ben poco si saprebbe della civilta` indiana piu` antica se non avesse lasciato un imponente corpus di testi noti con il nome di veda ("conoscenza"), i quali vertono intorno al centro assoluto del pensiero e della vita dell`india arcaica: il sacrificio, un complesso insieme di pratiche rituali descritto e regolamentato instancabilmente, al punto da emergere come una sorta di paradigma universale capace di riflettere ogni aspetto del mondo e della vita. in questo libro heesterman indaga le origini del sacrificio vedico, e si sforza di spingere lo sguardo al di la` dell`immagine levigata che di esso presentano gli antichi teorici indiani, sia mediante il confronto con altre tradizioni religiose sia attraverso la ricerca nei testi vedici di incongruenze e tensioni capaci di far intravedere una realta` piu` antica. riaffiora cosi` un mondo guerriero, violento e competitivo, in cui il "gioco" del sacrificio era intimamente connesso al "dilemma della vita e della morte". in seguito questo mondo fu spezzato, e all`agone sacrificale venne sostituito, attraverso lo sforzo reinterpretativo degli antichi esegeti vedici, il rituale classico, che vede come protagonista un sacrificante individuale privo di contendenti. heesterman individua nel sacrificio quattro elementi costitutivi: l`uccisione, la distruzione, il banchetto e l`agone.
quanto contano, da un punto di vista etico, gli animali non-umani? possiamo continuare a considerarli esseri di seconda classe o dobbiamo estendere loro qualche forma di egualitarismo morale? il libro sostiene che e` necessario superare la contrapposizione tra utilitarismo e kantismo per concentrarsi sulla piu` potente dottrina morale: la teoria dei diritti umani. si scoprira` che e` la logica stessa di tale dottrina a puntare in direzione dell`inclusione di molti animali non-umani tra gli esseri cui spetta piena protezione morale.
il rapporto uomo-spazio nella citta` contemporanea ha subito una radicale trasformazione sia a livello pubblico, sia a livello privato, con commistioni che rendono obsoleti gli schemi interpretativi ancora correnti, e che richiedono al progettista un impegno che tenga conto di una moltitudine di fattori non solo architettonici per realizzare un ambiente nuovamente vivibile.
l`asse del male e l`impero del male hanno istituzionalizzato una nuova retorica e un nuovo principio di moralita` in politica internazionale che, almeno in apparenza, riflette e alimenta le spinte ideologiche del fronte neoconservatore americano. dopo le campagne militari in afghanistan e iraq, con la vittoria di bush alle presidenziali del 2004, la lotta del bene contro il male sembra non conoscere piu` tregua, aprendo nuovi scenari di guerra in tutto il mondo. ma da dove viene quest`idea di male, qual e` il significato di un concetto che e` diventato moneta corrente nel linguaggio politico? ricostruendo cinquant`anni di politica internazionale e di strategie militari, stephen chan delinea un`ampia e lucida analisi della realta` contemporanea.
l`individuale, il locale e il globale sono inestricabilmente intrecciati, ma non sempre si e` portati a stabilire connessioni tra le proprie vite individuali e i poteri piu` estesi che le configurano. cosi` passivita` e indifferenza contribuiscono ad alimentare lo sgomento collettivo che regna nel mondo. in un libro che mescola l`attualita`, l`analisi della societa` e la storia, paul ginsborg disegna il tracciato di una politica al futuro: che sappia scoprire e reinventare ideali riconoscendo gli stretti legami che intercorrono tra i valori universali e i comportamenti quotidiani.
limitata a tre copioni soltanto, la produzione drammaturgica di machiavelli e` tuttavia di assoluto rilievo nel vasto orizzonte teatrale del cinquecento italiano. allo stato attuale delle cose essa si articola in una traduzione-rifacimento, quella dell` "andria" di terenzio; nel capolavoro della mandragola, dove un piccante adulterio fra callimaco e la "virtuosa" lucrezia, alle spese di un marito vecchio e sterile, si tramuta in una dolente metafora sulla corruzione dei costumi nella firenze medicea; e l`altrettanto suggestiva "clizia", storia di un ulteriore tentativo di adulterio fra un vecchio e la giovinetta del titolo, tentativo destinato al fallimento per l`opposizione della saggia consorte del vecchio.
"il prete giusto" e` la storia di un uomo libero, don raimondo viale (1907-1984), costretto a una sfida impari e solitaria con gli eventi piu` aspri del novecento. abbandonato dalla chiesa e malato, ha affidato a nuto revelli la memoria della sua vita. sullo sfondo della campagna povera del cuneese si snodano gli anni duri dell`infanzia, della prima guerra mondiale, le prime ribellioni in seminario, l`impegno nella parrocchia di borgo san dalmazzo fino allo scontro con i fascisti, le prediche coraggiose contro la guerra, l`imbarazzo della chiesa, il confino. poi, in un crescendo, i grandi drammi collettivi: l`8 settembre, le stragi naziste e fasciste, la persecuzione degli ebrei, fino alla sospensione "a divinis".
realizzata per una rappresentazione al teatro franco parenti di milano, in cui re lear era interpretato da piero mazzarella, la traduzione di emilio tadini nasce dal preciso intento di restituire al testo shakespeariano la sua caratteristica fondamentale: la recitabilita`. testo teatrale prima che testo letterario, "re lear" e` una tragedia che mette in gioco affetti semplici e profondi: lear, prima che sovrano destituito, e` un padre tradito da due delle sue figlie. lavorando sulla lingua per renderla, senza tradire l`originale, piu` discorsiva e diretta, tadini e` riuscito anche a dare risalto e spessore a quegli affetti, rendendo piu` umani i personaggi che li provano e, a volte, svelandone aspetti inediti.
chi sono i detective cui si devono i piu` celebri ritrovamenti del mondo dei faraoni, dei re di micene, degli ittiti e degli aztechi? chi sono realmente schliemann, winckelmann, evans, carter (per fare solo i nomi piu` celebri)? in questo volume ceram presenta i piu` famosi archeologi affidando a loro stessi il racconto delle avventure di cui furono, e sono, protagonisti. ne esce una galleria di personaggi e, al tempo stesso, una storia dell`archeologia.
un poemetto che, in tono malinconico, ironico, apparentemente svagato e minimalista, intende toccare invece i grandi temi dell`uomo contemporaneo. fra intimismo e riflessione filosofica.
registro di classe e` prima di tutto il diario di un anno di vita. e` un breviario rivolto agli studenti, ai genitori, alla societa` civile, ma che lo scrittore destina soprattutto a se stesso. in questo libro onofri mette in gioco la sua vita intera e in particolare quell`adolescenza che lo ha visto cosi` simile agli studenti proletari con cui condivide una sorta di cromosoma interiore. e la ricerca di un modo per comunicare con quei ragazzi, con la loro timidezza e afasia, sfrontataggine e indolenza, e` anche una ricerca nelle radici della propria educazione che lo ha portato da ragazzo ad amare un`idea della vita cosi` diversa da quella condivisa con i suoi compagni di allora.
"non nutro una passione particolare per i diari. deve succedere qualcosa di eccezionale perche` mi senta obbligato a tenerli", scrive gunter grass. "qualcosa di eccezionale" era successo ad esempio una quarantina di anni fa, quando willy brandt dapprima vinse le elezioni e poi inauguro` la grande stagione della ostpolitik; lo scrittore si schiero` senza esitazioni a fianco del cancelliere e l`esito documentaristico-letterario di questa appassionata militanza politica fu appunto un diario, il "diario di una lumaca". e a quell`esperienza grass per certi versi si rifa` anche in questa nuova cronaca che comprende le settimane e i mesi del 1990 in cui le due germanie diventano una cosa sola: un avvenimento che la politica distensiva nei confronti dell`unione sovietica e della polonia praticata nei primi anni settanta, cosi` come gli intensi rapporti con la stessa germania orientale hanno indubbiamente contribuito a rendere possibile. purtroppo alla guida della repubblica federale non c`e` piu` willy brandt ma helmut kohl e quindi la riunificazione, sostiene lo scrittore, viene sostanzialmente gestita nei termini di una annessione del piu` debole da parte del piu` forte, senza un autentico coinvolgimento democratico dei cittadini, liquidando in tutta fretta quel poco di sostanza industriale ancora esistente all`est. accanto ai temi politici, ad avere un ruolo centrale nelle annotazioni dello scrittore sono la pratica artistica, con un gran numero di incisioni e disegni, e l`attivita` letteraria.
