"gia` da parecchio tempo vedevo chiaramente che un`analisi iconologica particolare degli affreschi di palazzo schifanoja avrebbe dovuto rivelare la duplice tradizione medioevale del mondo figurativo delle divinita` antiche. qui possiamo, seguendo le fonti, chiarire fino nei particolari tanto l`influenza della sistematica dottrina delle divinita` olimpiche, come la tramandavano i dotti mitografi medioevali dell`europa occidentale, quanto anche l`influenza della mitologia astrale, come essa si conservava imperturbata nei testi e nelle immagini della pratica astrologica. la serie degli affreschi murali di palazzo schifanoja a ferrara rappresentava le immagini dei dodici mesi. il simbolismo complesso e fantastico di queste figure ha resistito finora a ogni tentativo di elucidazione; dimostrero`, estendendo il campo di osservazione a oriente, che esse sono elementi sopravvissuti di una concezione astrale del mondo delle divinita` greche. sono di fatto null`altro che simboli delle stelle fisse i quali, errando per secoli dalla grecia attraverso l`asia minore, l`egitto, la mesopotamia, l`arabia e la spagna, certo hanno perduto in pieno la chiarezza dei loro contorni greci". il saggio e` corredato dalle riproduzioni dell`intero ciclo degli affreschi del salone di rappresentanza di palazzo schifanoja.
pittore neoclassico, deputato giacobino, poi propagandista di napoleone, jacques-luois david e` stato regista piu` che testimone del proprio tempo. il ruolo dell`immagine era determinante nel periodo in cui visse, periodo in cui le masse, per la maggior parte ancora analfabete, fecero irruzione nella vita politica. david - sostiene the`vos in questo saggio - ha inaugurato i modi di diffusione su larga scala che preannunciano la cultura di massa.
a distanza di dieci anni (1828-1838) franz grillparzer scrisse due racconti che restano come gli unici esempi narrativi di uno dei maggiori drammaturghi dell`ottocento, "il povero musicante" e "ii convento presso sendomir". "il convento presso sendomir" e` un racconto di impianto romantico, la storia di una passione travolgente che porta il protagonista a punire delitto con delitto e a vivere per espiare la propria colpa. ma si deve soprattutto all`altro racconto, "ii povero musicante", di spunto piu` chiaramente autobiografico, la grande fortuna di grillparzer anche presso i lettori di narrativa, tanto che la vicenda del suonatore che vive mendicando qualche fiorino in cambio di un po` di musica grattata con fatica dal suo violino e` divenuta ben presto una delle storie piu` amate dai lettori tedeschi, anche ai nostri giorni.
le "poesie alla notte", che vengono qui tradotte per la prima volta integralmente, furono raccolte da rilke nel 1916, all`indomani del definitivo sradicamento causato al poeta dalla guerra, e donate su di un quadernetto all`amico rudolf kassner. ricognizione notturna che rimanda a novalis come referente ideale, queste poesie rappresentano una delle tappe fondamentali nella genesi delle "elegie duinesi", e ci offrono un`altra testimonianza esemplare della grandezza di questo poeta che, come scrive mario specchio nella prefazione che accompagna il volume, ha saputo `coniugare il visibile con l`invisibile, trasformare la voce poetante in respiro e silenzio, ascolto e preghiera...`.
gli equivoci delle donne e` un racconto piuttosto singolare nella produzione del geniale scrittore americano jack london (1876-1916): l`ambiente e` ancora una volta il klondike, la terra ai confini fra canada e alaska, divenuta celebre verso la fine del secolo scorso in seguito alla scoperta dei ricchissimi giacimenti auriferi. ma in questo racconto l`oro e` proprio soltanto sullo sfondo, all`origine della ricchezza del `buon partito` floyd vanderlip, intorno al quale si svolge il divertentissimo balletto che ha un po` le movenze della `commedia degli equivoci`.
