l`episodio dei re magi venuti dall`arabia per adorare gesu` bambino occupa poche righe in uno solo dei quattro vangeli, quello di matteo. secondo alcuni studiosi, e` un`allegoria del paganesimo che s`inchina alla nuova religione: ma secondo michel tournier, il "contrabbandiere della filosofia", lo scrittore che riesce a trasmettere il pensiero di platone, aristotele, spinoza e kant nelle sue storie e nei suoi racconti, l`allegoria non e` che la morte del mito, e il compito dello scrittore e` impedire che i miti diventino allegorie. e dunque, tournier vivifica le storie antiche e immagina i saggi, astronomi e studiosi, mentre osservano il cielo in cerca di un segno; e ne racconta il viaggio intrapreso in fretta, per non perdere quella traccia luminosa.
chi e`, tra le mille versioni del suo mito, il vero jack kerouac? carolyn cassady, nella premessa a questo volume, ci indica una nuova possibile interpretazione dell`enigmatico e fascinoso padre della beat generation, dandoci di lui non solo il consueto ritratto del ribelle senza compromessi, ma anche quello di un uomo profondamente attratto dalla bellezza e da tutto cio` per cui vale la pena vivere. david sandison, in questa biografia illustrata, va a caccia del vero kerouac, raccogliendo materiali e testimonianze disperse sulla vita del "james dean della macchina da scrivere".
pubblicata originariamente in tedesco a zurigo nel 1934 dall`esule silone, questa monografia appare ora in italiano in un`edizione critica curata dallo storico mimmo franzinelli, che in un ampio saggio introduttivo ricostruisce genesi e impatto del testo. si tratta di una rivisitazione di importanti capitoli della storia italiana, alla ricerca delle radici del fenomeno fascista, dalla quale emerge un quadro complesso, un groviglio di fattori in cui risulta impossibile individuare un`unica causa determinante.
a roma, nella casa dove vive da anni, luciano de crescenzo scopre, dietro una libreria, una porta bianca e screpolata di cui ignorava l`esistenza. incuriosito, la abbatte e si trova in una stanza di venti metri quadrati, arredata con un lettino, un tavolo, quattro sedie e un armadio. la` prende l`abitudine di rintanarsi ogni volta che desidera rimanere solo. finche` una sera si accorge di un fenomeno inatteso: in quella stanza il tempo non passa. la cosa e` strana ma, a pensarci bene, non e` almeno altrettanto strano quello che accade nel mondo a noi familiare, e cioe` che il tempo passi?
l`infanzia, l`adolescenza e l`apprendistato all`arte e all`amore di paul morel, figlio di un povero minatore di nottingham, allevato con tenero affetto da una madre piena di vitalita`. opera profondamente autobiografica nella narrazione di una vita intensamente e dolorosamente vissuta, questo romanzo rivelo` a un`inghilterra in fondo ancora vittoriana il talento di uno scrittore potentemente originale.
la societa` in cui viviamo e` dominata dai modelli del successo e della realizzazione personale. il valore di ciascuno viene misurato in termini di "competenze" e "risultati", in una sovrapposizione di vita professionale e privata, e sempre piu` spesso si assiste all`estensione dei concetti peculiari del management aziendale alla dimensione piu` intima dell`esistenza. sul lavoro vengono richiesti, al tempo stesso, autonomia e conformismo, spirito d`iniziativa e adesione totale alla mission. ma quale autonomia puo` avere chi e` libero nel modo di realizzare un obiettivo ma non ha alcuna voce in capitolo nella sua definizione? inoltre, nel momento in cui gli obiettivi prefissati non sono raggiunti, vengono messe in discussione competenze e autonomia. proprio dall`incoerenza di questi messaggi nasce il disagio della contemporaneita`. l`autrice, filosofa e ricercatrice presso il cnrs a parigi, attacca l`idea diffusa secondo cui l`individuo acquisisce dignita` e valore soltanto attraverso il lavoro. si tratta, in realta`, di un tranello concettuale che consente ai manager di chiedere ai loro impiegati una cosa e il suo contrario: ambiziosi risultati lavorativi e realizzazione personale, impegno e flessibilita`, autonomia e conformita` alla cultura aziendale. questa sottile manipolazione spinge le persone a considerare se stesse come gli "imprenditori" di una piccola "azienda" che coincide con la propria vita, sempre in bilico tra un obbligatorio successo e il rischio del fallimento.
la "vittoria" del leone dei lannister ha lasciato un`interminabile scia di sangue: sepolto l`infame lord tywin, assassinato dal proprio figlio nano, finita in catene la regina cersei, seduto il piccolo re tommen su un trono di lame pronte a ucciderlo, il destino dell`intero continente occidentale e` di nuovo in bilico. sulla remota barriera il temerario jon snow e` costretto a consolidare a fil di spada il suo rango di lord comandante dei guardiani della notte mentre, al di la` del mare stretto, daenerys targaryen, l`intrepida regina dei draghi, continua a difendere il proprio dominio contro orde di nemici antichi e nuovi. in fuga verso le citta` libere, il parricida tyrion lannister potrebbe essere la chiave di volta della restaurazione della mai realmente estinta dinastia del drago. tutto questo pero` potrebbe rivelarsi disperatamente inutile. perche` ora, veramente... l`inverno sta arrivando.
richard rolle di hampole (circa 1305-1349), walter hilton e lo sconosciuto autore della nube della non conoscenza sono i maggiori scrittori di mistica del trecento inglese. studente a oxford, il primo e divenuto famoso come eremita: commentatore della scrittura e del salterio, poeta religioso, autore dei trattati mistici incendium amoris - poi da lui stesso tradotto in volgare come fire of love, l?opera che lo rese popolare - e melos amoris, il canto d?amore che la fondazione valla presenta qui per la prima volta al pubblico italiano. "melos": sin dall?inizio il canto possiede una musica interiore e dolcissima che rapisce e conquista: liquide loquor, scrive rolle, e proseguendo sui tasti dell?allitterazione: non timeo temptantes, nam tales in turbine trucidabuntur. silere non scio: sic charitas me cogit, ut cuncti cognoscant quia capax consisto cantabilis clamoris et sonum suscipio celicum insignem. il traduttore deve compiere salti doppiamente mortali per rendere questo latino in un italiano che tenti di mantenere le qualita tonali dell?originale, ma sia allo stesso tempo comprensibile: "uso un linguaggio limpido. non temo quelli che mi mettono alla prova, poiche tali persone saranno travolte dal turbine della tempesta. non so stare in silenzio: l?amore mi spinge a tal punto che tutti sapranno di quale clamore di canto sono capace e quale straordinaria voce celeste so accogliere". tutto il melos insegue, con richiami infiniti alla bibbia, la dolcezza dell?esperienza mistica: e un cantico dei cantici in ritmo gregoriano e spesso contrappuntistico: riprende e ripete, variando, gli accordi, sinche nel canto stesso non si compie.