"il destino assegno` a fernando pessoa questo nome fatale, `pessoa, persona`: proprio a lui, che era una e mille persone, innumerevoli flatus vocis imprendibili e senza neppure un nome [...]. nella nostra civilta` la persona si installa come funzione prima di tutto linguistica, in delicato bilanciamento fra l`individuazione pronominale e la processualita` di un soggetto inafferrabile se non come flusso, ritmo danzante, `forma del movimento`. il drammatico `je suis l`autre` che nerval scrisse sotto un suo ritratto e l`estremistico `je est un autre` di rimbaud, che in pessoa risuonano alla lettera nel `viver e` ser outro` (255) e in molti altri luoghi del `libro dell`inquietudine`, fanno esplodere l`equilibrio instabile: il piu` profondo, autentico desassossego di pessoa, l`inquietudine piu` devastante del novecento, e` questo porsi del soggetto come altro da se`, questa non solo esistenziale, ma metafisica perdita della presenza. pessoa e` persona e personne, tutti e nessuno nel contempo, `todos os nomes` e anonimo assoluto: `everyman`, chiunque, ognuno di noi." (dalla prefazione di corrado bologna). con un testo critico di jero`nimo pizarro.
se i filosofi e oratori della grecia classica sono cittadini della polis, e come tali rappresentanti per eccellenza delle virtu` democratiche, in epoca ellenistica gli intellettuali vengono effigiati come guide spirituali, a volte insieme ai loro allievi, cui insegnano come vivere lontano dai dolori e dalle passioni della vita pubblica. con un lavoro di analisi e raffronto all`interno di un materiale documentario ricco e variegato, l`autore intende offrire una ricostruzione dei contesti sociali, che mostra come i ritratti degli intellettuali, lungi dall`essere tentativi di riproduzione realistica di fisionomie celebri, siano rappresentativi degli universi culturali cui appartengono, riflettendone aspirazioni, ideali, sistemi di valori.
quando la pace dei boschi e` percorsa da un fremito improvviso di rabbia silvestre, e di notte le volpi sembrano mettere sotto assedio il villaggio, forse bisognerebbe credere a una premonizione. in quel villaggio svizzero che vive da sempre in armonia, tutti e mille gli abitanti si sentono scrittori. ma l`uomo che sta arrivando e` il diavolo in persona. le sue sembianze, neanche a dirlo, sono quelle di un editore. . la letteratura e` un affare molto serio per questo borgo svizzero stretto in una vallata quasi soffocata dalle montagne: si narra che goethe di ritorno dall`italia vi trascorse una notte per via di un guasto alla carrozza su cui stava viaggiando. addirittura tre locande, a lui intitolate, si contendono il vanto di averlo ospitato. inoltre, dal prete anzianissimo che redige le sue memorie alla ragazzina un po` sciocca autrice di filastrocche, passando per il borgomastro, tutti gli abitanti del paese si sentono scrittori e ambiscono a essere pubblicati. spediscono romanzi per posta e per posta ricevono i rifiuti dagli editori. c`e` poco da scommettere, quindi, sul talento di queste mille anime. finche` il diavolo fa il suo solenne ingresso in scena: . si professa grande editore e dice di voler aprire proprio li` una filiale della sua prestigiosa casa editrice. chi non e` disposto a un patto col diavolo pur di veder pubblicato il proprio romanzo? l`unico che sembra in grado di capire la pericolosita` della situazione e` padre cornelius, mandato dalla diocesi in aiuto del vecchio parroco. ma forse nasconde anche lui qualche ombra. paolo ma
"bisogna abusare". e` questo l`imperativo che spinge manu e nadine a unirsi: la prima e` bassa e graziosa, la seconda alta e bruttina, una e` vitale e chiacchierona mentre l`altra e` lenta e silenziosa, ma entrambe hanno una vita difficile, in cui l`unica per andare avanti e` ottundersi i sensi bevendo birra o tappandosi le orecchie con un walkman a tutto volume. finche` resistere non diventa impossibile. parte cosi` una sfrenata corsa per le citta` francesi, gia` consapevoli entrambe che finira` male, ma decise a perseguire l`unico scopo che si sono imposte: consegnare un misterioso involucro, rispettando la volonta` di un amico che e` morto. una versione hardcore di thelma e louise, ma anche un noir spregiudicato.
