una sintesi storica che affronta un tema cruciale del dibattito politico e culturale odierno.
"tra le parole che il fascismo aboli` e che noi vorremmo ora riporre in grande onore c`e` anche la parola forse". naturalmente, col termine "fascismo", pancrazi - critico letterario, osservatore di costume, commentatore di idee riassumeva tutti gli stili da regime, contro cui si scontrava la sua opera, di liberale, per l`affermazione della liberta`. e sono gli stili da regime come si andavano gia` ripresentando negli anni quaranta (l`intolleranza, la professione di idee che diventa propaganda, lo stato interventista in questioni culturali, l`ipocrisia moderatista, la critica letteraria retorica e fine a se stessa), l`obiettivo della paziente e acuta profondita` di questi scritti pieni di "forse".
la prima cosa che viene in mente e` di avvertire: elsa morante (1912-1985) e` stata lo scrittore - cosi` preferiva dire lei - piu` importante del novecento italiano. pero` e` meglio lasciar perdere i superlativi relativi. elsa morante e` stata una grandissima scrittrice. se non l`avete mai letta, beati voi: potete leggerla per la prima volta, e sara` bellissimo. se l`avete letta - "la storia" o "l`isola di arturo", "menzogna e sortilegio" o "aracoeli", "il mondo salvato dai ragazzini" o "cateri` dalla trecciolina"... - avrete una gran voglia di sapere che persona era, che donna era. ecco: qui si pubblicano le testimonianze di alcuni dei suoi amici piu` stretti. sono poeti e scrittori, netturbini e insegnanti e attori, donne e uomini. ("ti diro` un segreto: gli uomini sono donne, e le donne sono uomini"). e rileggerete un suo testo poetico che sembra scritto domani, perche` ogni giorno di nuovo il mondo e` popolato di felici pochi e infelici molti.
scriveva eugenio montale che "il caso di hardy e` piuttosto raro", perche` "non si ha notizia di un prosatore-pensatore che, su altro registro, sia stato tanto poeta-poeta". e in effetti il grande narratore inglese (1840-1928), giustamente famoso per i suoi romanzi (fra i quali "tess dei d`urberville" e "giuda l`oscuro") e i suoi racconti, e` stato anche grande poeta e la sua poesia ha avuto un ruolo di primo piano nella formazione di altri grandi poeti di lingua inglese, come robert graves, phiip larkin, dylan thomas e gli stessi pound e auden, che ebbe a dire di non poter "scrivere liberamente su hardy perche` una volta ero innamorato di lui", definendolo "mio padre poetico"; e non c`e` bisogno di ricordare che questo debito poetico lo confessava apertamente lo stesso eugenio montale per i suoi "xenia" pubblicati nella raccolta "satura", e che di lui scrisse ancora che sull`importanza della "sua poesia d`amore tutti sembrano concordi. le liriche in memoria della sua prima moglie sono una delle vette della poesia moderna, e non di quella poesia vittoriana alla quale si sarebbe tentati di ascrivere un poeta gia` operante nel 1870". un`ampia selezione di questa sua poesia d`amore viene qui proposta da un suo autorevole specialista, poeta e traduttore, g. singh, che gia` ha curato per la passigli editori una scelta dal suo vasto poema drammatico "i dinasti".
scritto tra il 1822 e il 1824, in occasione di un viaggio attraverso l`italia, questo taccuino rappresenta una sorta di `summa` del pensiero del filosofo tedesco. i 114 paragrafi che compongono questo taccuino `privato` - e che sono altrettanti aforismi, appunti, riflessioni - ci guidano alla scoperta di una delle piu` affascinanti personalita` del xix secolo, proponendoci una riflessione su molti dei temi fondanti della sua filosofia: dal problema della conoscenza alla concezione della vita come errore, dalle considerazioni sulla donna, sul matrimonio e sul sesso a quelle sulle arti, sull`educazione, sulla virtu`, sulla felicita`.
