alla vigilia della seconda guerra mondiale corfu` e` per il piccolo gerry un paradiso terrestre incontaminato e ricco di avventure. la natura e` il libro di scuola su cui studiare, con le sue infinite varieta` di uccelli, pesci, insetti, da collezionare, osservare e allevare. accanto all`inesauribile ricchezza delle specie animali, gerry ha poi a che fare con la fauna umana, forte di continui spunti di comicita`. a cominciare dalla famiglia: margo, la sorella, che segue strane cure dimagranti; il fratello leslie, appassionato di armi e balistica; l`altro fratello, larry, lo scrittore dallo spirito caustico e la battuta pronta, che introduce nella villa dei durrell, gia` affollata di animali, ospiti alquanto stravaganti.
due lunghi racconti in cui flaiano rappresenta la crisi dell`individuo, sullo sfondo di una roma sempre piu` desolata. in "una e una notte", graziano, giornalista in crisi, inviato sul luogo in cui e` atterrato un disco volante, scoprira` quanto sia vana l`illusione che un evento straordinario possa mutare la propria vita e si convincera` che il suo disagio non ha via d`uscita. anche adriano, il protagonista dai forti tratti autobiografici della seconda storia, e` un intellettuale in crisi. i suoi inquieti pellegrinaggi lo portano ad incontrare l`amico regista al lavoro (federico fellini) o sulle spiagge di fregene dove incontra i semplici pescatori.
questo piccolo libro e` un illuminante, lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo zen. un professore tedesco di filosofia, eugen herrigel, vuole essere introdotto allo zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo zen da secoli si applica: il tiro con l`arco. comincia cosi` un emozionante tirocinio, nel corso del quale herrigel si trovera` felicemente costretto a capovolgere le sue idee, e soprattutto il suo modo di vivere. all`inizio con grande pena e sconcerto. dovra` infatti riconoscere prima di tutto che i suoi gesti sono sbagliati, poi che sono sbagliate le sue intenzioni, infine che proprio le cose su cui fa affidamento sono i piu` grandi ostacoli: la volonta`, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. ma il tocco sapiente del maestro aiutera` herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare "vuoto" per accogliere, quasi senza accorgersene, l`unico gesto giusto, che fa centro quello di cui gli arcieri zen dicono: "un colpo, una vita". in un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e io si intrecciano in modo che non e` possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell`arciere e il bersaglio da colpire e` l`arciere stesso.
a una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d`inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto jean genet. ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. qualcosa in effetti e` successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non puo` piu` farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprira` solo chi arrivera` all`ultima pagina, anzi all`ultima riga.
"i temi di queste poesie sono l`amore e la disonesta`, i due poli tra i quali ci siamo trovati a soggiornare nel nostro secolo, pronti a gloriarci della loro occasionale divergenza ma bravissimi, anche quando siamo sfortunati, a conciliarli fra loro, a fonderli insieme. ci sono buone ragioni se i versi del poeta oscillano tra la piu` intensa tenerezza e parossismi di indifferenza, e se da queste oscillazioni nasce uno stridente lirismo che non ha precedenti". cosi` scrive iosif brodskij presentando queste dieci poesie di w. h. auden, composte negli anni trenta.
"memorie di un seduttore", pubblicato da kierkegaard nel 1843, mette in scena l`astuto ed elegante gioco estetico del seduttore che conquista la sua preda incantandola con le armi dello spirito. si tratta di una figura demoniaca, che arriva a possedere la donna, rapita dalla musica ammaliante della sua arte, per poi abbandonarla in una logorante disperazione. prefazione di gabriella caramore.
"nessuno scrittore ha insegnato all`ortese questa callida acredine del discorrere, quella volatile furia e insieme quella macerazione labirintica che danno, fin dalle prime pagine, una letizia aspra, inquieta, insonne e insieme allucinatoria. il linguaggio letterario e` l`ultima e definitiva forma di incantamento, di carmen, l`ultima formula che agisce e costringe l`inesistente a esistere; e l`incantesimo dell`iguana, appunto, agisce. volendo, si puo` chiamare `romanzo` questo libro; ma forse e` inutile. ha qualcosa della fiaba, e insieme della ballata, della filastrocca, dell`incubo, del sogno, del delirio; appunto, e` un incantesimo che agisce." (giorgio manganelli)
Un classico di Muddy Waters, introvabile da anni. Nuova edizione in vinile 180 grammi, stampa Eu, 45 giri.
tutti gli scritti di kafka sono attraversati dalla presenza del nemico. ma il suo nome si dichiaro` soltanto alla fine, nei tre lunghi racconti di animali - ricerche di un cane, josefine la cantante o il popolo dei topi, la tana - che hanno scandito gli ultimi mesi della sua vita, chiudendola come un sigillo. non si trattava di un tribunale ubiquo e ferreo, come nel processo, ne` di un`autorita` avvolgente, che poteva attirare a se` e al tempo stesso condannare, come nel castello. ma di animali dispersi e brulicanti, sopra e sotto la superficie della terra. erano diventati gli unici interlocutori di colui che narrava. come se kafka fosse voluto scendere in uno strato piu` largo di cio` che e`, la` dove gli uomini possono essere una presenza superflua. a quel luogo - separato dal mondo ma da sempre gia` presente - e al suo ideatore e` dedicato questo libro, che e` insieme la via piu` diretta e labirintica per raggiungerlo.
mancava un po` a tutti, l`intrattabile miss shepherd. ai moltissimi lettori della "signora nel furgone", naturalmente. ma soprattutto al suo riluttante e devoto biografo, alan bennett, che come si poteva immaginare ha colto al volo la proposta del regista nicholas hytner: scrivere un film che avrebbe visto maggie smith nel ruolo della protagonista. dal lavoro sul film e` nato poi questo libro, che oltre al testo originale e alla sceneggiatura contiene uno scritto introduttivo di pungente sincerita` dove per la prima volta bennett, anche grazie a nuove pagine di diario, racconta fino in fondo la singolare relazione che per quindici anni lo ha legato al piu` eccentrico dei suoi personaggi, svelando a uno a uno, con nostro irrefrenabile divertimento, i lati piu` curiosi dello strano mestiere che, senza quasi volerlo, ha finito per fare - piu` o meno meglio di chiunque altro.