questo libro si interroga sui caratteri generali e sulle tendenze attuali del linguaggio giuridico, passando in rassegna particolarita` lessicali, grammaticali, stilistiche e retoriche di testi legislativi, di atti processuali, di documenti prodotti dalla pubblica amministrazione, senza rinunciare a rilevarne improprieta`, inutili complicazioni e incoerenze, ne` a richiamare l`attenzione sulle cautele da prendere nel semplificarne la stesura. da ultimo si propongono esempi tipici di oratoria forense.
il "rumore bianco" del titolo e` il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: forse e` una semplice emissione della "partitura panasonica" in cui siamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice. jack gladney, studioso di hitler e direttore di un dipartimento di studi hitleriani nella sua universita`, tiene un corso sul fascino ipnotico esercitato dai discorsi del fuhrer, dai canti e dagli inni del terzo reich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto di ricavarne una specie di nicchia da cui non vuole piu` uscire. il romanzo e` appunto lo studio di questa perversione. sino al giorno in cui una nuvola di gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio...
mille voci - furiose e dolcissime, alte e sfrenate, colte o volgari, precipitose, afferrate per strada o riprese dalla tradizione letteraria - coabitano nella mente del protagonista di questo monologo drammatico. il poeta-ventriloquo tutte le accoglie per comporre la sua appassionata sonata alla "quinta stagione", il tempo nuovo, difficile, confuso, sconcertante, che s`impone. una nuova stagione in cui, al di la` delle maschere della vita sociale e delle narrazioni private ad uso consolatorio, siamo chiamati a fare i conti con noi stessi. con la nostra intima verita`. umile, prosaica, contraddittoria. aperta alle questioni finali. cosi` da ritrovare la nostra propria appartenenza al flusso collettivo e universale. noi, nel mondo. il poemetto, dalla forte impronta teatrale, si snoda secondo quella forma discorsiva-divagante, in cui marcoaldi e` maestro. ma piu` l`andamento si fa sussultorio e centrifugo, piu` conduce il lettore nella selva oscura del senso profondo della vita. e dietro il tono apparente di conversazione, prende corpo qualcosa di molto simile a una apocalisse. che racconta la fine irreversibile di un tempo ormai per sempre consumato, e anticipa in controluce un possibile, nuovo inizio.
questo capolavoro incompiuto del novecento, da mezzo secolo al centro di un tormentato lavoro di sistemazione critica e filologica, ora in una edizione che organizza i materiali inediti in una prospettiva capace di illuminare l`architettura segreta del lavoro di musil.
che relazione ci puo` essere tra "fantasia-improvviso" di chopin e la meccanica quantistica? che sensazione farebbe cadere in un buco nero? e perche` ballare un valzer non e` troppo diverso da considerare una dualita` di stringhe? questo libro di steven gubser introduce il lettore in modo leggero e brillante alle idee chiave della concezione delle stringhe, uno dei campi piu` nuovi e controversi della fisica contemporanea. nel loro tentativo di combinare insieme relativita` generale e meccanica quantistica, i teorici delle stringhe spaziano dall`in-finitamente piccolo all`infinitamente grande, non smettendo di provocare sul loro terreno matematici, fisici e filosofi con problemi nuovi e affascinanti.
il 22 aprile 1516 usciva a ferrara, presso l`editore giovanni mazocco, la prima edizione dell`"orlando furioso". ariosto coronava cosi` il lavoro di una dozzina d`anni, ma le cose non sarebbero finite li`. per il poeta inizio` subito un periodo di revisione del suo capolavoro che avrebbe portato all`edizione intermedia del 1521 e a quella definitiva del 1532. questo lavoro di riscrittura avrebbe indotto l`autore ad ampliare il poema portandolo da quaranta a quarantasei canti, a ristrutturare l`intreccio dei vari episodi, e soprattutto a cambiare profondamente la lingua adeguandola ai dettami ispirati alle "prose della volgar lingua" di pietro bembo, che nel frattempo si stavano imponendo fra i letterati italiani di ogni regione. dunque il "furioso" che tutti leggono normalmente e` scritto nel toscano letterario esemplato sui grandi trecentisti, quell`italiano che ha costituito la lingua letteraria dominante fino ai primi del novecento. il primo "furioso", invece, assemblava liberamente il toscano con molti latinismi, con il lessico del volgare padano, con svariati termini dell`espressivita` popolare. una lingua imperfetta ma molto creativa, quasi inventata ottava dopo ottava. l`edizione che qui proponiamo offre il testo del "furioso" originario con un ampio commento sugli elementi caratteristici di questa lingua, sottolineando tutti i passaggi piu` rilevanti che avverranno nell`edizione definitiva.
