"sino al 1926... ricercai una via, un modo per esprimere i miei sentimenti. avevo stabilito che tutti i pittori dipingono le stesse cose, che solo lo stile cambia. poi, dopo avere acquisito familiarita` col cubismo, col futurismo e con l`opera di de chirico, mi resi conto che lo stile e` come la grammatica. non ha nulla a che fare con la pittura. cio` che conta e` che cosa si deve dipingere. mi resi conto anche del fatto che l`invisibile non puo` essere reso visibile, ossia che emozioni, sensazioni ecc. non possono essere dipinte. come si puo` dipingere la liberta`? come si puo` rappresentare la liberta`: in parole o immagini o anche nella propria mente? non si puo`." un`edizione critica degli scritti sull`arte, la politica, la vita del pittore belga.
in prima edizione gli scritti "nascosti" di saussure che offrono nuovi spunti di interpretazione della teoria generale del linguaggio.
Hyperion, 1995, USA. Compendio di articoli, interviste, recensioni, fatti e opinioni riguardo i R.E.M. apparsi su Rolling Stone nel corso degli anni. Curata dagli stessi editori della rivista. in inglese.
"`la pittura e` piu` forte di me, mi fa fare quello che vuole`. questa e` la frase che picasso, alla fine di un quaderno sontuosamente riempito di disegni, scriveva a grandi caratteri e datava 27 marzo 1963, come se avesse tenuto a situare esattamente nel tempo una scoperta per lui importante. inizialmente sembrerebbe che con questa trovata picasso - abituato all`umorismo - si diverta a prendere in contropiede la verita`. particolarmente fecondi, e anche ricchi di invenzioni, gli ultimissimi anni della sua produzione - una produzione di un uomo che l`eta` spinge a raddoppiare anziche` a rallentare inducono a credere che, al contrario di quello che dice, e` lui, picasso, a fare adesso quello che vuole della pittura, e che dunque, tra lei e lui, e` lui il piu` forte. ma che cosa significa "fare quello che si vuole" di un`arte? non e` forse essere cosi` abile da praticarla in tutta liberta`, senza alla fine dover mettere i pollici negli occhi a quelle opacita` che si interpongono come schermi tra quello che si e` voluto realizzare e quello che di fatto si realizza? se si giunge a infrangere tutte le resistenze che possono temporaneamente fermarvi, come non essere colti da vertigine quando, a causa di un muro che ancora si oppone, si ha si` l`opera dietro di se`, ma davanti nient`altro che un vuoto (che bisognera` affrettarsi a nascondere accingendosi a un`altra opera, che a sua volta lascera` sull`orlo del vuoto)?..." (dallo scritto di michel leiris)