il volume riunisce la parte piu` significativa della produzione poetica di pennati dal 1982 al 1997. a predominare nei suoi temi e` sempre il trasalire di fronte ai fenomeni del mondo naturale, organico e inorganico, cosi` come ogni volta ci appare nella sua irripetibile e sorprendente bellezza.
l`introduzione di giulio ferroni chiarisce in che senso la poesia di cacciatore rinvii a un orizzonte manieristico e barocco, configurandosi come una poesia-pensiero insieme metafisica e antimetafisica, in cui l`uso del vario repertorio di artifici metrici, retorici e strutturali non e` mai gratuito, ma sempre finalizzato a colpire la sostanza profonda della lingua, a riprodurre anche sul piano stilistico il nucleo tematico che percorre l`intera produzione poetica di cacciatore: il gioco di trasmutazione incessante in cui e` presa la realta`.