promossa dall`abbazia di chiaravalle, e` un lavoro di vasto respiro che mette a frutto un secolo di ricerca e che costituisce una nuova base di partenza per ogni indagine su san bernardo. la teologia mistica di san bernardo e` una sintesi originale della patristica e del medioevo, espressa in un linguaggio folgorante e intrisa della sensibilita` di un santo che rimane profondamente umano. ma fu al contrario un realista con un`acuta percezione della condizione umana la cui opera ha affascinato gli spiriti piu` diversi della cultura europea, da tommaso a lutero, a pascal. l`opera completa di san bernardo e` prevista in 10 volumi, tutti rilegati in tela, con cofanetto, di formato 16x24. il presente volume e` frutto di un accurato lavoro che ha ricostruito il testo dopo aver appurato e "pesato" ben tre versioni meritevoli di fiducia in quanto, dopo la morte di bernardo in mano a copisti e correttori, ha continuato ad evolversi. quello che conosciamo ora, ormai accreditato dalla maggioranza dei manoscritti -sermones super cantica canticorum- lo dobbiamo a goffredo di auxerre.
questo e` un libro per giocare, inventare, colorare, contare. ai numeri da 1 a 20 sono dedicate due pagine, mentre i numeri da 30 a 100 sono raccolti in decine. il gioco del contare e` presentato attraverso oggetti e personaggi da colorare, numeri da completare e ricopiare, semplici domande cui dare una risposta. c`e` anche la famosa "tavola pitagorica" per giocare all`infinito con i numeri preferiti. una penna, tanti pastelli colorati e via... alla scoperta dei numeri. eta` di lettura: da 5 anni.
"chi si mette in cammino verso dio percorre una strada che lo conduce nel piu` profondo di se stesso, l`unico luogo dove puo` parlargli a tu per tu, come a un amico, senza togliersi i sandali. e` la strada di coloro che superano il modo di ragionare del mondo, esclusivamente in termini di lavoro, carriera, benessere..., e scelgono solo dio, dicendogli un si incondizionato. ed e` una strada non facile, perche` porta ad avere fede in chi si fa intravedere e scompare, in chi non si lascia mai definitivamente possedere perche` e` impossibile da contenere. avere fede puo` essere dunque una battaglia estenuante, prima di tutto con se stessi." flaminia morandi
elena non e` mai stata a troia. non e` lei che i vecchi della citta` hanno contemplato sulle mura. non e` lei che telemaco ha ammirato nel suo palazzo di sparta. la dea era a paride non diede che un fantasma, un`immagine fatta con l`aria del cielo, che pure respirava: copia identica, doppio preciso, di elena. l`elena di carne e d`ossa, invece, la prese ermes e la porto` in egitto, nella casa del casto proteo, perche` il letto di menelao non venisse violato. il primo scontro tra occidente e oriente, la guerra di troia, fu combattuta soltanto per un`illusione. zeus voleva semplicemente alleviare la madre terra dell`eccessiva massa di esseri umani che l`appesantiva e dare fama al piu` forte degli eroi, achille. questo e` il nucleo fantastico dell`"elena" di euripide, al quale si aggiunge tutta una serie di motivi non proprio secondari: perche` nel suo lungo nostos da troia verso sparta, menelao, che con se` conduce il riconquistato, approda in egitto e si trova davanti a un`, una , la elena, che subito lo riconosce e pronuncia parole sublimi: . urge organizzarne la fuga dall`egitto, inventando una scusa per beffare il re teoclimeno - che desidera farla sua sposa - con l`aiuto della sorella di lui teonoe () e il favore degli de`i. ma il coro, in un brano dall`intenso lirismo e dalla notevole profondita` filosofico-teologica, si domanda: . l`"elena" non prospetta alcuna certezza. barbara castiglioni, che nell`introduzione offre una bella ricostruzione dei modelli antichi di elena ed elabora un eccellente commento, riassume cosi`: