artista fra i piu` innovativi e influenti della sua generazione, robert rauschenberg e` figura chiave nei cambiamenti radicali che animano l`arte visiva americana dalla fine degli anni cinquanta. rauschenberg compie i suoi primi passi nel mondo dell`arte sfidando con audacia ogni presupposto. dal primo soggiorno-studio a parigi all`esperienza formativa di black mountain college fino al leone d`oro alla biennale di venezia del 1964 che lo consacra come artista riconosciuto a livello internazionale, il suo percorso esce dai tracciati convenzionali e si colloca nel campo di una sperimentazione che infrange ogni regola, trasformando lo spazio bidimensionale del dipinto in un ricettacolo di materiali eterogenei. ritagli di giornale, pezzi di stoffa, fotografie, objets trouve`s, nulla e` escluso dai combine paintings, creazioni ibride a meta` strada fra pittura e scultura, che coniugano l`amore per l`oggetto di rifiuto, ereditato dal collage dadaista, con la pennellata astratto-informale. calvin tomkins ci offre uno spaccato della rivoluzione che ha visto l`arte uscire da musei e gallerie per proiettarsi al centro dello scenario sociale; ce ne presenta i protagonisti: pollock e de kooning, jasper johns, frank stella e andy warhol; documenta l`ascesa che ha portato ai vertici dell`arte e del successo l`artista che piu` di ogni altro, in questo contesto, ha mirato a un`arte cumulativa.
il volume esamina, nelle sue varie dimensioni e nel succedersi delle sue fasi, un secolo di storia della cina, a partire dall`aggressione imperialista attorno alla meta` del secolo scorso fino alla nascita nel 1949 della repubblica popolare. vi prevale l`analisi della situazione sociale, ma insieme non vengono tralasciati la vita culturale, le istituzioni politiche e le vicende diplomatiche. di questo secolo di storia il libro offre una visione d`insieme che coglie il senso dell`evoluzione di quel paese e contribuisce a chiarire i caratteri della rivoluzione cinese e la sua collocazione nel mondo di oggi.
ciascun paese e` mondo e` un progetto di ricerca sulla comunicazione interculturale promosso dall`universita` di bergamo. lo scopo e` di evidenziare l`importanza delle rappresentazioni reciproche nel dialogo fra italiani e immigrati. il titolo rovescia il luogo comune "tutto il mondo e` paese": infatti il mondo non e` ancora paese, l`omologazione deve lasciare spazio alle differenze, ai tanti microcosmi, ai tanti paesi che sono altrettanti mondi culturali. solo un "globale" costruito sulle differenze del "locale" potra` assicurare a tutti la possibilita` di sentirsi a casa propria in ogni angolo del pianeta. il testo e` suddiviso in una parte introduttiva, che delinea lo scenario teorico dell`indagine, e cinque capitoli dedicati ai temi interculturali emersi nel corso della ricerca. di questa sono coautori gli studenti che hanno partecipato con impegno e passione alle diverse fasi dell`indagine, dall`organizzazione dei "focus group" alla stesura ed elaborazione dei materiali presenti nel libro.
anche grazie al kolossal "agora`" di alejandro amenaba`r, ipazia e` un caso letterario e alimenta un dibattito che non accenna a smorzarsi. la sua figura, alla quale si ispira il film con rachel weisz, e` rimasta per molto tempo nell`ombra. astronoma, matematica, musicologa, medico, filosofa, erede della scuola alessandrina, fu fatta massacrare da cirillo, vescovo di alessandria. con questo delitto la cultura occidentale ha definitivamente escluso la donne dalla sfera del sapere. la vita di ipazia e` una delle piu` antiche parabole su un conflitto secolare ma ancora attuale: fede e ragione, uomo e donna. per secoli la scienza sperimentale moderna ha creduto di avere un solo padre, galileo, quando in realta` possiede anche un madre, nata 1200 anni prima di galileo: ipazia. il ritratto che ci e` stato tramandato e` quello di una donna di intelligenza e bellezza straordinarie. fu l`inventrice dell`astrolabio, del planisfero e dell`idroscopio, oltre che la principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica. aggredita per strada, fu scarnificata con conchiglie affilate, accecata, smembrata e bruciata. un assassinio considerato dallo storico edward gibbon "una macchia indelebile" nella storia del cristianesimo. all`inizio del iii millennio l`unesco, dietro richiesta di 190 stati membri, ha creato un progetto internazionale - il progetto ipazia, appunto - che intende favorire piani scientifici al femminile nati dall`unione delle donne di tutte le nazionalita`. prefazione di margherita hack.
