questo secondo volume dell`opera omnia di emilio lussu comprende una raccolta degli scritti dell`esilio, sedici anni di lontananza forzata dall`isola tra il confino di lipari e il lungo soggiorno in francia. dopo aver presentato nel primo volume le sue due opere piu` conosciute, marcia su roma e dintorni e un anno sull`altipiano, sono qui raccolti - insieme al trattato della teoria dell`insurrezione e al racconto degli anni della diplomazia clandestina (1940-1943) - opuscoli di propaganda politica, articoli giornalistici, documenti programmatici legati alla nascita e allo sviluppo di , e un indimenticabile gruppo di lettere indirizzate a carlo rosselli.
viviamo nell`era dell`immagine. come mai in passato, oggi la nostra coscienza e` quotidianamente bombardata da innumerevoli e fugaci stimoli visivi: figure, icone, segni e simboli creati per catturare la nostra attenzione nell`inesausto tentativo di informarci o convincerci, sedurci o allarmarci, e un attimo dopo la loro capacita` di richiamo e` gia` esaurita. l`idea di john d. barrow e` stata quella di selezionare e raccogliere le immagini piu` influenti e innovative di ogni disciplina scientifica ed epoca storica, e di raccontare, di ciascuna, la storia che ne illumina l`origine e il significato. dalle prime rappresentazioni della volta celeste, della terra e del corpo umano, alla visualizzazione di complessi concetti matematici per mezzo di grafici e diagrammi, vere e proprie armi del sapere, per arrivare agli affascinanti regni dell`infinitamente grande e dell`infinitamente piccolo: da una parte, i meravigliosi panorami cosmici visibili con il telescopio spaziale hubble o ripresi da satelliti sempre piu` sofisticati; dall`altra, i disegni degli organismi viventi tratti dalle pionieristiche osservazioni al microscopio di robert hooke e le "impossibili" traiettorie delle particelle elementari, componenti fondamentali della materia. ma la storia di tali immagini, che tutte insieme ci danno un`idea dell`incredibile bellezza dell`universo, e` anche quella degli uomini che le hanno concepite e realizzate, e del cammino, spesso curioso e bizzarro, che li ha portati alle loro straordinarie scoperte.
critico letterario e poeta, nato a bologna nel 1920, giuliano gramigna sembra trarre dalla vecchiaia il miracolo di una semplicita` profonda e di un`impressionante lucidita` di sguardo sulle cose. il poeta considera, come dice il titolo, "quello che resta", vede l`esistere come un mediocre residuo, e prende nota degli strani barlumi di senso che gli pervengono dal presente o dalla memoria.
e` l`opera in cui boccaccio ricalca piu` da vicino le orme del gran viaggio dantesco. al poeta, errante in un vasto deserto, appare "una donna gentil, piacente e bella" che gli offre di fargli da guida. i due giungono ad un altipiano, ai piedi di un nobile castello. due sono le vie d`ingresso: una ampia e facile, l`altra stretta e scoscesa. inizia da qui l`itinerario del poeta fra le insidie della tentazione e il richiamo delle virtu`.
"il peso dello zaino" e` la naturale integrazione di "centomila gavette di ghiaccio", con il quale costituisce un unico blocco narrativo. chiusa la vicenda del fronte russo con il rimpatrio dei superstiti, gli alpini, ritornati ai loro reparti dopo un mese di licenza, vengono impiegati nel settore di confine verso la jugoslavia: ma incombe su di loro il dramma dell`8 settembre.