carlo mollino e` uno dei piu` significativi outsider dell`architettura italiana del secolo. la sua produzione (nonostante la distruzione o il degrado di opere molto importanti) e` stata ed e` al centro di un crescente interesse.
una raccolta di biografie di 26 personalita` che hanno contribuito a forgiare la leggenda del west. i temi caratteristici del vecchio west, resi popolari dal cinema e dal fumetto, hanno lentamente invaso la mente dell`autore fin dalla piu` tenera infanzia. in questo libro carlos nine libera la sua fantasia e la sua ironia sia nei testi che nelle immagini.
la decorazione dei tessuti, dalle camicette ai foulard, dai cuscini alle tovaglie, dalle lenzuola alle tende ecc. mediante la pittura, la stampa e la tintura, nelle molteplici varianti di procedimenti consentiti dalle prerogative dei prodotti, e` un hobby.
cibo e morte. questo affascinante connubio e` il filo conduttore del libro. la storia e` incentrata sulle indagini di un detective piuttosto particolare, ma decisamente a suo agio tra ricette e fornelli: wilma de angelis. quest`ultima, insospettita da mezze frasi e atteggiamenti piu` o meno espliciti, si ritrova a dover indagare su donna marina, una sua vecchia compagna del corso di pasticceria delusa dal secondo matrimonio, al punto da meditare l`uccisione del marito... il giallo si snoda tra ironiche riflessioni su diete e "vita vissuta", citazioni di film e di una ormai scomparsa "milano da bere", ma anche attraverso un`avvincente narrazione che conduce il libro a un finale a sorpresa.
"scrissi questo libro a parigi, trovandomi esiliato, rifugiato in tale citta`, sul finire del 1924, in piena dittatura pretoriana e cesariana spagnola e in un singolare stato d`animo, preda di una vera febbre spirituale e di un`angosciosa attesa. qualcuno potra` dire che quest`opera manca di rigore compositivo propriamente detto. di architettura, forse; di vita nella composizione, credo di no. la scrissi, dicevo, quasi febbrilmente, versando in essa, oltre ai pensieri e ai sentimenti che da anni - e tanti! - venivano arandomi l`anima, quelli che mi tormentavano a causa delle disgrazie della mia patria e quelli che nascevano dalle mie occasionali letture del momento. "l`agonia del cristianesimo" riproduce in forma piu` concreta, e, per quanto improvvisata, piu` densa e piu` passionale, molto di cio` che avevo esposto in "del sentimento tragico della vita". e ancora mi rimane il desiderio di tornarci sopra e di sviluppare ulteriormente il mio pensiero. e cio` che dissero facesse san lorenzo via via che si andava abbrustolendo sulla graticola del suo martirio." (dal prologo all`edizione spagnola del 1931)
sono riflessioni sui rapporti tra istituzioni politiche e produzione culturale, dove l`america e` ritratta come il paese in cui per la prima volta si rea lizza una liberta` autentica su cui si fondera` una letteratura del tutto nuova, fatta da uomini liberi per uomini liberi. una lezione che e` la stessa natura a impartire all`uomo e che il nuovo mondo applica alla politica e alla sua volonta` di progresso. vengono qui riuniti due saggi apparsi separatamente nel 1867 e nel 1868 sulla rivista "galaxy" dalle cui pagine l`autore lancio` queste osservazioni sul futuro americano non "da studioso di scienze politiche, quanto piuttosto come frutto di un vagabondaggio fra la gente, attraverso i vari stati dell`unione, in questi anni frementi di guerra e di pace".
