"la storia che stiamo per raccontare ha dello straordinario. e la storia della canzone piu` famosa nel mondo, anzi nell`universo. comincia a napoli oltre un secolo fa, prende forma (forse) nella lontana odessa, poi riparte da napoli per diffondersi trionfalmente in ogni angolo della terra...". cosi` paquito del bosco conduce il lettore in questa curiosa e imprevedibile narrazione delle vicende che hanno accompagnato la nascita e lo straordinario successo internazionale di `o sole mio. scopriamo, per esempio, che jurij gagarin, nel corso del volo che porto` per la prima volta un uomo intorno all`orbita lunare, scelse di intonare proprio `o sole mio; oppure, che alle olimpiadi di anversa del 1920 il direttore della banda musicale, che non aveva lo spartito dell`inno nazionale italiano, scelse al suo posto di suonare `o sole mio, che tutti i musicisti conoscevano a memoria. oltre a cercare di fare chiarezza sui numerosi luoghi comuni che accompagnano la nascita della "canzone piu` famosa dell`universo" e di svelarne segreti meno noti, l`autore ne ripercorre anche la tormentata vicenda editoriale, non ancora conclusa.
giulio ed emma turchi, i protagonisti di questo inedito e singolarissimo carteggio d`amore, non appartengono solamente alla storia politica dell`antifascismo. la loro e` la storia di un amore coniugale a cui si sono frapposti, come una barriera implacabile, diciassette anni di carcere e di confino. una storia di dedizione e di tenerezza, percorsa da una fortissima intensita` affettiva. nel corso dei diciassette anni emma seguira` giulio come un`ombra, da un luogo di pena all`altro, abitando e lavorando nella stessa citta` del carcere quando possibile, per poterlo incontrare a colloquio ogni volta che le sara` permesso. anni lunghi e inesorabili in cui i due si scrivono ogni volta che viene loro consentito, ora una, ora due volte la settimana, ora piu` raramente, con un`ostinazione che non conosce cedimenti. le lettere acquistano cosi` via via spessore. diventano veementi documenti di resistenza e di denuncia dello stato di prepotenza e di grigia mancanza di liberta` in cui si trovava il paese. dopo la guerra e la liberazione, giulio prendera` il suo posto di dirigente nelle file del partito comunista. sara` eletto nel 1948 deputato al parlamento, e nella successiva legislatura, sempre alla camera, avra` l`incarico di questore. emma continuera` a stargli vicino fino alla morte di lui, nel 1974. soltanto a distanza di piu` di sessant`anni quelle lettere, riordinate dalla figlia gioia, vengono oggi alla luce: documento potente di un dimensione intima che ha saputo resistere all`asprezza dei tempi.