lucia impelluso, gia` autrice del dizionario dell`arte "la natura e i suoi simboli. piante, fiori e animali", torna ad occuparsi del tema naturale nell`arte. in questo volume si concentra in particolare sul tema del giardino, dell`orto e del labirinto. una raccolta iconografica mostra i piu` bei giardini della storia attraverso le testimonianze artistiche, a partire dal giardino egizio e islamico, passando per i giardini di papi e signori, fino al giardino urbano che nell`ottocento diventa spazio pubblico.
i racconti raccontati due volte, sono cosi` intitolati perche` si richiamano a tradizionali orali elaborate dall`autore: ora in una visione nostalgica del mondo arcaico e primitivo della "nuova frontiera", ora proiettate nel futuro della nuova societa` americana, dov`e` preminente la figura dell`"uomo nella folla " delle nascenti metropoli, ora volte a riflettere sul ruolo delle scienze e delle arti, quasi a prefigurare allegoricamente la loro non facile coesistenza nella "nascita di una nazione" sorta dalla guerra d`indipendenza contro il colonialismo britannico.
una raccolta di informazioni, immagini e curiosita` per conoscere opere, artisti, innovazioni tecniche, dinamiche storiche, splendori e declini di citta` e nazioni. il volume illustra i concetti chiave dell`arte quattrocentesca, dall`arte cortese all`altare a sportelli, dal gotico alla prospettiva, dalla pittura a olio alle tarsie lignee. attaversando i principali centri di produzione - dal nord europa all`area mediterranea, dalle regioni anseatiche alle citta` italiane - si passa alla presentazione biografica e artistica dei grandi maestri: leonardo, bramante, van eyck, schongauer, senza trascurare figure meno note come jaime baco o geertgen tot sint jans. tutti precursori della grande stagione del rinascimento.
due grandi maestri del cinema e due percorsi paralleli. un`analisi appassionata, romanzesca, della vicenda umana, artistica e creativi di due grandi personalita` del novecento cinematografico.
alla vigilia della caduta del muro di berlino, irene lascia il "paese del dittatore" dove e` nata e cresciuta e si mette in viaggio per "l`altro paese". in perenne movimento tra stazioni grandi e piccole, treni e sale d`aspetto, irene affronta il passaggio da un luogo familiare a una terra straniera, e la difficolta` di mettervi radici. con il suo stile secco e tagliente e una narrazione priva di tentazioni sentimentali, in questo romanzo, per tanti aspetti autobiografico, il premio nobel herta muller racconta l`esperienza della fuga dalla dittatura e di un esilio volontario, che non per questo risulta pero` meno doloroso. racconta di un`esistenza "slegata", ovvero priva di legami e alla ricerca di un tessuto che le permetta di connettere i momenti sparsi della sua esistenza; degli amori, delle inibizioni, di nostalgie e ricordi di una donna di trentacinque anni "non piu` giovane", che vive tra i confini.
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* Denotes stereo