la prima biografia completa di rebora, poeta e religioso. clemente rebora e` uno dei maggiori poeti italiani del novecento, ma noti sono anche la sua vicenda religiosa e il suo cammino di santita` . nasce a milano nel 1885, e viene educato secondo i canoni di una rigorosa moralita` laica, senza alcun riferimento religioso. dopo la laurea inizia la sua attivita` di insegnante e collabora alla rivista la voce di giuseppe prezzolini. nel 1913 pubblica la raccolta di poesie frammenti lirici. partecipa poi alla prima guerra mondiale, che lo segna nel corpo e nell`anima. i traumi subiti durante il conflitto lo fanno precipitare in una grave crisi fisica e spirituale, di cui sono testimonianza i canti anonimi, pubblicati nel 1922. il suo tormento interiore trovera` finalmente un approdo nel 1929 con la conversione al cristianesimo e la decisione di farsi sacerdote presso l`istituto della carita`, la congregazione religiosa fondata da antonio rosmini. vive gli anni del suo ministero tra domodossola, rovereto e stresa, come educatore, predicatore itinerante, confessore e guida spirituale. intensa e` anche la sua attivita` di studioso e scrittore, oltre che di poeta: la sua raccolta canti dell`infermita` (1957) e` il frutto di un`ispirazione che dalla fede e` vagliata e purificata. muore a stresa nel 1957 e la sua eredita` letteraria viene rivalutata post mortem dagli studiosi. ancor piu` vivo, pero`, e` il ricordo del servizio ai piu` umili e della totale disponibilita` alla volonta` di dio. il rosminiano padre muratore, che ha potuto attingere ampiamente all`archivio di rebora, conservato a stresa, ricostruisce l`itinerario biografico del confratello sia attraverso la sua opera poetica, sia attraverso le testimonianze di chi ha riconosciuto in lui i germi della santita` .
considerato il capolavoro di alfieri, "saul" e` una tragedia di argomento biblico, lineare nell`intreccio ma potente e drammatica. in primo piano la figura del sovrano: nel suo animo nobile e sensibile albergano uno smisurato orgoglio e una cupezza sconsolata; diviso tra cielo e terra, ribelle a dio, non riesce a dominare l`anelito che lo avvelena: oltrepassare "il limite". vittima della sua brama di potere si macchia di crudelta` e delitti, pur consapevole che porteranno solo rovina. il contrasto insanabile stringe a poco a poco saul nel cerchio della follia, da cui evade con un ultimo gesto: l`eroico suicidio, catarsi della tragedia.
demostene si distinse come oratore per la sua incisiva rievocazione di ambienti, personaggi e vicende, nonche` per la sottile penetrazione psicologica e lo stringente concatenamento logico dei suoi discorsi. mise queste doti al servizio della politica, combattendo l`espansionismo di filippo ii il macedone e diventando lo strenuo difensore della tradizione di indipendenza e liberta` propria di atene. summa delle sue posizioni politiche e della sua arte sono le filippiche, che per la forza, la veemenza e la concisione dello stile lo hanno consacrato maestro dell`oratoria politica.
quest`opera ricostruisce la genesi e lo sviluppo dei saperi che si sono dedicati ad analizzare, descrivere e trattare la psiche umana, evidenziando la fitta rete di relazioni, influenze o antagonismi che legano tra loro campi disciplinari estremamente diversi per regole, procedure, metodi e finalita`. in virtu` della sua prospettiva di carattere storico-critico, l`opera intende dunque delineare una cartografia dell`intero campo delle scienze della psiche mostrando come il processo di formazione teorica di ciascun sapere sia necessariamente radicato nei vari contesti sociali, politici, culturali e spirituali in cui hanno visto la luce. di qui l`esigenza di stabilire connessioni tra punti di vista considerati generalmente autonomi, di ricostruire i concetti, le teorie, i metodi delle varie discipline, accanto alla descrizione dei personaggi, delle scuole, degli orientamenti culturali generali entro cui si e` costruita la complessa e a tratti persino drammatica, vicenda dei nostri modi di pensare la psiche. i 250 lemmi dell`opera, che raccoglie il contributo di circa cento specialisti, sono accompagnati da un apparato scientifico costituito dall`indice dei nomi e degli argomenti e dall`ampia bibliografia che fanno del dizionario uno strumento di consultazione, di studio e di ricerca.
una fiaba nera e misteriosa che si svolge tutta in una notte, fino all`alba. l`incanto sospeso della fiaba si affianca alla capacita` del romanzo di andare fino al fondo dell`animo di due adolescenti di fronte alla morte della madre. che vorra` dire per loro la perdita di ogni sicurezza, compresa la casa dove trascorrono questa inquieta vigilia del loro destino, che e` la veglia funebre definitiva della fanciullezza. la notte e il bosco sono l`ambiente in cui i due fratelli affrontano le proprie paure, in un`atmosfera misteriosa in cui gli inserti della fiaba modulano su variazioni minime l`attesa e l`angoscia, ma anche le speranze per il futuro.