tra le manifestazioni celebrative del cinquantenario del museo archeologico nazionale di altino, la soprintendenza per i beni archeologici del veneto ha promosso questa pubblicazione: un viaggio attraverso i reperti archeologici lasciati dai "veneti" che vissero ad altino fino al vii sec. d.c. per trasferirsi poi a torcello, creando i presupposti per la nascita di venezia. il museo di altino, istituito nel 1960, conserva reperti archeologici provenienti dall`antica citta` di altinum e dalla sua necropoli. il materiale, di epoca romana e preromana, comprende corredi tombali paleoveneti, che documentano l`evoluzione dell`insediamento tra il vii e il i sec. a.c, monumenti funerari databili al i sec. d.c: altari cilindrici e ottagonali, stele, grandi mausolei a tempietto circolare e, due bellissime statue acefale dei cosiddetti tritoni della fine del i sec. a.c, frammenti architettonici, monete, mosaici e oggetti d`uso domestico. un patrimonio di oltre quarantamila reperti.
compresa tra le sedici commedie che goldoni scrive e mette in scena nella stagione 1750-51, "il giocatore" prende spunto dalla febbre del gioco che percorre non solo venezia, ma l`intera europa lungo tutto il xviii secolo. il protagonista, florindo, e` un personaggio "monologante" che vive in uno stato di ansia perpetua, inchiodato al tavolino da gioco e teso unicamente verso l`irraggiungibile vincita definitiva.
che cos`e` stata la guerra per quelli che sono rimasti a casa? quali cambiamenti ha indotto nella vita di una citta` come roma? l`autrice mostra come la mobilitazione bellica ridisegno` atteggiamenti e bisogni della popolazione romana; le posizioni politiche, innanzitutto; poi le reazioni ai nuovi problemi pratici posti dalla guerra, dall`assistenza alle famiglie povere alla renitenza alla leva, alla prostituzione, al controllo dei consumi, alla paura delle "spie" tedesche. in generale, la guerra determino` un massiccio ingresso dello stato nella vita civile, a cio` rispose una spinta dei cittadini ad aggregarsi fuori dalle strutture politiche tradizionali e sanci` una mentalita` di cittadinanza passiva che attende dallo stato la soluzione dei problemi.
"manfred" vede l`incontro della poesia di patrizia valduga con la pittura di giovanni manfredini, un incontro che si manifesta nella materialita` del suo farsi, pagina dopo pagina, ritmo e immagine, ed e`, naturalmente, nel segno del nero, simbolo per entrambi dell`intreccio mortale e salvifico tra liberta` e costrizione, fra l`azzardo del "cosa" e il rigore del "come".
Cinema Culture 1999, UK. Il libro di Mikita Brottman è un'approfondita storia dei film che in qualche modo sono considerati di cattivo auspicio o addirittura maledetti. Affronta argomenti come decessi sul set, crimini ispirati dai film, fan ossessionati e bizzarre coincidenze che inducono a pensare che un film sia dannato. In inglese.
Virgin Books, 1993, UK. Basato su 5 anni di interviste con Mark David Chapman, l'assassino di John Lennon, il libro sprofonda nella mente del criminale ricostruendo le motivazioni che l'hanno spinto a compiere ill tragico gesto.
Pieran Press, 1997, USA. Un'ampia panoramica sulle registrazioni e i concerti dei Beatles, che si allarga fino a comprendere artisti che hanno circuitato nella loro orbita. Contiene numerosi dettagli riguardo l'attività dal vivo e di studio. Perfetto per soddisfare la curiosità del collezionista. In inglese.
certi libri entrano a far parte del patrimonio dell`umanita`. la loro grandezza consiste non solo nello stile e nell`eleganza narrativa, ma anche nella forza della loro storia e del loro messaggio. fra questi la divina commedia di dante alighieri, la tempesta di william shakespeare, il faust di wolfgang goethe e l`avaro di molie`re. i bambini li conoscono, ma non potranno fruirne la complessita` e la grandezza fino all`adolescenza, o forse anche oltre. come introdurre un giovanissimo lettore a questi capolavori letterari? guidati dal poeta-drammaturgo roberto mussapi, con questa collana si e` scelta una struttura semplice; ogni opera e` sintetizzata in cinque scene come fossero cinque atti di un dramma. mussapi racconta cosa accade in queste scene e cio` che e` accaduto prima e dopo. giorgio bacchin, illustratore, rappresenta invece le scene. ogni scena si apre con un`ampia rappresentazione dell`epoca dell`autore: la firenze di dante aligheri, la londra di william shakespeare, la parigi di molie`re e la campagna toscana di goethe. eta` di lettura: da 7 anni.
