"uccidi gli italiani" era la parola d`ordine dei paracadutisti britannici durante l`operazione husky che diede inizio, nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, all`assalto alla fortezza europa. nel dopoguerra fu accreditata l`immagine di un`occupazione quasi pacifica della sicilia, una marcia trionfale dei liberatori acclamati dalla popolazione. le cose andarono diversamente, e queste pagine raccontano, ora per ora, la battaglia di gela: l`accanita e determinata resistenza dei reparti italiani impegnati contro le forze da sbarco statunitensi, le incertezze e gli errori dei tedeschi, la violenza, spesso cieca e brutale, delle truppe del generale patton. un affresco non abbastanza conosciuto di quella lontana estate che determino` la crisi del fascismo e pose le premesse per l`armistizio dell`8 settembre.
pier paolo pasolini raccolse in questa monumentale antologia, pubblicata per la prima volta nel 1955, le espressioni piu` belle e curiose di una poesia popolare ricca e varia come quella italiana. di regione in regione, attraverso quasi 800 testi di vario genere e struttura, si passa dai canti narrativi piemontesi alle "biojghe" romagnole, dalle "vilote" venete e friulane ai rispetti toscani, dalle "canzune" abruzzesi ai canti funebri calabresi, dai "mutos" sardi agli stornelli, fino ai canti popolari delle due guerre e alle canzoni fasciste e partigiane. il "canzoniere italiano" rappresenta - grazie anche anche all`introduzione dello stesso pasolini - una tappa fondamentale nella riscoperta della poesia popolare.
kimiko, giovane scrittrice di romanzi d`amore, esce con goro. una sera, dopo una visita all`acquario di tokio per vedere i delfini, fanno l`amore, ma kimiko capisce subito che la loro storia non ha futuro; goro convive infatti con un`altra donna, piu` grande di lui e dalla quale non vuole separarsi. kimiko decide allora di abbandonare tokio per trovare rifugio in un tempio vicino al mare, dove conosce mami, ragazza dalle doti soprannaturali. e da lei che viene a sapere di essere incinta. le notti di kimiko, i suoi sogni, si popolano di delfini, meravigliose creature che l`accompagnano, insieme ad akane, la bambina che porta in grembo, verso un futuro che non si era immaginata. un romanzo molto intimo, quasi privato, che apre una nuova area di esperienza emozionale del mondo di banana yoshimoto.
gaia convento bruni e` una donna con le idee chiare. si e` creata una sorta di mondo perfetto dove gestisce con mano ferma marito e figlio e il ruolo della famiglia in paese. si ritiene una persona di buon senso e non si ferma di fronte a nulla pur di evitare che qualcosa possa turbare la quiete della sua esistenza. quando scopre che il marito vuole lasciarla per un`altra, gaia non si dispera ma reagisce per salvare il suo matrimonio. non tanto perche` ami alla follia il marito, ma perche` nella sua visione del mondo la separazione non e` ammessa. i progetti di vita reali sono stritolati dalle convenzioni e le persone cercano alternative nella doppiezza, nel replicare clandestinamente affetti e relazioni per reggere la condanna a un`ineluttabile infelicita`. gaia ne e` consapevole ed e` convinta che imporre il suo modello sia l`unica maniera per salvare le persone che ama. il problema e` che gaia non fa sconti e soprattutto non si rende conto di essere circondata da vittime, anche se non del tutto innocenti. famiglia, amiche e amici. e amanti. questo e` il mondo che gaia riunisce nel suo giardino per testimoniare al paese la perfezione del suo modello.
gli italiani sono stati forgiati da secoli di storia e di cultura che hanno prodotto come atteggiamento fondamentale della mentalita` nazionale quella che pier paolo pasolini definisce "una terribile e indicibile ansia di conformismo". per comprendere le origini di questo carattere occorre partire dalla cultura romana e dalla vocazione urbana, passando poi per gli aspetti e gli episodi della storia della societa` italiana: il potere degli anziani, la durata delle gerarchie, l`inclinazione per feste e musica, l`assenza della riforma protestante, la controriforma, il fascismo, il piu` grande partito comunista dell`occidente, la proliferazione televisiva. tutti momenti che segnano una forte e sistematica divaricazione rispetto all`europa, poiche` il conformismo e le gerarchie interne tendono di volta in volta a resistere ai mutamenti epocali che premono dall`esterno. attraverso un`analisi delle forme di comunicazione ed espressione (arte, teatro, letteratura, spettacolo, manifestazioni di piazza, pubblicita` e televisione), l`autore ricostruisce la parabola che ha portato alla formazione degli italiani, come popolo e nazione, ancora troppo chiusi in se stessi e poco inclini a proiettarsi verso un nuovo futuro.