un assassino sconvolge la vita di una tranquilla citta` finlandese con una serie di inspiegabili omicidi legati dall`esile filo della sottrazione: dalle case scompare infatti sempre un oggetto appartenuto alla vittima. la morte piu` sorprendente di tutte e` pero` quella di sanna, moglie del poliziotto incaricato di seguire il caso: appena venticinquenne, e` portata via da una malattia anch`essa inspiegabile. kimmo joentaa si ritrova cosi` doppiamente coinvolto nel mistero della morte: al dolore per la perdita della giovane moglie si aggiunge il vortice degli omicidi che lo colpiscono con la forza di una rivelazione; perche` con ogni nuova vittima torna a morire anche sanna e trovare il colpevole diventa l`unico modo per non farsi travolgere dal dolore.
un soldato trentaduenne inglese, decorato per atti eroici, porta con se` gli orrori della guerra e la tristezza di un divorzio. dopo due anni trascorsi a scrivere un libro in cina, nella primavera del 1947 si sposta nel giappone occupato per compiere dei rilievi topografici che documentino gli effetti della bomba atomica. a kure, un remoto avamposto vicino ad hiroshima, si innamora di helen, figlia di un tirannico funzionario australiano. la ragazza, diciassettenne, vive in simbiosi con il fratello, affetto da un`incurabile malattia degenerativa.
un uomo e una donna di cui non viene svelato il nome s`incontrano in una casa fuori mano in un rapporto rabbioso, violento e fortemente erotico. un breve e intenso monologo che racconta con spietata chiarezza i lati piu` oscuri dell`anima. una storia d`amore, diventata poi un film, raccontata da raduan nassar, lo scrittore brasiliano nato da genitori di origine albanese.
dopo che gli avvenimenti raccontati nel precedente romanzo,"attenti al gorilla", lo avevano fatto finire all`ospedale, sandrone dazieri, e` finalmente guarito dai suoi malanni. ma per un tipo cosi` e` difficile stare lontano dai pasticci. torna a cremona, in convalescenza a casa della madre, incontra una ragazza meritevole di seduzione e finisce dritto dritto sul cadavere di un albanese. sembra uno di quei casi risolto in partenza, pero` sandrone, che i particolari li osserva, non e` affatto convinto. comincia a indagare e accetta anche la proposta di andare a torino, come coordinatore della sicurezza durante una strampalata convention di fantascienza. presto i due lavori si saldano in uno solo e la soluzione del caso si avvicina.
i fortunati sketch televisivi di troisi, arena e de caro che hanno inaugurato una nuova stagione della comicita` napoletana.
mentre la famiglia scivola verso il fallimento e il matrimonio dei genitori si sfascia, maudi segue un percorso spirituale ed esistenziale misterioso, segnato da un`aggressione quasi mortale negli anni dell`adolescenza, di cui non si scopre l`autore, anche se si sospetta che la ragazza lo conosca. ricoverata in ospedale e sottoposta a vari esami, maudi, pur mostrando tutte le caratteristiche esteriori, anche sessuali, di una donna, non solo e` priva dell`apparato riproduttivo femminile ma anzi e` un maschio vero e proprio, il cui sviluppo fisiologico si e` in qualche modo bloccato e interiorizzato. comincia qui la travagliata esperienza di maudi, che crescendo decidera` di dare amore agli uomini e si trasformera`.
da un`ossessione all`altra, come nelle figure di un gioco mortale, una lezione di leggera e stupefacente crudelta`, di assoluta e implacabile serenita`, di anatomia dell`amore al tempo della sua scomparsa. sapendo che l`amore, come scrive una poetessa, e` soluzione atmosferica, e` potassio e iodio, e` delirio e appunto per questo suo essere assoluto naturale, proprio quando sembra scomparso o e` impossibile nominarlo senza cadere nella cattiva letteratura e nel kitsch, proprio allora, nell`assenza e nella perdita, appare tanto piu` semplice e necessario.
il mondo di "post mortem" e` quello degli ebrei di tel aviv, e in particolare quello degli immigrati in fuga dalla germania fra gli anni venti e quaranta del novecento. kaniuk, ripercorrendo gli eventi tragici e insieme quotidiani che smembrarono la sua famiglia fino a farla sparire, si tiene lontano da ogni ripiegamento sentimentale. la scomparsa di una cosi` fitta ragnatela di parentele diventa occasione per dissezionare anche il mito della grande famiglia patriarcale della tradizione ebraica e farne il bersaglio della sua pungente scrittura.
