anna e giovanni, lei adolescente taciturna e attonita, lui piu` piccolo e fragile, escono dal collegio per trascorrere una vacanza in famiglia nel paese sul mare dove vivono il padre e la matrigna. e` un`estate speciale: quella del 1943. l`italia, fascista ancora per poco, e` sospesa tra due guerre e divisa. ma il rombo degli aerei che passano per bombardare chissa` dove intacca appena la tranquilla cerimonia estiva: il sole che brucia la pelle, le gite in pattino, l`appuntamento quotidiano ai bagni savoia. finche` anna non decide di diventare adulta: e lo fa entrando nel gioco delle parti senza apparente emozione, spogliandosi velocemente di fronte all`ebete incredulita` di uomini giovani e vecchi.
arriano nacque tra l`85 e il 90 d.c. a nicomedia, in bitinia. egli comincio` a scrivere di alessandro quando il carattere di lui gia` da tempo era diventato oggetto di discussione nelle scuole di filosofia e di retorica. in quei tempi, alessandro era la massima figura che fosse mai apparsa nella storia, e un concentrato di tutto cio` che l`uomo aveva sognato e immaginato. arriano era sobrio, scrupoloso, preciso: cercava di rinnovare l`esattezza di senofonte: consulto` e utilizzo` gli storici piu` fededegni. arriano cancello` i paesaggi orientali, che avevano incantato curzio rufo: sfumo` le figure minori e le ombre, e tutto il suo quadro fu occupato dal nuovo achille, che conquisto` il mondo.
"l`istruzione cristiana" (titolo originale latino: de doctrina christiana) e` un trattato di ermeneutica, scritto da sant`agostino quando era appena diventato vescovo di ippona. in termini piu` attuali, puo` essere definito un manuale in cui il grande dottore di una chiesa ancora giovane e inesperta insegna a interpretare la sacra scrittura e a spiegarla pubblicamente secondo i canoni stilistici ereditati dalla latinita` classica, in sostanza dalla retorica ciceroniana. come modello supremo, pero`, viene proposto san paolo, teologo ispirato e sublime oratore. "l`istruzione cristiana" viene cosi` a situarsi come fondamentale opera-ponte tra l`antichita`, nutrita di letteratura profana, e il medioevo, permeato di cultura biblica.
la gravidanza di trudy e` quasi a termine, ma l`evento si prospetta tutt`altro che lieto per il suo piccolo ospite. ad attenderlo nella grande casa di famiglia (e nel letto coniugale) non c`e` il legittimo marito di trudy e suo futuro padre, john cairncross, poeta povero e sconosciuto, innamorato della moglie e della civilta` delle parole, ma il fratello di lui, il ricco e becero agente immobiliare claude. dalla sua posizione ribaltata e cieca, il nascituro gode nondimeno di una prospettiva privilegiata sugli eventi in corso, ed e` lui a metterci a parte di una vicenda di lutto e di sospetto dagli echi assai familiari. certo, la scena non e` quella corrotta e claustrofobica del castello di elsinore. certo, i due cognati fedifraghi, trudy e lo zio claude, non hanno regni nordici cui aspirare. piuttosto a far gola ai due vogliosi amanti e` l`edificio georgiano su hamilton terrace, decrepito ma d`inestimabile valore, incautamente ereditato da john, i cui pavimenti luridi e la cui onnipresente immondizia prendono il posto del marcio in danimarca. ma amletico e` il crimine orrendo che il narratore vede (o meglio sente) arrivare, e amletico e` pure il suo inesauribile flusso di pensieri dubitanti, gli stessi che hanno inaugurato al mondo la danza della modernita`. se nel testo shakespeariano l`origliamento, l`atto di spiare e raccogliere informazioni rovistando i recessi e gli anditi del regno, e` spesso motore dell`azione, nel guscio l`udito e` il senso privilegiato per ragioni fisiologiche, e a essere rovistati a pochissima distanza dal capo dell`inorridito narratore sono spesso e volentieri i recessi e gli anditi del corpo materno. mentre all`orecchio non sempre affidabile del nostro eroe non-nato si dipana la tragica detective story, nella manciata di giorni che separano il suo dal suo protetto ancora, con il conforto di qualche buon vino giunto fino a lui dalle superbe degustazioni materne, e costantemente edotto sul mondo dai programmi radiof
i martiri di roma sono quelli sul cui sangue e` stata edificata la chiesa: ricordati nel canone romano della messa nonche` in tante delle antiche basiliche ancora esistenti nella citta`. i tre volumi dedicati da michael lapidge a questi santi, taluni celeberrimi, contengono quaranta `passiones` latine di donne e uomini martirizzati nei primissimi secoli, sino alla "pace della chiesa" del 312-313 e dopo. questo primo volume ci presenta felicita; anastasia e crisogono; sebastiano; cecilia; papa clemente; sisto, lorenzo e ippolito; papa cornelio; nereo e achilleo. "martire" vuol dire "testimone", e tutti i protagonisti dei tre volumi hanno presumibilmente dato testimonianza della loro fede sino alla morte. poiche` le `passiones` sono state composte molto tempo dopo gli eventi che raccontano, la loro veridicita` storica e` tuttavia assai relativa. nell`oscurita` che l`avvolge, questa prima narrativa agiografica ci fa comunque intravedere squarci della vita e della societa` romane, di come il cristianesimo dei primi secoli si stesse diffondendo all`interno delle varie classi sociali, del modo in cui venivano condotti i processi e delle torture che essi comportavano, ma rivela anche la spesso commovente testimonianza di fede che l`ha originariamente dettata.