salutato come il gorkij dei balcani, panait istrati e` il poeta del mondo degli irregolari, descritti con toni favolistici e struggenti. protagonista del romanzo e` stavro, il primo gay proletario della storia letteraria, alla ricerca itinerante della sorella kyra kyralina, ragazza di fulgida bellezza. adrian, alter ego dell`autore, abbandona giovanissimo la madre e la citta` natale per seguire stavro, venditore ambulante di limonate. le turbinose avventure di stavro danno vita a un racconto nel racconto, che moltiplica quasi all`infinito le strade dell`assiduo vagabondare - per scelta o per forza - lungo le vie del romanzo e del mondo. pagina dopo pagina emerge la figura magica, sensuale, imperiosa della bellissima kyra, sorella perduta e splendente miraggio di giovinezza e di piacere, che stavro ricerca senza sosta, dalla romania a istanbul, dalla turchia alla siria e al libano, in un susseguirsi di colpi di scena mirabolanti, alternati a struggenti squarci di poesia. classico contemporaneo di stralunata e feroce bellezza, "kyra kyralina" e` scavato come una pozza d`acqua trascolorante e limpida nella vita inquieta di panait istrati, insieme romeno e autentico cosmopolita. prefazione di goffredo fofi, nota introduttiva di gino lupi.
le vicende del giovanissimo huck, che discende il mississippi su una zattera insieme allo schiavo fuggiasco jim, rispecchiano le ansie di una giovanissima nazione: i problemi razziali, l`incombere di un`assurda guerra civile, le laceranti divisioni di classe. con questo romanzo twain ha lasciato un contributo fondamentale nella storia della letteratura statunitense e non solo, facendo del racconto picaresco uno strumento di analisi sociale e del "bildungsroman" un`epopea universale che riecheggia i temi antichissimi del viaggio e dell`iniziazione alla vita. ma soprattutto consegnando nelle mani della "generazione perduta" e degli scrittori novecenteschi un eccezionale strumento espressivo: la lingua americana con tutti i suoi slang. introduzione di franca cavagnoli e con un saggio di norman miller.
questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. baricco smonta e rimonta l`iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l`assedio e la caduta di troia. l`autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della citta` assediata. tema nodale di questa sequenza di monologhi e` la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. un`operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.
"quando si sa troppo poco, e` come se questo poco non esistesse, ma anche quando si sa troppo, e` come se questo troppo non ci fosse. scrivere significa portare alla luce l`esistente facendolo emergere dalle ombre di cio` che sappiamo. la scrittura e` questo. non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma li`, in se stessa. li`, risiede il luogo e l`obiettivo dello scrivere. ma come si arriva a questo li`? era questa la domanda che mi ponevo mentre seduto su una panchina di quel quartiere di stoccolma bevevo caffe` e i muscoli si stavano rattrappendo dal freddo e il fumo della sigaretta si dissolveva in quell`enorme spazio fatto d`aria che mi sovrastava. per molti anni avevo cercato di scrivere di mio padre, ma senza riuscirci, sicuramente perche` tutto questo era troppo vicino alla mia vita e quindi non era facile costringerlo in un`altra forma, che invece costituisce il presupposto base della letteratura. e la sua unica legge: tutto deve piegarsi alla forma. ecco perche` gli scrittori che posseggono uno stile marcato scrivono spesso libri deboli. ecco perche` quegli autori che si occupano di argomenti e temi forti scrivono libri deboli. la potenza insita nel tema e nello stile deve essere spezzata affinche` possa nascere la letteratura. e questa demolizione che viene definita `scrivere`. lo scrivere riguarda piu` il distruggere che il creare."
buenos aires, 1965. in una sanguinosa rapina una banda di delinquenti si impadronisce di una gran quantita` di soldi. freddano spietatamente il tesoriere di una banca, l`autista del furgone portavalori e una delle guardie di scorta. sono i testimoni oculari a raccontare a stampa e polizia la loro versione dei fatti. intanto i rapinatori - e, tra questi, particolarmente legati l`uno all`altro sono il nene brignone e il gaucho dorda, detti non a caso"! gemelli" - scappano alla volta dell`uruguay. vengono rintracciati in un appartamento di montevideo dove si sono rifugiati e qui si difendono sparando tutti i loro colpi sulla squadra di polizia, e in un estremo gesto di sfida danno anche fuoco alle mazzette di denaro. ricardo piglia parte da un fatto di cronaca per raccontare una vicenda dalle molte sfaccettature e verita`: ciascuno infatti, compreso il commissario silva incaricato delle indagini, ha cose diverse da dichiarare, spesso in contraddizione tra loro.
"non sapevo che, di un indumento, si puo considerare anche l?armonia tra il suo colore e quello del cielo." con la fine della guerra, kazuko e costretta a trasferirsi in campagna. senza piu un padre, senza un marito, la giovane rimane sola con una madre anziana e malata, memore di un?antica eleganza, ed e costretta a lavorare la terra per guadagnarsi da vivere. attraverso la storia della rovina della sua famiglia, kazuko racconta il tramonto dell?aristocrazia nipponica con l?emergere di abitudini piu occidentali, in un paese che la guerra ha lasciato vinto e umiliato di fronte a una civilta industriale priva di ideali. con il sole si spegne, pubblicato nel 1947, un anno prima di annegarsi nel canale tamagawa, dazai osamu consegnava un messaggio di disperata rivolta in cui si identifico un?intera generazione - quella che visse il disordine e lo smarrimento del dopoguerra. d?altra parte, il successo del romanzo e il richiamo straordinario che esercito sul costume oltre che sulla vicenda letteraria giapponese non si spiegherebbero senza la potente contaminazione che fa di questa opera di dazai il riflesso e la cassa di risonanza della sua vita lacerata. un?opera che, attraverso la nuova traduzione dal giapponese, riacquista tutta la sua forza, e arriva a noi lettori di oggi come il capolavoro che e.