uno psicopatico si pensa come la morte. e la morte guida per le strade suburbane, dove abbondano gli innocenti che saranno il suo pasto. daniel edward flowers bunkovski, detto chaingang, gode di questo momento, sa che presto un fiume di sangue inarrestabile riempira` la notte. per fermare questo idiota, dotato di precognizione e percio` inafferabile, c`e` solo jack eichord, un poliziotto di chicago ex alcolizzato. eichord sa esattamente come pensa e reagisce chaingang: quello che non sa, e` che la prossima vittima potrebbe essere qualcuno molto, molto vicino a lui.
cinquanta storie di ebrei confluiti in francia da mezzo mondo: istanbul, la tunisia, il marocco, l`algeria, salonicco, alessandria d`egitto, la russia, la polonia. ognuno di essi e` testimone di un ambiente, di una cultura, di uno stile di vita. un documento umano che illumina le tante storie di un popolo disperso.
questo volume offre un`ampia scelta dei temi che costituiscono il patrimonio della letteratura popolare inglese. alcune storie sono state trascritte con metodi moderni, altre risalgono a centinaia di anni orsono. accade cosi` che in questi testi fate, streghe, folletti e animali parlanti convivano felicemente con personaggi storici come cromwell e bacone, banditi, sciocchi di villaggio, santi, draghi e spiriti maligni: una compresenza di allegra e colorata quotidianita`, di magico e di soprannaturale.
nella tradizione dell`umorismo caustico di mark twain e nathalie west, t. coraghessan boyle insegna qualcosa di importante sui luoghi comuni del razzismo e forse lo scenario che dipinge non e` distante come sembra da quello di casa nostra.
Thunder's Mouth Press, 1982, UK. "Fino a questo momento la miglior biografia di un musicista jazz" secondo The New York Times, il libro di Ian Carr ripercorre la straordinaria carriera del grande trombettista rimettendo ordine nelle controversa esposizione dei fatti che traspare da quella scritta dallo stesso Davis. Il racconto della vita e dell'opera di Davis si basa su conversazioni con centinaia di persone prossime all'artista come Bill Evans, Joe Zawinul, Keith Jarrett, Ron Carter, Max Roach, John Scofield e molti altri.
nelle quindici litografie di norah borges, amatissima sorella del grande scrittore argentino, "dimenticate" per anni tra le carte di uno stampatore milanese, rivivono i paradisi perduti di una fanciullezza tenera e sognante che ha lasciato ad entrambi un`eredita` di affetti e complicita` sopravvissuti fino all`eta` adulta. il grande scrittore argentino, nella prefazione, ricorda i giochi ("in tutti i nostri giochi, era sempre il capo") e le letture condivisi ("leggevamo insieme le "ficciones" di wells, di verne, delle mille e una notte") e tratteggia un "elogio" della sorella da cui traspare tutta la stima e l`ammirazione per una donna che, finita in carcere durante una delle tante dittature argentine, "approfittava dell`obbligato ozio per insegnare disegno alle compagne di carcere, che erano donne di strada". a chiudere il libro c`e` il resoconto della visita di domenico porzio a borges nella sua casa di maipu, dove lo scrittore ormai cieco lo riceve sorridente ed elegante aprendogli non solo le porte di una biblioteca che occupa anche la stanza da letto, ma soprattutto quelle di una memoria meravigliosa e commovente che attraversa gran parte del secolo scorso.
pubblicati quando la servitu` della gleba era in russia ancora una realta`, i racconti che compongono "memorie di un cacciatore" suscitarono grande impressione nel pubblico per la loro insita carica di denuncia e di condanna sociale, messa in risalto da uno stile esente da sfumature propagandistiche o idealizzatrici, fondato su un realismo non retorico e su un linguaggio scevro da coinvolgimenti emotivi. da questa "asciuttezza" narrativa prende vita l`anima di una terra in cui il popolo vive la tragedia della propria servitu`, fatta di rassegnazione e di miseria ma non di disperazione, che e` respinta da una fede autentica e radicata nell`uomo e nella giustizia.
il "diario" di anna frank viene tradotto negli stati uniti nel 1952, dove e` accompagnato da una prefazione di eleanor roosevelt, vedova del presidente scomparso nel 1947. le entusiastiche accoglienze critiche spingono un uomo di teatro, meyer levin, a proporre a otto frank un adattamento teatrale. il padre di anna finisce per accettare proprio a seguito delle insistenze di eleanor, che lo convince dell`opportunita` di far conoscere il testo anche attraverso il teatro e il cinema. occorreranno tuttavia altri tre anni prima che il "diario" venga affidato alla penna di due drammaturghi, albert hackett e frances goodrich. un adattamento teatrale rappresentato ininterrotamente da quarant`anni sui palcoscenici di tutto il mondo.
