"non solo forma di autodifesa, non solo sport agonistico, ma strumento e via per una migliore integrazione del se` nell`esistenza, il karate puo` essere capito, valutato e sfruttato a fondo solo se lo si ricollega al piu` generale fenomeno delle arti marziali e alla cultura orientale da cui, in forma tecnica diversa ma spiritualmente identica a quella attuale, ebbe origine quindici secoli fa. riscoprendo queste origini e ripercorrendo le tappe della lunga maturazione delle arti marziali attraverso la citazione diretta degli scritti dei grandi maestri di sciabola dell`epoca dei samurai fino ai giorni nostri, questo libro ci fornisce un`affascinante teoria del "combattimento a mani nude" e del suo legame con la filosofia zen. "perche` ho preferito il karate alle altre arti marziali? ho avuto la sensazione che, di fronte al dato reale della violenza esistente in seno alla societa`, la pratica delle arti marziali (sciabola, tiro con l`arco ecc.) avesse qualcosa di anacronistico. il karate mi e` sembrato piu` vicino alla violenza del tempo presente. tuttavia non considero il karate come una forma di violenza destinata a servirmi... io vedo nel karate un modo per mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo". (dalla introduzione).
con la fine del bipolarismo, gli stati uniti sono diventati l`unica potenza mondiale che prende decisioni e persegue politiche in una condizione di indiscusso primato, sia perche` il principio della liberta` dell`individuo e` diventato un valore universale, sia per la loro superiorita` in campo economico, tecnologico e militare. ma quale consapevolezza di tale ruolo hanno oggi gli stati uniti, qual e` il punto di vista americano sul primato del proprio paese e sulle relazioni con il resto del mondo?
i saggi inclusi nell`antologia sono preceduti dall`introduzione di due studiosi italiani, paolo bosi e massimo matteuzzi. il volume, ricostruendo le tappe essenziali dell`itinerario scientifico dell`autore, precisa la portata dei suoi contributi alla teoria della tassazione e della spesa pubblica. chiude il volume una bibliografia completa delle opere di richard musgrave.
il libro e` costituito da due lettere che cioran e noica si scambiano nel 1957. due amici lontani, che negli anni trenta hanno condiviso le passioni intellettuali della giovinezza, si scrivono a distanza di un ventennio. uno dei due, cioran, e` emigrato in francia insieme ad altri noti scrittori rumeni, tra cui ionesco e eliade; l`altro, noica, ha rifiutato la fuga ed e` rimasto stoicamente fedele alle proprie radici nazionali, nonostante la persecuzione del regime di ceausescu che gli costera` 25 anni di confino e di carcere. la radicalita` di tale separazione si consuma in un dialogo al centro del quale troviamo una tradizione culturale che, nata nella bucarest degli anni tra le due guerre, e` ancora in gran parte da scoprire.
attraverso le lettere e altri documenti viene ricostruito un profilo della vita artistica di savinio. al periodo antecedente la prima guerra mondiale risale lo stretto sodalizio con apollinaire, un`affinita` elettiva che segnera` da un capo all`altro tutta la sua opera e in generale la sua posizione nei confronti delle avanguardie. nel secondo dopoguerra si concentra la gran parte della sua attivita` teatrale: per lui, come per altri, il teatro e` la scoperta di un terreno di incontro civile e di dibattito. savinio vi si dedica fino alla morte sia come autore sia come scenografo e regista.
il volume analizza i meccanismi di natura biologica, sociale e culturale che collegano alimentazione, mortalita` e popolazione, determinandone le variazioni nel breve e nel lungo periodo. l`analisi di livi bacci getta piu` di un dubbio sull`esistenza di una relazione di lungo periodo tra alimentazione e mortalita`, mostrando come quest`ultima sia legata piuttosto al ciclo epidemiologico, in gran parte indipendente dal livello di nutrizione della popolazione. il contrasto potenziale tra disponibilita` alimentari e popolazione e` inoltre mediato dalla capacita` biologica di adattamento delle popolazioni di fronte a situazioni di stress nutritivo. nel breve periodo invece la sinergia tra carestia e epidemie e` evidente.
questo libro, che si rivolge in particolare agli studenti dell`universita` e degli ultimi anni delle scuole superiori che si trovano costantemente messi alla prova nell`uso delle loro abilita` linguistiche, si propone di indicare il modo giusto per arrivare a parlare bene. l`autore intende mettere in discussione l`idea, tanto diffusa quanto scoraggiante, che vuole che l`abilita` nel parlare, una volta acquisita automaticamente, non possa essere perfezionata, e per demolire tale mito dispensa utili consigli su come usare termini stranieri e specialistici senza incorrere in grossolani errori e vari suggerimenti sul modo migliore di esprimersi nelle diverse circostanze.