nel corpus precolombiano che jaca book sta pubblicando e nella stessa produzione corrente in messico mancava un volume di sintesi sulle culture del golfo, che hanno avuto recenti importanti studi e valorizzazioni museali. inserita nella porzione di territorio che separa l`altopiano centrale del messico, culla della cultura azteca, dallo yucata`n maya, la regione geografico-culturale del veracruz rimane, ad oggi, un enorme giacimento di testimonianze, in gran parte inesplorato dalla ricerca storica e antropologica sulle civilta` della mesoamerica precolombiana. il volume include saggi scritti dai principali protagonisti dello studio archeologico su questo territorio, nei quali si individua una unita` culturale che rimane evidente alla base di un ampio spettro di differenze stilistiche, molto probabilmente rispondenti a diversita` etniche, all`interno di questa importantissima porzione del golfo messicano. il testo presenta lo sviluppo culturale che ha origine al tempo degli olmechi, dal quale eredita caratteristiche specifiche, e che si modella secondo le varie condizioni ambientali: dall`aridita` della regione delle "alias montanas" fino ai rigogliosi bassopiani costieri del golfo. il punto piu` alto di un simile sviluppo e` evidente nella grande citta` di el tajin, che manifesta, con la sua architettura, pittura e scultura, l`enorme livello di perfezionamento raggiunto da questa cultura.
"in un tempo come il nostro in cui le situazioni sociali, politiche ed economiche esigono sforzi su basi reali, nulla e` piu` logico del fatto che generalmente non si abbia alcuna consapevolezza dell`influenza immensa che l`arte esercita, o potrebbe esercitare, sulla vita pratica. l`arte, a causa del suo carattere convenzionale o per l`ignoranza del suo autentico contenuto, e` stata sin qui considerata come una ricerca della bellezza ideale o decorativa, per cui non si comprende come possa indicare la via verso l`equilibrio dei rapporti sociali, politici ed economici, ne` come possa creare una realta` concreta e una concreta bellezza nella vita pratica. nel nostro tempo la necessita` spinge verso la ricerca di un equilibrio mondiale, ma non si ha forse bisogno di una bellezza reale nella vita? e la bellezza non e` forse l`espressione piu` perfetta dell`equilibrio?"
"i primi colori che s`impressero in me furono il verde splendente e succoso, il bianco, il rosso carminio, il nero e il giallo ocra. sono impressioni che risalgono al mio terzo anno di vita. vidi questi colori su oggetti disparati che stavano davanti ai miei occhi, ma ben lungi dall`essere altrettanto smaglianti quanto quei colori in se`."
l`interesse di piero manzoni (1933-1963) per la scrittura ha origini lontane. protagonista dell`arte del novecento, in gioventu` fu indeciso se consacrarsi alla pittura o alla scrittura. testi teorici, manifesti, articoli, scritti programmatici, strumenti per conoscere - e far conoscere - le sue idee, a volte pubblicati e tradotti gia` in vita in varie lingue straniere, testimoniano l`evolversi delle scelte e delle riflessioni manzoniane. emblemi del suo "essere totale ", di un artista dalla vocazione internazionale che ha concepito e realizzato in pochissimi anni achromes, linee, sculture viventi, merda d`artista, socie du monde e molte altre opere radicali sintesi di poesia e ironia, gusto del paradosso e rigore concettuale. la scrittura, permeata da un substrato filosofico, sara` parte fondamentale di tutto il suo folgorante percorso. il presente volume raccoglie sia gli scritti sull`arte editi in vita (dal 1956 al 1963) sia un nutrito corpus di bozze, dattiloscritti, appunti, alcuni trascritti e pubblicati per la prima volta.