fosco maraini (firenze, 1912) e` certamente fra quei protagonisti della nostra vita culturale che piu` sfuggono ad una classificazione precisa. antropologo, fotografo, orientalista, scrittore, grande viaggiatore, maraini e` soprattutto la felice incarnazione di un`idea di uomo che stenta a sopravvivere in un`epoca come la nostra, dove sembra che non si possa essere nessuno se non si possiede una collocazione precisa, un proprio biglietto da visita esistenziale. e forse questa e` la ragione principale per cui maraini resta, in fondo, e nonostante il fatto che sia cosi` facile imbattersi nei suoi libri, nei suoi articoli, nelle sue fotografie, un personaggio ancora per molti versi sconosciuto.
il rapporto tra becky e monty sta vivendo un periodo di profonda crisi. a dividerli, l`incapacita` dell`uomo di affrontare la terribile violenza subita dalla moglie qualche tempo prima. i due decidono di trascorrere l`inverno in una baita nel nord del texas per tentare di ricucire la loro relazione, ma il passato riaffiora prepotentemente con la notizia che uno degli assalitori di becky si e` suicidato in carcere. una morte di cui proprio la donna e` ritenuta colpevole, e per la quale la banda esige vendetta.
l`interruzione, dopo solo due anni, della xv legislatura ha confermato i seri problemi del nostro assetto politico-istituzionale, e in particolare i limiti del sistema elettorale. nel contempo, ha mostrato una volta di piu` quanto sia difficile riformare la legislazione in vigore. l`aspro dibattito che ha accompagnato questa conclusione si e` soffermato quasi esclusivamente sui vizi macroscopici della legge elettorale del 2005. ma la legislazione elettorale non riguarda soltanto i meccanismi di trasformazione dei voti in seggi. nel delineare un`agenda organica e completa di manutenzione della nostra legislazione elettorale, politologi e giuristi, tra i maggiori esperti italiani in materia, affrontano in questo volume una serie di temi cruciali per la funzionalita` complessiva del sistema, come le primarie, le candidature, i criteri di (in)eleggibilita`, le "quote rosa", le procedure - dal voto nella singola sezione elettorale alla proclamazione dei risultati -il voto per corrispondenza dall`estero, la disciplina della campagna elettorale, le spese elettorali e il loro finanziamento, la formazione dei gruppi parlamentari e la loro coerenza con il voto dei cittadini.
partendo dalle prime idee sullo sviluppo economico degli anni quaranta, l`autore traccia una rassegna delle teorie, evidenziando come queste hanno influenzato le politiche e come sono venute modificandosi nel tempo secondo la percezione dei loro successi e fallimenti. negli ultimi capitoli del volume vengono invece messi in luce i temi che sono stati centrali nei vari periodi: la crisi del debito (anni `80), la pianificazione e il mercato (fine anni `80), i problemi dell`ambiente e lo sviluppo sostenibile (anni `90). nel corso del testo vengono presentati casi-studio tra cui taiwan, egitto, corea del sud, tanzania, cuba, brasile, cina, che fornisce il materiale empirico per l`analisi dell`autore.
accanto alla rivoluzione francese, tra la fine del settecento e gli inizi dell`ottocento, ha avuto luogo un evento assai meno appariscente ma dagli esiti altrettanto decisivi per la storia dell`uomo: la scoperta dell`elettromagnetismo e le sue prime applicazioni. alcune eccezionali figure di artisti non tardarono a intuire l`importanza di queste nuove energie. lo svizzero fussli, lo spagnolo goya, il francese david, l`italiano canova e infine gli inglesi blake e turner ripudiarono lo spazio prospettico tanto caro all`eta` moderna e collocarono figure guizzanti, o attorte e rattrappite in una sorta di etere informe, molto simile a quello in cui scorrono le onde delle nostre telecomunicazioni.
e` un`antologia personale dei lavori su commissione che paul auster fu costretto ad accettare prima di potersi dedicare completamente ai suoi romanzi nel 1985. in appendice vengono presentati: una detective novel alla chendler, pubblicata all`origine sotto lo pseudonimo di paul benjamin, e che ruota tutta intorno al mondo del baseball, grande passione di auster; tre drammi teatrali e infine un curioso gioco da tavolo ispirato al baseball, di cui vengono fornite le regole e le carte.
una donna cerca la sua identita` e la sua indipendenza nella londra degli anni `60, tra le canzoni dei beatles, il teatro d`avanguardia e le battaglie pacifiste.
tempi decisivi esamina la natura e le retoriche delle crisi internazionali, nella convinzione che l`una e le altre rivelino aspetti dell`ordine politico e del suo linguaggio che, in condizioni di routine, passano quasi sempre inosservati o sono programmaticamente nascosti. l`occasione di questa riflessione e` lo stato di crisi del sistema internazionale attuale, nel quale l`urgenza dei singoli eventi critici (la crisi economico finanziaria del 2007-2008, le "primavere arabe", la guerra civile siriana ecc.) si mischia a una condizione piu` ampia di cedimento delle determinanti fondamentali dell`ordine internazionale moderno. a partire da qui, il libro sviluppa una riflessione di carattere teoricamente e storicamente generale sul fenomeno delle crisi, costruita su due coppie di opposti. dapprima, le crisi sono viste nella loro natura ambivalente di cesure temporali (tempi decisivi, appunto) e contaminazioni spaziali (tra ordini interni e ordine internazionale). successivamente, la portata rivelatrice delle crisi e` messa a confronto con i travestimenti che le vengono regolarmente opposti, rivolti a negare la crisi o, almeno, a offrirne un`immagine consolatoria anche quando, come nel contesto attuale, tali travestimenti si servono di linguaggi sempre piu` logorati e inadeguati ad afferrare la realta` ed esprimerla politicamente.
"il romanzo (pubblicato la prima volta da rizzoli, nel 1999) e` una combinazione di mosse ingegnose: una macchina scenografica a scacchiera. i suoi spazi mobili sono resi illusori dal tatticismo dei giocatori. tutto succede, in questo di manovre ingannatrici, senza che nulla appaia accadervi. il macchinismo e` in obbligo ora con la falsita`, ora con gli sghembi della ragione. il traffico delle apparenze e` gestito, in tutti i casi, dalla contraffazione: canagliesca da una parte; dettata dalla disperata lucidita` della ragione dall`altra. la partita e` truccata. la verita` e` uno , uno scacco matto che scombina. sfugge sempre dietro l`angolo pero`. ed e` della stessa materia di cui sono fatti i sogni. `la mossa del cavallo` e` un giallo in forma di `farsa tragica` (irresistibile con i suoi crescendi rossiniani); e in posa di romanzo storico accreditato dal saggio politica e mafia in sicilia (1876) di leopoldo franchetti. la vicenda si svolge, tra montelusa e viga`ta, nell`autunno del 1877: ai tempi della sinistra storica al governo, e dei malumori contro il mantenimento dell`odiosa tassa sul macinato. un intero libro delle mirabili difformita`, prossimo al bestiario, si e` riversato in quel circo che e` la provincia nella quale e` stato precipitato, come dentro una ragnatela, l`ispettore capo ai mulini giovanni bovara: un ragioniere a cavallo, succeduto nell`impiego ai colleghi tuttobene (dato in pasto ai pesci) e a bendico` (abbandonato ai cani, come suggeriva il nome di familiarita` gattopardesca). c`e` una gazza ladra, vedova allegra con tanto di tariffario; e c`e` un sorcio cieco (l`intendente di finanza), che tutti chiamano scarafaggio perche` uso ad appallottolare e le mazzette riscosse. segue un prete sciupafemmine e strozzino, che il cugino vede come un con i manici ad ansa, riplasmato sul modello della donna pentolaccia di manzoniana memoria. non mancano gli velenosi (l`avvocato fasu`lo e la
il libro raccoglie dieci saggi pubblicati su riviste specializzate tra il 1986 e il 1990, parzialmente riscritti e dedicati allo stesso tema: le conseguenze e le debolezze etico-politiche del pensiero post-moderno (heidegger, derrida, foucault, rorty). bernstein nasce nell`ambito del pragmatismo americano. successivamente e` stato allievo di habermas e ha abbandonato le posizioni iniziali per avvicinarsi alle filosofie continentali, con particolare riguardo per derrida e il decostruzionismo. e` un libro destinato a filosofi e cultori di scienze sociali e politiche, e piu` in generale a chi segue il dibattito sul postmoderno e gli sviluppi recenti della filosofia in america.
