apparsi per la prima volta nel 1762 e dedicati a winckelmann, questi "pensieri sulla bellezza" rappresentano le istanze ideali e teoriche del neoclassicismo, dal particolare punto di vista di un pittore e non da quello di un filosofo di professione. la riflessione teorica dunque si definisce in base alle necessita` tecniche, ai procedimenti e alla materialita` dell`opera, ma anche ai modelli ideali quali raffaello, tiziano e correggio. obiettivo di mengs "spiegare cosa sia la bellezza, giacche` le opinioni grandemente divergono su tale materia. secondariamente spiegare il gusto; poiche` la maggior parte di coloro che hanno scritto su tale argomento, non hanno saputo spiegar con chiarezza per quale ragione la parola gusto venga usata parlando di pittura."
agli inizi degli anni trenta, a milano, un piccolo nucleo di artisti si dedica a una pittura chiara, impostata soprattutto sulla luce. i piu` vecchi di loro hanno poco piu` di trent`anni, e si raccolgono intorno al critico edoardo persico. nelle loro opere un nuovo rapporto fra arte e sentimento, fra arte e vita, subentra all`arte staccata dalla psicologia predicata dal ritorno all`ordine; un senso inquieto della brevita` del tempo sostituisce la ricerca di una dimensione di eternita`. nasce cosi` una pittura che comunica un senso di fragilita`, la cui leggerezza stessa e` l`emblema della vulnerabilita` di tutto cio` che esiste. definita inizialmente "romanticismo impressionista", questa pittura verra` chiamata da leonardo borgese, e poi da guido piovene, chiarismo.
(dallo scritto di mario de micheli)
"ebdo`mero non e` un personaggio, ed "ebdo`mero" non e` un romanzo; il primo e` un nome consapevole, il secondo un itinerario, un deposito di immagini, un catalogo di simboli, un collage di sogni, paesaggi, interni di abitazione, appunti di disegni, accesi, tutti, da una fosforescenza che sa di memoria, di visione, di mistificazione. la favola di ebdo`mero si estende come un labirinto proliferante, un edificio capace di riprodursi, di progettare nuove ali, quartieri, aditi ed esiti; dunque sarebbe vano cercare un inizio e una conclusione, culmini privilegiati, scoperte modali: in un edificio, uno spazio, una citta` morta e compatta, un tempio accuratamente fastosamente sconsacrato, ogni punto e` nodale, inaugura e sigilla." (giorgio manganelli)
"rapri` l`occhi, si susi`, anno` alla finestra, spalanco` le persiane. e la prima cosa che vitti fu un cavaddro, stinnicchiato di fianco supra la rina, immobile. la vestia era tutta `nsanguliata, gli avivano spaccato la testa con qualichi spranga di ferro, ma tutto il corpo portava i segni di una vastoniatura longa e feroci..." il commissario ha appena il tempo di convocare i suoi uomini e il cavallo e` sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. quello stesso giorno una donna "forestiera", rachele estermann, denunzia al commissariato di vigata il furto del suo cavallo mentre nelle scuderie di saverio lo duca, uno degli uomini piu` ricchi della sicilia, un altro purosangue e` svanito nel nulla. lo scenario della vicenda e` il mondo delle corse clandestine, passatempo preferito di una certa aristocrazia terriera che scommette forte. e in quest`ambiente dorato che montalbano deve indagare, perche`, dopo il cavallo, viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse montalbano sta un po` a disagio, mentre "ignoti" entrano una, due, tre volte nella casa di marinella: non rubano niente ma mettono tutto sottosopra, sembrano cercare qualcosa; ma cosa?
che non abbiate la minima cognizione di scienza astrale oppure siate gia` degli iniziati a questi affascinanti misteri, ecco un manuale tascabile completo e affidabile che offre, segno per segno, le caratteristiche di ogni nativo e di ciascun ascendente, le affinita` e le esigenze in amore, la pietra elettiva e il pianeta dominante, le affinita` con gli altri segni dello zodiaco. inoltre tabelle per calcolare l`ascendente, tabelle delle ore legali e siderali, e un curioso elenco segno per segno dei personaggi famosi.
"un saggio sui rapporti tra morandi e hollan, un altro su quelli tra il pittore bolognese e giacometti. se questi accostamenti sono fondati, si puo` dunque pensare che giacometti e hollan ebbero assilli, percezioni, modi di dipingere assimilabili. e se si avvicinano a morandi per diversi aspetti del suo lavoro, devono dunque incontrarsi in questo o quel punto della loro comune frequentazione della sua grande opera. opera peraltro cosi` singolare, e cosi` omogenea, che non si vede come si potrebbe interessarsi a essa senza averla dinanzi agli occhi nella sua interezza e reagire a essa senza un coinvolgimento totale del proprio essere".
dall`antica tradizione napoletana alla cultura popolare dei nostri giorni: i sogni e gli eventi quotidiani si possono trasformare in numeri, per tentare la fortuna e provare a cambiare vita.