un libro nel quale i1 primo cittadino di milano si racconta a tutto campo affrontando temi personali e politici. letizia moratti parla senza remore di infanzia e adolescenza, universita`, sessantotto, lavoro (da donna manager), famiglia, amicizia, amore, animali, moda e look, tecnologia, media, sport, rapporto con il denaro, san patrignano, gusti artistici e culturali, vita sociale. con uno spazio particolare per il marito gianmarco, per letizia piu` di un compagno: complice, amante, amico, guida. e poi, naturalmente, la politica, il progetto per milano e il lavoro fatto raccontato nelle venti schede dell"alfabeto letizia".
"ad asciugare al sole" e` una raccolta di fotografie, di composizioni e di colori; un volume dalle tonalita` esuberanti, pieno di gialli, di rossi e di azzurri, di immagini allegre, leggere e sottili come lenzuola che danzano in un cortile in un giorno di vento. filo conduttore di queste pagine sono vestiti e oggetti lavati e stesi ad asciugare, annodati, attaccati con le mollette o affastellati sulle scalinate. e un giro del mondo che parte dai borghi della liguria e arriva ai fiumi della cambogia osservando magliette e calzini e il loro silenzioso dialogo con il paesaggio che vive e sboccia dietro, intorno, di fianco a loro. ad asciugare al sole e` uno sguardo lieve, discreto e divertito su di un piccolo gesto quotidiano: un gesto ripetuto in ogni casa, compiuto da centinaia secoli, accompagnato da movimenti precisi, ritmati, quasi rituali. e un viaggio nelle forme, nelle tradizioni e nelle vite delle persone: perche` guardando vestiti e oggetti si intravedono e si compongono pezzetti di mondo, storie di passioni e di dolori, scampoli di sentimenti e di amori.
in ogni epoca c`e` sempre stato qualche eroe che per preservare le sorti dell`umanita`, ha dovuto fronteggiare pericoli irrazionali. da omero a sofocle, da tucidide a shakespeare fino a philip k. dick, storia e letteratura hanno narrato le gesta di uomini che si ergevano ad unici baluardi di catastrofi imminenti. nell`anno 2058, la fluttuazione temporale e` disarmonica: presente e futuro diventano incognite di una disequazione chiamata radioattivita` residua; il pianeta terra sta implodendo di un`entropia diversa da quella dell`universo; non e` caos fisico, instabilita` che sottende ad una nuova vita ma solo brama di potere, inerzia, bieca speculazione. la solitudine del capitano teseus e` cosmica e senza soluzione; egli e` prigioniero di una missione le cui fondamenta sono virtuali, perche` inesistente e` l`oggetto della sua ricerca: la redenzione del genere umano. non e` nel prodigioso minerale denominato xeryon, che e` riposta la salvezza del pianeta terra, ne` nelle leggi della relativita` ristretta, ma in un mostro cui gli uomini danno il nome di compassione.
il mito narra di una danza di fanciulle e giovinetti, un simbolo diffuso su tutta la terra la ricorda a tramandare una conoscenza antica, un invito alla danza della vita, a percorrere il cammino dell`eroe verso un centro che e` custode del segreto... gira la ruota dell`antico mulino, gira intorno all`asse, a scandire ere e civilta`, a dare ritmo alla sinfonia di cui il creato e` partecipe. danzano l`atomo e le galassie, danza la terra intorno al sole, danziamo noi mentre percorriamo le spire del nostro tempo, ora sentendoci intrappolati e minacciati, ora leggeri e gioiosi, partecipi al gioco che noi stessi scegliamo. nel terzo millennio si recupera l`antico simbolo quale mandala sacro e lo si percorre ascoltando i moti dell`anima: trasforma, risana, armonizza come la musica che accompagna la danza, entrando e uscendo nelle spiralizzanti leggi della vita per recuperare il magico sentire e vivere con meraviglia la propria personale missione quale nota armoniosa della sinfonia del creato.