il volume presenta una raccolta di saggi politici che ruotano tutti intorno alla stessa domanda: quali sono le conseguenze prodotte dall`universalismo dei principi repubblicani? l`indagine dell`autore viene condotta con particolare riferimento alle societa` pluralistiche in cui si inaspriscono i contrasti multiculturali, agli stati-nazione in via di trasformazione definitiva verso entita` di carattere sovranazionale e ai cittadini sempre piu` costretti in una globalizzata "societa` del rischio". lo scopo teorico di habermas e` di approdare alla definizione di un universalismo sensibile alle differenze, in cui "inclusione" non significa accaparramento assimiliatorio ne` chiusura verso il diverso.
l`ultima avventura del commissario montalbano. anno 2005: camilleri ha appena pubblicato la luna di carta. sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a elvira sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario montalbano. si intitola riccardino. l`accordo e` che verra` pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sara` l`ultimo romanzo della saga montalbano. anno 2016. sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di montalbano. andrea camilleri sente l`urgenza di riprendere quel romanzo, che e` venuta l`ora di . nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si e` evoluta. ne` muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si e` affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. un titolo cosi` diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: la forma dell`acqua, il giro di boa, il ladro di merendine, l`altro capo del filo. ma riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed e` giusto marcare la differenza sin dal titolo. ma come e` nata l`idea, e soprattutto perche`? racconta andrea camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che cio` avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. ma poi, aggiunge, . i suoi due amici scrittori di gialli, izzo e manuel vazquez montalban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. allora . ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo riccardino che pubblichiamo ricordando andrea camilleri con gratitudine
una mattina qualunque, per caso, nora riconosce un volto in treno. e la persona che le ha distrutto la vita. lei e il marito pasquale sono i proprietari a pescara di una avviata tabaccheria. e proprio in questa sei anni prima nel corso di una rapina un ladro ha ucciso il loro unico figlio corrado. nora non puo` credere che il carnefice di un ragazzo innocente - del loro ragazzo innocente! - possa essere libero dopo cosi` poco tempo. non puo` credere che la vita di suo figlio valga tanto poco. ma e` cosi`, tra la condanna per un omicidio preterintenzionale e i benefici carcerari. da questo momento nora e pasquale non riescono a continuare a vivere senza ottenere una loro giustizia riparatrice. il marito cerca la via piu` breve e immediata. nora, invece, dopo una difficile ricerca per stanare l`uomo, elabora un piano piu` raffinato. paolo dainese, pero`, l`omicida, si e` sforzato per rifarsi una vita e, annaspando, sta riuscendo a rimettersi a galla. da anni antonio manzini aveva in mente questa storia, tratta da un fatto vero. e ha voluto scrivere non un romanzo a tesi, ma un romanzo psicologico su tre anime e su come esse reagiscono di fronte a un`alternativa morale priva di una risposta sicura. e leggendo queste pagine si resta disorientati, non solo perche` l`autore ha scritto una storia diversa dalle sue trame che ci sono piu` famigliari, ma soprattutto perche` e` riuscito a raccontare, dentro gli intrecci propri di chi e` maestro di storie, l`impossibilita` di farsi un giudizio netto. impossibilita` di chi legge, e di chi scrive; ma anche dei personaggi che vivono la vicenda. questi possono scegliere (e le loro scelte sono diverse) ma perche` costretti a farlo, cosi` come la vita costringe. questa specie di cortocircuito, tra ragione e vita, e` il dubbio etico che manzini esplora in tutto il suo spazio.