in una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada provinciale. e nuda e coperta di sangue. a stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati su di lei. quando, poche ore dopo, verra` ritrovata morta ai piedi di un autosilo, la sua identita` verra` finalmente alla luce: e` clara salvemini, prima figlia della piu` influente famiglia di costruttori locali. per tutti e` un suicidio. ma le cose sono davvero andate cosi? cosa legava clara agli affari di suo padre? e il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con michele, l`ombroso, il diverso, il ribelle - puo` aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, una galleria di personaggi indimenticabili, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell`azione, nicola lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo.
"puo` la poesia aiutarci a capire qualcosa di piu` sull`europa moderna, dove sembrano dominare solo sterili leggi economiche e l`unita` di pensiero e` ancora un miraggio? lo crede franco buffoni, che dedica una riflessione in versi e prosa alla nazione oggi piu` potente del continente, rivelandone difetti nascosti ma anche pregi insospettabili, con riferimenti all`attualita`, tra merkel e volkswagen: annota buffoni: `piu` delle mie parole valgano quelle dell`ex ministro degli esteri tedesco fischer, che nel 2012, valutando l`atteggiamento del suo paese nei confronti dell`unione, sentenzio`: "con queste politiche, e soprattutto con questo approccio solo economico-finanziario ai problemi politici, la germania rischia di affossare l`intera europa per la terza volta in un secolo`". franco buffoni in questo libro cerca dunque la sfida maggiore: quella di volgere lo sdegno in poesia. con una nota di helena janeczeck.
un testo di balzac diventa il caso esemplare del rapporto tutt`altro che lineare fra l`autore e il suo testo, tra il progetto e il risultato finale. un rapporto che coinvolge il lettore, chiamato ad affrontare gli enigmi, gli "errori" e i lapsus della macchina letteraria.
e` possibile il progresso? qual`e` l`origine del male? prendendo le mosse da questi interrogativi, schopenhauer sottolinea la forza liberatrice della conoscenza intellettuale. "se al riparo da buone leggi e lontano dal chiasso e dai rumori si coltiva la conoscenza, non solo si puo` ottenere una soddisfazione che compensa grandemente la "tristizia" insita nella vita sociale, ma anche quest`ultima se ne avvantaggia. quanto piu` ciascuno esercita la propria mente, tanto piu` impara a conoscere l`umana follia, forse prevalente rispetto alla malvagita`, e a far si` che questa non abbia il sopravvento."
un manuale per la conservazione dei centri storici aggiornato alle ultime tecniche e metodologie. lo studio, concentrato su un sito specifico, e` esemplare per tutte le aree a rischio sismico.
il volume ha il proposito di rappresentare a larghi tratti lo sviluppo della poesia dialettale italiana, partendo dal momento in cui fu chiara ai vari autori la distinzione tra poesia scritta nel proprio volgare e letteratura dialettale riflessa, secondo la definizione datane da croce. momento che puo` situarsi variamente, a seconda delle situazioni storiche locali, tra la fine del quattrocento e l`inizio del seicento. in questo arco di tempo, la toscana, e in partiolare firenze, esercita un ruolo particolare: il suo volgare da espressione regionale passa ad essere una lilngua nazionale, rafforzandosi sempre di piu` nell`ottocento.
una monografia sull`artista pugliese: tutta l`opera di raffaele spizzico, dalla pittura agli acquerelli, ai disegni, alle sculture, alle ceramiche, ecc. esaminata da sette critici d`arte e corredata da un`antologia critica che raccoglie testimonianze di molti nomi del mondo artistico italiano.
la descrizione di catania di gustavo chiesi, pubblicata a puntate nel 1892, e l?occasione per indagare sul passaggio della citta barocca alla "metropoli" moderna: da questo contributo tendenzioso (quale e il punto di vista positivista di un viaggiatore del xix secolo) si sviluppa l?analisi sui documenti e progetti dell?ottocento catanese; i quali testimoniano la continuita storica della forma urbana, contro una lettura riduttiva che troppo spesso ha preteso di separare alla stregua di "citta parallele" le differenti fasi storiche della crescita urbana, o di costringere catania entro il cliche di citta settecentesca.