dopo "critica della modernita`", jean clair ritorna con "la responsabilita` dell`artista" a fustigare gli "eccessi" dell`arte contemporanea con una ricostruzione delle vicende delle avanguardie nel xx secolo al di fuori degli schemi della storiografia ufficiale. quali inquietanti connessioni legano l`espressionismo e il nazismo? perche` l`astrattismo e` diventato la lingua universale? e perche` il sentimento del vuoto tipico di certa cultura americana, dalla pop art al minimalismo, e` stato imposto come stile internazionale? siamo certi che in movimenti come il neoespressionismo e la transavanguardia non si celino nostalgie nazionaliste? jean clair, rispondendo a questi interrogativi, sfata il mito dell`artista ribelle e dell`avanguardia come "arte all`opposizione" per rivelare inattese complicita`, consce o inconsce, con i versanti piu` oscuri e minacciosi di un secolo tormentato.
"prima della grande guerra, man ray gia` apparteneva al gruppo di pittori le cui opere avevano fatto epoca nello sviluppo delle idee artistiche rivoluzionarie. le sue tele del 1913-1914 rivelano il risveglio di una forte personalita` attraverso l`interpretazione particolare che egli da` del cubismo e della pittura astratta. giunse a parigi nel 1921, gia` noto come dadaista, e si uni` al dinamico gruppo parigino con breton, aragon, eluard, tzara e max ernst, che avrebbero fondato il surrealismo tre anni dopo. il cambiamento di ambiente impresse un nuovo impulso alle attivita` di man ray. si dedico` alla fotografia e giunse a trattare l`apparecchio fotografico come trattava il pennello, ossia come un semplice strumento al servizio della mente. e sempre a parigi, all`istituto poincare`, che venne attirato dagli "oggetti matematici sempre belli nella loro specifica natura" e che dipinse numerose tele la cui intrinseca bellezza e` posta a contatto con temi organici. oggi, ritornato a hollywood, dove scrive, dipinge e tiene conferenze, man ray ha preso posto tra i `vecchi maestri dell`arte moderna`." (marcel duchamp, 1949)
"questo libro non e soltanto un ricordo, ma un invito a percorrere i sentieri che battiato ha aperto, tra note, silenzi e parole che ancora oggi illuminano chi cerca senso e bellezza" - cristina battiato il primo libro che raccoglie i ricordi e le esperienze degli artisti che hanno lavorato con franco battiato. in primo piano i racconti di gianfranco d`adda, batterista e percussionista di franco dal 1970 al 1985, e amico di una vita. l`attenzione e posta non solo su episodi, aneddoti e backstage sconosciuti, ma soprattutto su come battiato lavorava, sperimentava, com`era l`uomo e com`era l`artista. un focus e posto anche sulla meditazione, che franco faceva tre volte al giorno. interviste alle grandi figure con cui battiato ha lavorato, come juri camisasca, vincenzo zitello, paolo raimondi, filippo destrieri, roberto cacciapaglia, lino capra vaccina, michele fedrigotti, che walter pistarini ha realizzato appositamente per questo volume. l`approccio e cronologico: si parte dagli inizi, su cui ancora poco si sapeva, per poi seguire il percorso artistico di battiato, album dopo album. per ogni album e presente una breve scheda di contesto seguita dai ricordi, a volte del lavoro in studio e a volte dei live. il volume e corredato da una ricchissima iconografia in gran parte mai pubblicata - come le foto di battiato a parigi -, che fa uso anche del notevole materiale raccolto negli anni (i manifesti dei tour, la tuta usata nei concerti fetus/pollution, il microfono, gli occhialini e molto altro). completano il libro una bibliografia e una discografia aggiornate, oltre a una straordinaria appendice del tutto inedita con oltre 1000 date dei concerti di battiato, un vero unicum!