in questi tre racconti si trovano le origini di mary poppins, ossia le storie dei tre personaggi, incontrati nella vita, da cui p. l. travers trasse i caratteri fondamentali della sua tata e tante delle sue invenzioni. in origine, furono stampati privatamente, nel 1940, come regali di natale per gli amici e i familiari. l`autrice, gia` famosa, ricorda dei suoi incontri con tre persone che avevano modellato la sua infanzia e lasciato una traccia indelebile per il resto dell`esistenza. la vecchia zia sass, alta e rigida signora uscita da un romanzo vittoriano che spargeva benevolenza mascherata da inflessibile severita`; il cuoco cinese ah wong che faceva sentire tutto e tutti parte di "una corrente sola, unica e indivisibile" il vecchio fantino irlandese johnny delaney che guardava al mondo "come se l`avesse creato lui e adesso non sapesse che farsene della sua creazione". sono le guide complici e sagge di una bambina che cresce in una immensa piantagione australiana, portatrici di un segreto fascinoso come un mistero, capaci di "sollevare le nostre vite quasi sul piano della leggenda". prefazione di victoria coren mitchell. eta` di lettura: da 10 anni.
serena, casalinga ultraindaffarata di un borgo vicino a pisa, si imbatte casualmente in un cadavere. e quello del professor caroselli, ottimo musicista e rigoroso insegnante nella scuola locale gestita dalle suore. serena ha una solida formazione da chimica e un buon lavoro, ma ha scelto di licenziarsi stanca della discriminazione maschilista. ma la sua identita` non si esaurisce nel ruolo di madre di famiglia. inoltre, la multitasking mamma di due figli e moglie di un distratto scienziato possiede quello che lei chiama , un olfatto formidabile e professionalmente coltivato che le consente di distinguere perfino i singoli componenti chimici delle sostanze. il passaggio da testimone in un caso di omicidio a investigatrice e` cosi` inevitabile. l`inchiesta ufficiale e` invece condotta da corinna stelea, sovrintendente di polizia alta quanto un giocatore di pallacanestro. la coppia indirizza i sospetti verso i traffici del convento che gestisce la scuola. molti pettegolezzi accompagnano l`indagine e molti segreti saranno svelati. ma la soluzione sara` la piu` triste. serena martini e corinna stelea, i due nuovi personaggi creati dalla collaborazione di un affermato scrittore con una quasi esordiente, ma soprattutto dalla fusione di un punto di vista maschile e uno femminile, hanno giornate cosi` complicate e vere che le loro piu` banali vicende quotidiane rischiano ogni momento di precipitare nell`acrobatico, nel paradosso, nell`avventura. come gia` nella serie del barlume, e` l`affermazione del lato umoristico, o benevolmente assurdo, della vita che introduce nel poliziesco l`elemento comico, a cui in questo romanzo si aggiunge la capacita` di rappresentare la sensibilita` femminile.