art keller pensava che una volta scomparso adan barrera avrebbe trovato pace. si sbagliava. a prendere il posto che e` stato di adan, e prima ancora di suo zio don miguel angel, ci sono gia` los hijos, la terza generazione. e ora, a capo della dea, art si rende conto che in realta` i nemici sono dappertutto: nei campi di papavero messicani, a wall street, alla casa bianca. gente che cerca di farlo tacere, di sbatterlo in galera, di distruggerlo. gente che vuole ucciderlo. con "il confine" don winslow tira le fila di una storia di violenza e vendetta, corruzione e giustizia, ormai divenuta leggenda. e dipinge un ritratto di straordinaria potenza dell`america d`oggi.
per decine di migliaia di anni, gli uomini hanno cercato nel cielo punti d`orientamento, o forme divine, attirati dal mistero e dalla bellezza dell`universo che si affaccia sopra noi. mappare il cielo, e cercarne i messaggi attraverso l`astrologia, fu un`attivita` a cui tutte le culture antiche si dedicarono, a partire dai babilonesi e dagli egizi; ma il nostro cielo, quello delle costellazioni, fu creato dai greci. navigando verso la patria ulisse si orientava sull`orsa maggiore, su orione e le pleiadi; a poco a poco, gli astronomi greci tracciarono le costellazioni, definirono lo zodiaco e diedero loro i nomi che ancora restano. ma quello dei greci fu anche un cielo mitico: ogni costellazione ha una storia, e i personaggi del mito popolavano anche i cieli degli antichi. perche` l`orsa ha questo nome? e l`ariete? e il toro? "i miti delle stelle", arricchito da magnifiche immagini, conduce attraverso la selva dei racconti all`itinerario celeste che e` giunto sino a noi.
un vocabolario che comincia con un "abbraccio" e prosegue con "cuore", "dedica", "incontro", "notte", e "piangere" in cui barthes interviene con il suo sottile ingegno di linguista a collezionare tutti questi discorsi spuri in un unico soliloquio. per il grande pensatore francese l`amore e` un discorso sconvolgente ed egli lo ripercorre attraverso un glossario dove recupera i momenti della "sentimentalita`", opposta alla "sessualita`", traendoli dalla letteratura occidentale, da platone a goethe, dai mistici a stendhal. si realizza cosi` un repertorio suffragato da calzanti riferimenti letterari e da obbligati riferimenti psicanalitici sul lessico in uso nell`iniziazione amorosa.
una studentessa indiana siede su una panchina del jardin di san miguel de allende, in messico, quando una sconosciuta le si avvicina con entusiasmo, certa di riconoscere in lei la figlia della sua vecchia amica rosarita, la pittrice, incontrata li tanti anni prima. c?e un errore, protesta la giovane, sua madre non si chiamava rosarita, non e mai stata in messico e non ha mai dipinto. la sconosciuta e forse un?imbrogliona? per scoprirlo dovra lanciarsi in un viaggio trasognato fra passato e presente, realta e mistificazione, fin nel cuore dei segreti che possono separare, o unire, una madre e sua figlia. bonita e una giovane studentessa di delhi in viaggio in messico per imparare lo spagnolo. seduta su una panchina del jardin di san miguel de allende, all?ombra della maestosa cattedrale, si gode l?estraneita di un luogo mai visitato. non conosce nessuno li, e nessuno la conosce. eppure un?anziana donna in abiti tradizionali, loquace ed eccentrica, l?avvicina con accalorata familiarita, affermando di rivedere in lei la figlia della sua cara amica, rosarita, conosciuta proprio li tanti anni prima, quando rosarita era arrivata dall?india, come ora sua figlia, per seguire la sua vocazione di pittrice sotto la guida dei maestri locali. bonita prova a dirle che si sbaglia: sua madre si chiamava sarita, non rosarita, non era mai stata in messico e soprattutto non aveva mai dipinto in vita sua. ma la sconosciuta non intende ragioni e le sue melodrammatiche perorazioni aprono una breccia nelle certezze della giovane. bonita e ora costretta a scandagliare i suoi ricordi famigliari in cerca di indizi: lo schizzo di una donna e di una bambina in un luogo non dissimile da san miguel, scatoloni carichi di fogli poi andati perduti, una lunga assenza materna. e, benche ormai sospetti che la sconosciuta non sia che un?imbrogliona, accetta di lasciarsi trascinare in un viaggio dalle nuove traiettorie, attraverso la capitale e fin sulle coste del pacifico, sulle tracce di quei maestri
