colori, sapori, fremiti e ansie della vita marina in un mondo di tepore mediterraneo, dove anche la creatura piu` piccola sospira e canta le gioie e i dolori del vivere. scrive maria corti nell`introduzione: "nico orengo appartiene a quella famiglia di poeti che vorrebbero incontrare le pietre parlanti, l`araba fenice, l`unicorno, perche` sanno che in fondo qualcosa di non molto dissimile e di altrettanto fascinoso c`e` nella natura."
lituania, fine della seconda guerra mondiale. un bambino di otto anni emaciato e sporco, emerge dalle macerie e dalle stragi del fronte occidentale e vaga senza meta nella neve con un braccio rotto e una catena stretta al collo. quel bambino e` hannibal lecter, fuggito dal casino di caccia in cui si era rifugiato con la famiglia per scampare alla violenza delle soldataglie. gli occhi attraversati da un`indecifrabile espressione, chiuso in un ostinato silenzio, il piccolo hannibal cresce nell`orfanotrofio russo che lo ospita in una solitudine apparentemente assoluta. lo zio, un famoso pittore, riesce a rintracciarlo e lo porta a vivere con se` a parigi. qui, grazie alle amorevoli cure di sua moglie, hannibal avra` modo di scoprire e coltivare i suoi innumerevoli talenti, che spaziano dalla musica alla letteratura, dall`arte alla medicina. e in questa atmosfera, densa di stimoli e suggestioni, che il giovane comincera` a edificare un vero e proprio "palazzo della memoria", impreziosendolo di visioni spettacolari e insieme agghiaccianti, teatro e sfondo interiore delle piu` raffinate speculazioni come dei piu` inconfessabili desideri. fino al giorno in cui hannibal decide che e` tempo di tornare a casa e bussare alla porta dei demoni che cosi` spesso vengono a fargli visita...
un mattino, al risveglio da sogni inquieti, un uomo di nome giuso si trova trascinato da un tutore in una scuola, in mezzo ad altri adulti che si comportano da bambini. qui dovra` rimparare a comportarsi come un infante, visto che nel mondo dei grandi ha fallito. inizia cosi` una regressione infantile durante la quale giuso scopre che ritornare bambini significa liberarsi da ogni responsabilita` e pensiero. "ferdydurke" e` una feroce satira sociale, una caustica rappresentazione di una societa` che infantilizza l`essere umano, rendendolo stupido e inerme. ma e` anche uno sberleffo ai canoni letterari e al mondo intellettuale e artistico, bigotto e conformista: insieme a giuso, e` infatti l`autore stesso a tornare all`ingenuita`, al disprezzo delle consuetudini e a creare, come un bambino, le regole del proprio gioco.
dov`e` oggi l`antropologia? e dove sta andando? e dentro o fuori dalle accademie? e nelle agenzie internazionali, nelle sale di regia dello sviluppo economico o nelle case dei cittadini? e, soprattutto, in che direzione si sta muovendo? i saggi qui pubblicati tentano di rispondere a tali quesiti o di abbozzarne almeno una prima formulazione. sono ricorrenti i dibattiti sulla crisi dell`antropologia cosi` come su quella di altri settori scientifici. le discipline sono in transizione e allo stesso modo anche i loro cultori e le stesse questioni che sorgono all`interno di ogni disciplina modificano la stessa; e queste nuove modifiche, configurazioni di tematiche e corrispondenti teorie, nuovamente trasformano la disciplina nella sua identita`. in questo senso, l`antropologia segue l`inevitabile cammino di ogni altro ambito scientifico come la sociologia, le scienze politiche, l`economia. ma siamo sicuri che l`antropologia sia semplicemente una disciplina? o e` immanente all`antropologia l`essere altro da se stessa nel suo limite di disciplina? l`antropologia e` sempre stata in crisi, e questa e` la sua fortuna, e ora probabilmente si trova proiettata su una dorsale: oggi e` chiamata a compiere delle scelte che riguardano la definizione della sua piu` profonda identita`.
che rapporto deve avere un artista con il potere? che ruolo deve interpretare uno scrittore quando il suo paese e` governato da un regime? julio cortazar, il grande scrittore argentino, aveva le idee chiare: un artista non puo` resistere a un regime avverso, che impedisce l`attivita` intellettuale; deve preferire l`esilio. per la prima volta in assoluto vengono raccolte e pubblicate le carte della polemica che julio cortazar ha intrattenuto con liliana heker, giovane scrittrice di talento, dal 1978 ai primi anni `80. la heker aveva scelto di resistere, di scrivere, durante gli anni della dittatura militare argentina. la pubblicazione delle lettere finora inedite di julio cortazar ad abelardo castillo consente di ricostruire un`epoca e i rapporti tra due generazioni che hanno fatto grande la letteratura sudamericana.
questo libro si rivolge a tutti i professionisti che - ispirandosi ai fondamenti della psicoanalisi - desiderano rispondere alla crescente domanda di competenze gruppali. nella sua struttura manualistica orientata all?apprendimento, ma continuamente arricchita da rilievi e interrogativi di piu ampio respiro votati alla ricerca e alla riflessione clinica, intende colmare una lacuna tra i testi dedicati alla terapia psicoanalitica di gruppo.

L'artista americano Tim O'Brien, vincitore di due premi Grammy, è forse un po' sottovalutato dal mondo della musica, ma negli ultimi cinquant'anni è stato una parte essenziale del tessuto delle scene folk, bluegrass, americana e dei cantautori. Negli ultimi dieci anni, OBrien si è esibito principalmente con la moglie Jan Fabricius, e il loro nuovo disco Paper Flowers è la prova tangibile di questa profonda collaborazione.
Registrato al Cowboy Arms e al Tractor Shed di Nashville con l'aiuto di collaboratori di lunga data come i bassisti Mike Bub e Edgar Meyer, il violinista Shad Cobb, l'asso delle tastiere Mike Rojas e il batterista Larry Atamanuik, il risultato è una storia in canti della vita di coppia.