camilleri e` un maestro del racconto. si presta sia alla misura minima della novella che a quella del romanzo breve. e, nella raccolta la paura di montalbano (uscita in prima edizione, per mondadori, nel 2002), alterna brevi e lunghi. concerta il tutto nella forma compattamente ritmica di un libro di grande felicita` narrativa e di sicuro diletto. fa da preludio giorno di febbre. vi abita un montalbano febbricitante, impegnato nella vana ricerca di un termometro. e quasi una comica. eppure il commissario, che assiste a uno scippo e al ferimento di una bambina, ha modo di fiutare, nel segreto di un barbone che si prodiga a dare soccorso, l`inabissamento di un giallo. la ricerca investigativa irrompe nel romanzo breve ferito a morte. montalbano si incarica di dare di se` un ritratto a contrasto, un attestato di esistenza in vita in qualita` di personaggio nel ruolo di sbirro: lui in quanto esistono i delinquenti. un colpo di pistola ha ucciso, nudo nel suo letto, uno spurcissimo strozzino, che tiene in casa come serva una nipote diciottenne e ha come esattore un pregiudicato. entra in scena un altro morto ammazzato. si tratta del fattorino dindo`, personaggio di lunare innocenza. per risolvere il caso, montalbano si atteggia a regista cinematografico. prova e riprova sul set le ricostruzioni possibili. si insinua veloce, nella trama del libro, un cappello pieno di pioggia. ed e` un imprevedibile cappello, quello del titolo, che consente allo sbigottito montalbano, in trasferta a roma, di favorire la cattura di uno spacciatore. il quarto segreto vede in azione un montalbano inedito che segretamente collabora con i carabinieri; e, senza la sua squadra, ma con l`aiuto esclusivo di un catarella , porta a termine l`indagine sulla morte di un misterioso muratore e sulle attivita` di un costruttore mafioso. segue, con la paura di montalbano, l`ultimo corto. nella luminosita` gelida di una passeggiata in montagna, accade a montal
in parte saggio, in parte romanzo, in parte guida, in parte diario o ancora autobiografia, "morte nel pomeriggio" contiene tra l`altro fondamentali riflessioni sulla letteratura e la scrittura. tutto ruota intorno all`affascinante mondo della corrida che ha da sempre stregato hemingway perche` "la corrida e` una tragedia, non e` uno sport" come sottolinea fernanda pivano. "il torero e` l`uomo che vive in stretta intimita` con la morte, e reca sul viso le tracce di questa intimita`. a hemingway interessa vedere l`uomo unito al toro in un solo corpo nell`istante che decide la morte di uno dei due rivali. il libro e` un crescendo lento e sottile; il crescendo, in fondo, che hemingway stesso denuncia come suo "metodo": non "descrivere" un`emozione ma "suscitarla" descrivendo i momenti, le tensioni, i fatti che l`uno dietro l`altro l`hanno provocata. "morte nel pomeriggio", con tutto il suo glossario, non e` un baedecker della corrida piu` di quanto moby dick sia un baedecker della caccia alla balena".
in un vecchio palazzo nobiliare di calacte, citta della sicilia orientale, all`inizio del novecento un uomo scopre una stanza segreta. qui trova custoditi i classici dell`illuminismo, le opere dei "malpensanti del secolo ateo e libertino" come voltaire, diderot, montesquieu e d`alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. ad attrarre la sua attenzione e un manoscritto, la rosa inversa, racconto autobiografico del barone ruggero henares, l`antico proprietario del palazzo. la sua e una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. nato nel 1743, educato nel collegio dei gesuiti, henares diventa amico di giuseppe balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre crisafulli, e sara henares, quando nel 1767 viene disposta l`espulsione dei gesuiti dalla sicilia, a esiliare l`odiato crisafulli innescando la miccia della rivalsa. sta per avere inizio un`epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; ruggero fonda la loggia la rosa inversa, dove si discute di uguaglianza e liberta, la sua sorte si lega a quella di amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, maria attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. "tra i pochi che hanno seguito l`esempio di sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per se, per la loro intensita ed esemplarita" come ha scritto di lei goffredo fofi, attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilita inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il sette-cento in sicilia e non solo, l`immaginaria calacte, nella realta caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e
una raccolta di racconti inediti che vedono protagonista rocco schiavone, tra l`infanzia e la maturita, roma e aosta, la nostalgia e il dolore. l`amicizia con i compagni di trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. l`incontro inaspettato con la moglie marina, in una tempesta di emozioni e presagi. lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine. le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. la guerra e la resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell`infanzia. i morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. l`affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verita e applica una costante disubbidienza alla stupidita e all`ingiustizia. in queste storie antonio manzini sembra ripercorrere un cammino iniziato tredici anni fa con pista nera creando un personaggio e un mondo in cui convivono umorismo e dramma, suspense e sensibilita, fotografia della realta e rovesciamento tragicomico. i tramezzini sono un punto di arrivo, e di rinnovata partenza.