questo libro ripercorre in sequenza cronologica gli straordinari esiti figurativi dei primi cinquant?anni del quattrocento italiano, proponendosi di restituire l?incalzante avvicendarsi di opere e artisti in precise interazioni e conseguenze. l?obiettivo e quello di far maturare la consapevolezza che una precisa griglia cronologica e geografica non e questione meramente nozionistica, ma modello di una struttura cognitiva globale e condizione preliminare di qualsiasi tentativo di interpretazione. il racconto non si focalizza solo sui fatti maggiori, ma tenta anche di documentare, almeno per scorci improvvisi, l?infinita varieta di realta minori, eppure dotate di una loro fisionomia. le velocita di acculturazione dell?epoca erano assai disuguali a seconda dei luoghi e dei contesti, cosi come nella stessa firenze, in relazione ad ambiti diversi di committenza. l?apprezzamento di valori divergenti non e pero in contraddizione con l?enfasi posta sulle cesure innovative. cosi come ci si avvicina ai grandi cominciando a studiarne i riflessi nei minori, anche dalle resistenze e dalle dissonanze si arriva a comprendere la portata delle sperimentazioni piu radicali.
zero virgola venti secondi. e questo il tempo che, secondo la scienza, impieghiamo per innamorarci di qualcuno. un manga d?autore. una commedia sentimentale, brillante e commovente, ideata e scritta da matteo bussola e disegnata da emilio pilliu. l?amore fa questo, di incredibile: ci rende nuovi a noi stessi. ci fa scoprire cose di noi che mai avremmo immaginato. antonio e sempre stato sicuro, egocentrico, sfrontato nella vita e nei rapporti con le donne. una sera, senza preavviso, la sua armatura da maschio alfa finisce in frantumi: antonio si scopre a provare qualcosa per un uomo. il nuovo, inatteso sentimento per marcel, istrionico e tenero ventinovenne, lo destabilizza, costringendolo a rivedere le sue certezze, i suoi pregiudizi, e pure le sue relazioni passate, compresa quella con nadine. ed e proprio a lei che si rivolge, nel tentativo di dare un nome al turbamento che sente. una storia ironica e romantica di genere yaoi, ambientata tra le luci e le ombre di napoli. la prima serie manga di einaudi stile libero. storie di formazione, di donne e di uomini che cercano il loro posto nel mondo, che vogliono dimenticare qualcuno, o lasciarsi qualcosa alle spalle, per cominciare una nuova vita. per andare incontro al proprio "zeroventi".
sette cadaveri su uno yacht alla deriva. causa della morte, avvelenamento. un delitto quanto mai insolito che spalanca un abisso di ipotesi, sospetti e stranezze in cui vanina guarrasi, nonostante il difficile momento personale, e pronta a calarsi. e una calda mattina di luglio quando l`avvocata maria giulia de rosa e il medico legale adriano cali, usciti per una gita in mare, ascoltano alla radio un avviso della capitaneria di porto: nelle acque in cui stanno navigando c`e una grossa imbarcazione che potrebbe trovarsi in difficolta. il loro tentativo di soccorso si rivela pero inutile, a bordo di quello che e un vero e proprio panfilo sono tutti morti. cali, con la sua esperienza, ci mette poco a capire che a uccidere quelle persone e stata una dose di cianuro, forse mescolata a del latte di mandorla. e chiama subito l`amica vicequestore. vanina, che si era allontanata per qualche giorno, rientra immediatamente nel capoluogo etneo per immergersi in un`indagine serratissima. com`e ovvio, non le manchera il sostegno del commissario in pensione biagio patane. l`anziano poliziotto stavolta potra aiutarla solo per telefono: si trova a palermo accanto all`amata moglie angelina, che ha appena subito un delicato intervento al cuore.