nel 1969, dopo vent`anni di esilio (e trentacinque dalla pubblicazione delle "confessioni di un borghese", il primo suo volume di memorie), marai decide di sfogliare "quell`album di immagini morte" che si porta dentro e di raccontare gli anni atroci del dopoguerra. in un montaggio implacabile e sontuoso fa sfilare quelle immagini davanti agli occhi: dall`apparizione dei russi sulla sponda del danubio alle rovine di budapest, ridotta a un cumulo di macerie. e poi il ritorno a una faticosa normalita`, il desiderio di scrivere nella lingua materna...
"un bambino e` curioso. fa molte domande e si aspetta risposte precise e convincenti. non bariamo con le domande di un bambino. mentre mi accompagnava a una protesta contro un disegno di legge sull`immigrazione, mia figlia mi ha chiesto del razzismo. abbiamo parlato molto. i bambini sono in una posizione migliore di chiunque altro per capire che non nasciamo razzisti ma a volte lo diventiamo. questo libro, che cerca di rispondere alle domande di mia figlia, e` per i bambini che non hanno ancora pregiudizi e vogliono capire meglio la realta`. per quanto riguarda gli adulti che lo leggeranno, spero che li aiuti a rispondere alle domande, piu` imbarazzanti di quanto pensano, dei propri figli." (tahar ben jelloun)
due uomini condividono lo stesso nome, asle. uno e` un uomo di successo, l`altro alza il gomito troppo spesso. viene da pensare che siano la stessa persona, eppure a volte si incontrano e si parlano. il tempo e lo spazio li seguono come due rette che a volte sembrano intersecarsi, su quella che potrebbe essere la costa sudoccidentale della norvegia, tra i ghiacci, il mare scuro e i fiordi. tra amori fugaci, alcool, gruppi rock e sigarette, i due asle si incontrano per la prima volta. si assomigliano, si vestono allo stesso modo ed entrambi vogliono fare i pittori. e sara` proprio grazie all`arte, frequentando l`accademia, che asle conoscera` per la prima volta sua moglie, e se ne innamorera` all`istante. con una prosa seducente, quasi magica, "io e` un altro" racconta cosa significa essere vivi: il calore di un cane sulle ginocchia, un abbraccio, il piacere di guidare in silenzio, svegliarsi con una buona colazione. la scrittura di jon fosse incanta con la sua poesia mentre da` vita alla voce indimenticabile di asle, una riflessione a tutto campo sull`amore, sull`arte e sull`amicizia.
come gia` nell`omonimo capolavoro di eschilo, argomento di questa cupa e tenebrosa tragedia di seneca sono lo sventurato ritorno in patria di agamennone e la sua uccisione da parte della moglie clitennestra. ma, nonostante l`identita` della vicenda narrata, le due tragedie non potrebbero essere piu` diverse. quanto l`azione messa in scena da eschilo e` serrata e lineare, tanto quella di seneca e` frammentata, segmentata e raccontata da angolazioni sempre differenti, fino ad avvolgere il protagonista in una rete inestricabile di crimini antichi e recenti che non potranno venire espiati che col sangue. e la morte di agamennone non sara` piu` solo la vendetta di clitennestra e di egisto, ma anche quella dei troiani sconfitti. alessandro perutelli spiega nell`acuta introduzione la peculiare struttura drammatica di questo agamennone magistralmente tradotto da guido paduano.