in esso - libero dai pregiudizi illuministici, romantici, ed infine crociani, che hanno caratterizzato in passato la valutazione del barocco - il barocco, attraverso una lettura sistematica dei testi d`epoca, viene rivalutato in positivo quale tentativo d`originale risposta alla crisi dell`umanesimo e del rinascimento. la "mentalita` barocca" viene cosi` ricostruita scientificamente come in laboratorio, e osservata nei suoi concetti portanti (il concettismo, l`edonismo pedagogico, l`acutezza, ecc.), nelle sue tipiche realizzazioni (le forme d`arte e d`intrattenimento, il costume, i rapporti sociali, ecc.), nelle sue principali zone d`irradiazione (italia, spagna, francia, inghilterra). la riproposizione di questo studio fondamentale - oggi introvabile e che anche in passato ebbe circolazione limitata agli specialisti - e` arricchita da un saggio attuale estremamente polemico (il barocco e noi: perche` non siamo e come siamo barocchi), nel quale l`autore, intervenendo nella voga odierna di considerare l`epoca contemporanea come un`eta` neobarocca, e prendendo le distanze da essa, sviluppa una critica lucida e succosissima delle manifestazioni emergenti nella contemporaneita`. la presente affascinante introduzione all`universo della cultura barocca accompagna la pubblicazione, in questa stessa collana, della prima edizione italiana dell`opera che costituisce una delle massime espressioni del barocco: l`acutezza e l`arte dell`ingegno di baltasar gracian.
un libro sullo sport scritto da uno che non ne sa niente, ma che ha fatto dell`aspetto agonistico il centro del suo mondo e che puo` percio` osare demistificarlo sommariamente, tramutarlo in una sorta di felice assenza, di vacanza forzata, di festa rovinata, ma anche irriderne l`ambizione angosciosa, il dolore fisico, le inutili autoflagellazioni, l`isteria contagiosa.
perche` il centrosinistra, dopo un ciclo quasi decennale di governo, che ha fatto dell`italia un paese assai diverso da quello dei primi anni novanta, non e` riuscito a capitalizzare il suo successo? per una serie di limiti a sinistra, questa e` la tesi del libro. limiti non solo tattici o politici, ma soprattutto culturali. evidenti nella incapacita` di percepire taluni fenomeni, nella difficolta` a scegliere con nettezza linee di intervento e specialmente nella reiterata attitudine alla divaricazione tra teoria e prassi.