negli ultimi anni l`architettura istituzionale di molti stati europei e` andata mutando in seguito ai diffusi processi di devoluzione di poteri e di risorse dal centro alla periferia. le regioni d`europa sono emerse con forza a livello continentale e rivendicano un ruolo importante sullo scenario comunitario. caciagli, docente di politica comparata all`universita` di firenze, per il mulino curatore di "politica in italia. edizione 2001" e di "le ragioni dell`elettore. perche` ha vinto il centro-destra nelle elezioni italiane del 2001", chiarisce i complessi rapporti che esistono tra devoluzioni avvenute o in atto, regionalismi e processo di integrazione europea.
in un isolato villaggio di montagna, un centro terapeutico costruito verso la meta` dell`ottocento e` il teatro in cui durrenmatt fa muovere i personaggi della sua "commedia". durante l`estate il centro "casa della poverta`" e` usato come luogo di riposo dai milionari stanchi della loro ricchezza e desiderosi di cambiar pelle per un breve periodo, mentre d`inverno diventa ospedale e rifugio di gangster costretti dalla loro famigerata celebrita` a cambiare i connotati. il grande vecchio senza barba, rovescio pagano del dio del vecchio testamento, manovra gli eventi e i personaggi del mondo paradossale e insensato di durrenmatt, in cui positivo e negativo si equivalgono e si sovvertono di continuo, i crimini piu` orrendi avvengono con estrema naturalezza e tutto e tutti sono intercambiabili. e questo universo non e` una "valle di lacrime", bensi` nient`altro che una "valle del caos", dominata dal principio dell`assurdo. con il linguaggio graffiante che gli e` peculiare durrenmatt colpisce la societa` con una satira amara e grottesca, condotta sul filo di una tensione sempre incalzante, che si risolve in un finale grandioso e apocalittico.
"quella penna che non ho visto e` l`emozione piu` forte e la curiosita` intellettuale piu` intensa della lunga giornata. e quando rientriamo in albergo sento di avere in mano il capo di una lenza che a tirarla, piano piano dall`europa mi fara` passare la porta verso la russia". "quella penna" e` la penna che goethe dono` a puskin, e della quale non si trova traccia. parte cosi`, da un filo sottile che si dipana, da una traccia d`inchiostro fantasma, una "indagine narrativa" tra viaggi e ricordi, letture e suggestioni, incontri e ricordi familiari, nel mito della grande russia. alla ricerca "di un dono, di un omaggio, di un`eredita` poetica, di un sentimento, di una scintilla vitale".
"la nostra scienza e` giunta alla maturita` il giorno in cui l`uomo occidentale ha cominciato a rendersi conto che non avrebbe mai capito se stesso, finche` sulla faccia della terra, una sola razza, o un solo popolo, fosse stato da lui trattato come oggetto. solo allora l`antropologia ha potuto affermarsi per quello che e`: un`impresa, che rinnova ed espia il rinascimento, per estendere l`umanesimo a guisa dell`umanita`. permetterete dunque, che le mie ultime parole siano per quei selvaggi, la cui oscura tenacia ci offre ancora modo di assegnare ai fatti umani le loro vere dimensioni: quegli indiani dei tropici, e i loro simili sparsi per il mondo, che mi hanno insegnato il loro povero sapere in cui consiste, tuttavia, l`essenziale delle conoscenze che voi mi avete incaricato di trasmettere ad altri; e verso i quali ho contratto un debito di cui non mi sentirei liberato nemmeno se, al posto in cui mi avete messo, potessi giustificare la tenerezza che mi ispirano, e la riconoscenza che ho per loro, continuando a mostrarmi quale fui fra loro, e quale, fra voi, vorrei non cessare di essere: loro allievo, e loro testimone."
ne "i cuccioli" tutto ruota attorno a un episodio drammatico letto su un giornale, protagonisti un bambino e un cane. le conseguenze saranno terribili, e il bambino portera` il loro pesante fardello anche nella vita adulta. ai "cuccioli" segue "i capi", una raccolta di racconti del 1959 che si pone come punto di partenza di una ricerca che si concretizzera` piu` avanti ne "la citta` e i cani" e "conversazioni nella catedral". racconti in cui sono presenti molti dei "luoghi" dell`autore: gli studenti, la politica, gli spazi urbani delle citta`, tra poveri sibborghi e quartieri della borghesia, l`interno del paese, la miseria.
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.