in "metallo urlante" ogni capitolo e` un passo verso un orrore sempre piu` gelido. accanto a perverse mutazioni della carne in metallo, sotto il tallone di oppressioni spaventose, negli scenari esotici dove eserciti non piu` umani si scontrano, una mente sottile e malata tiene le fila del racconto, oltre ogni dimensione di spazio e di tempo: e` nicolas eymerich, il crudele inquisitore medievale le cui vicende sono raccontate nel ciclo pubblicato da mondadori. introduzione perfetta a eymerich e complemento indispensabile del ciclo, ma anche libro di avventure autonome (tra le quali la prima apparizione del pistolero stregone messicano pantera, protagonista di "black flag"), "metallo urlante" - che rende omaggio nel nome a una celebre rivista francese di fumetti, madre ideale di alien - e` oggi considerato da intenditori di ogni genere come uno dei capisaldi della nuova narrativa fantastica. anche per la capacita` dimostrata da evangelisti di cogliere nelle patologie del presente l`incubazione possibile di un futuro di devastante ferocia, di desolante inumanita`.
nell`ottobre del 1961, dopo un lungo silenzio, francesca scrive all`amica d`infanzia isabella e le affida un incarico: conservare le lettere che le inviera` e consegnarle al marito guglielmo, nel caso in cui dovesse accadere. in quelle missive la donna svela il piu` scontato dei segreti, il tradimento con un architetto, matteo, uomo dalla personalita` sterilmente ribelle. accanto alle lettere in cui francesca dichiara la propria volonta` di abbandonare l`agiata vita di coppia e isabella tenta di dissuaderla, l`autrice pone il diario di gerardo, un giovane inviato del giornale diretto da guglielmo, deciso a lasciare l`impiego sicuro e ben pagato di giornalista per dedicarsi alla scrittura del suo romanzo. ognuno di loro, ciascuno a suo modo, vive un senso di colpa e di rimorso. basato su una scrittura fortemente intimistica, questo romanzo da` voce alle inquietudini degli uomini e delle donne del dopoguerra, mettendo in scena il conflitto irrisolvibile tra due opposte concezioni del mondo, incarnate da isabella e francesca: una religiosamente ispirata al senso del dovere e al conformismo, l`altra aperta, critica e problematica.