composto in cina nel iv secolo a.c., "l`arte della guerra" e` il piu` antico trattato di strategia militare, che ha influenzato le tecniche di guerra cinesi per oltre due millenni, per essere poi adottato dagli eserciti di tutto il mondo. ma non solo. negli ultimi decenni, la politica e l`economia hanno prestato sempre maggiore attenzione ai principi dell`"arte della guerra". perche` sun tzu non si limita a fornirci indicazioni su come sconfiggere i nemici sul campo di battaglia. sun tzu ci insegna anche e soprattutto la lucida razionalita` con cui esaminare i mezzi e i fini della strategia; la lungimiranza con cui adottare le decisioni; la gestione dei conflitti in modo profondo e non distruttivo, perche` "la cosa migliore e` costringere alla resa senza combattere".
il problema e` questo: spesso le persone litigano per delle questioni che si risolverebbero in cinque minuti al massimo, se solo si sapessero certe cose. ci sono delle regole di base della comunicazione, delle indicazioni su come poter percepire il mondo attorno a noi, delle teorie della psicologia umanistica e un altro paio di cosette che, se tenute a mente, possono davvero stravolgere l`esito di una discussione. e attenzione: non si tratta di manipolazione, si tratta del modo migliore di rispettare se stessi e gli altri. il libro ha l`obiettivo di rendere fruibili a tutte e a tutti queste regole, raccontandole attraverso esempi di vita vera, per creare cultura insieme.
wittgenstein e` stato un ammiratore di freud, ma questo non deve sorprendere, se si pensa che freud possedeva piu` di ogni altro una qualita` che wittgenstein riteneva fondamentale in filosofia, la capacita` di proporre analogie nuove e illuminanti per la comprensione di fatti che sono nello stesso tempo familiari ed enigmatici. il lavoro di freud, per lui, consiste anzitutto nel proporre eccellenti analogie, come per esempio quella tra un sogno e un rebus. egli ci fornisce una "rappresentazione di fatti" a cui nessuno aveva pensato prima di lui. freud ha torto nell`esprimersi "come se avesse scoperto che nella mente umana vi sono desideri e atti inconsci"; il che e` del tutto errato, secondo wittgenstein.
i mongoli sono celebri per le loro conquiste, ma furono anche abili diplomatici ed esperti amministratori, un popolo nomade capace di costruire un impero vasto e influente. in questa prima storia completa dell`orda - la porzione occidentale dell`impero mongolo sorto dopo la morte di gengis khan - marie favereau dimostra quanto i successi dei mongoli andassero ben oltre il campo di battaglia. per trecento anni, l`orda fu una forza di sviluppo globale non inferiore a quella dell`impero romano. la sua eredita` e` presente ancora oggi in europa, russia, asia centrale e medio oriente. le conquiste avviate da gengis khan nel xiii secolo permisero ai mongoli di integrare nel loro impero il mondo che li circondava. questo libro si concentra sull`orda: un modello sociale ed economico senza precedenti che s`impose, evolvendosi, nell`arco di tre secoli per unificare sotto la propria protezione un territorio oggi diviso tra kazakistan, ucraina, russia ed europa orientale. in questo enorme spazio, il diede vita a istituzioni che trasformarono irreversibilmente i precedenti equilibri di potere tra le gerarchie locali, stimolando la crescita delle citta`. si impegnarono a far fiorire l`economia e, attraverso una diplomazia orientata al commercio, la loro influenza si estese verso nord, ben oltre i loro confini. i qa`an dominarono i principi russi e i beg turchi, resistettero alla peste nera e si adattarono alla mutevole geopolitica del xv secolo. il volume chiarisce il ruolo storico di questa popolazione nomade, a lungo ridotta al cliche` dell`invasore che saccheggia raccolti e ricchezze. negando ogni visione convenzionale, l`autrice dimostra come l`orda seppe dare vita a un`amministrazione mobile e sofisticata, capace di unire le comunita` religiose pur nella loro diversita`. i mongoli rimodellarono profondamente lo spazio slavo, contribuirono al fiorire dell`islam e strinsero nuove alleanze con mamelucchi, lituani, polacchi, italiani e tedeschi. per certi v