all`apertura del sipario appaiono due ampi schermi sui quali sono proiettati un manifesto e una scenografia della commedia dell`arte. entra in scena franca. comincia cosi` la storia della vita di franca rame: una vita stracolma di esperienze che suo marito dario, il figlio jacopo, gli amici l`avevano ripetutamente invitata a raccontare, senza riuscire a vincere le sue resistenze. finche` un giorno dario, aprendo il cassetto di un armadio, incappa in una grande busta di appunti. curioso, di nascosto si fionda nella lettura: storie che raccontano di franca bambina, della sua straordinaria famiglia di attori del teatro "all`italiana" le cui origini risalgono a cinque secoli fa, della corriera chiamata balorda con cui si spostavano di piazza in piazza, dell`incontro con dario, della loro vita e del loro lavoro teatrale comune, del successo di pubblico e della tormentata vicenda in rai, dell`impegno sociale e politico, con spettacoli di denuncia - dalla corruzione alla mafia, dal golpe cileno alla morte di pinelli -, delle battaglie e delle censure, dello stupro subito, fino all`impegno come senatrice. "adesso provaci un po` a raccontarmi che non ce la fai a scrivere le tue storie! queste cosa sono?!" le dice dario sbattendo sul tavolo il malloppo. discutono, litigano con accanimento, poi franca sbotta: "e va bene, ci sto! mi impegno a farne uno scritto da teatro... perfino un libro se vuoi! pero` pretendo che tu mi dia una mano" dario fa una risata e come un fulmine si mette a lavorare.
heinrich heine compi` un viaggio in italia dall`agosto al dicembre 1828 lungo un percorso che dal brennero attraverso trento, verona, milano e genova lo condusse in toscana, dalla quale dopo alcune settimane fece poi ritorno in germania. le "impressioni di viaggio" riferite all`italia che, al pari di altre parti relative a varie tappe tedesche, prendono spunto da questi vagabondaggi sono molto lontane dalla forma della relazione di viaggio. esse sono, piuttosto, godibili strumenti comunicativi condotti con singolare maturita` dal giovane autore, sul filo narrativo del viaggiare, per catturare l`attenzione del pubblico dei lettori e, attraverso le mille rifrazioni della divagazione, dell`ironia, della polemica e del capriccio
inghilterra, xviii secolo: la bella e onesta pamela andrews, che ha dovuto abbandonare la campagna e gli adorati genitori per entrare al servizio di una famiglia aristocratica, subisce nella sua nuova casa le morbose attenzioni del giovane padrone, il conte di belfort, il quale tenta ripetutamente e brutalmente di sedurla. fermamente decisa a conservare la sua virtu`, pamela, con il suo candore e la sua irreprensibilita`, riesce infine a guadagnarsi l`amore sincero del suo spasimante e, soprattutto, l`onore di un matrimonio socialmente rispettabile.
pubblicato in prima edizione nel 1655, ma ristampato piu` volte mentre era ancora in vita il suo autore, quindi riproposto in svariate edizioni tra sette e ottocento, "il torto e `l diritto del non si puo`" rappresenta una modalita` inedita di discussione dei problemi linguistici nel medio seicento, in quanto si sottrae all`opposizione frontale e manichea tra oppugnatori e sostenitori della crusca. facendo appello a quelle stesse autorita` (gli autori del trecento) cui si richiamavano i fiorentinisti, bartoli discute la norma cruscante (e non solo quella) non gia` per demolirla, ma per relativizzarla, lasciando al buon gusto di chi scrive un margine di scelta che sembrava negato dal rigore dei "pedanti", dallo "schiamazzar de` grammatici" e da quanti brandivano e menavano il "non si puo` [...] alla cieca come la mazza di polifemo".
il 22 marzo 1943, in una bella giornata di sole, due "cacciatori di ebrei" prelevano klaartje e joseph de zwarte dalla loro casa di amsterdam. finisce cosi` il loro ultimo pomeriggio di liberta`. dopo l`arresto, marito e moglie vengono internati nel campo di concentramento di vught. nel giro di alcuni mesi klaartje sara` trasferita a westerbork e, da li`, a sobibor, dove morira` nelle camere a gas il 16 luglio, a trentadue anni. joseph, separato dalla moglie a vught e impiegato nei lavori forzati, sara` deportato in seguito, ma le sue tracce si perdono comunque in un luogo imprecisato della polonia. a dispetto dei suoi carcerieri e correndo un rischio enorme, la sartina klaartje trova il coraggio dell`unica resistenza possibile: tiene un diario preciso e dettagliato della vita nel campo di vught. forse presagendo a quale destino andra` incontro, al momento di salire sul treno per sobibor lo consegna al cognato. e una testimonianza commovente e un impietoso atto di accusa, ma insieme da` voce all`incredulita` di fronte a un sistema talmente assurdo da risultare inconcepibile. il diario e` stato riscoperto solo di recente, dopo la donazione di una superstite della famiglia al museo ebraico di amsterdam. con la sua pubblicazione non soltanto si e` riportato alla luce un documento fondamentale ma, finalmente, si realizza il desiderio di klaartje che quanto ha scritto raggiunga il mondo esterno perche` tutti conoscano le sue sofferenze e la sua rabbia.
dopo un`ampia introduzione curata da marcello ciccuto, il volume raccoglie le novelle italiane composte nel corso del cinquecento. tra gli autori proposti: girolamo morlini, niccolo` machiavelli, marco cademosto, matteo bandello, pietro fortini, antonfrancesco grazzini, ascanio de` mori.
Come avvicinare oggi i miti greci? Marta Morazzoni entra quasi di soppiatto, da una porta socchiusa, nella sala delle divinità e degli eroi di quel mondo che la letteratura ha già a lungo percorso. E lo fa in libertà, rileggendo e modificando le linee del racconto. Nelle pagine di queste storie, dove compaiono tra gli altri Clitemnestra e Agamennone, Teseo, la bella Elena con la sua corte di sciagure, Alcinoo e Nausicaa, o un giovane molto simile a Edipo, non c’è un’aderenza rigorosa alla tradizione classica, ma nemmeno un’intenzione trasgressiva. Più semplicemente, da quella mitologia, con cui l’autrice ha confidenza fin da bambina, è sgorgata una vena narrativa senza schemi, ma con radici ben piantate nella terra ellenica. I luoghi qui raccontati diventano lavagne su cui scrivere le infinite possibilità di una leggenda millenaria: Creta, Mykonos, Tebe, il Taigeto, luoghi tutti attraversati dal mito, anche oggi che quei nomi corrispondono a volte a città senza fascino. Ma permane l’eco di ciò che lì si dice sia avvenuto, e proprio quel «si dice» ha mosso questa ricomposizione, o interpretazione, con il diritto naturale dello scrittore a inventare.
la storia comincia con un`amicizia, quella tra il narratore, un giovane catalano con un incarico annuale in una universita` del midwest americano, e il suo collega rodney falk, un taciturno veterano del vietnam, che nasconde una vasta cultura ma anche inconfessabili segreti. quando rodney scompare improvvisamente dalla circolazione, il giovane catalano comincia le sue ricerche, che trovano il loro approdo nelle lettere dal vietnam che il padre di rodney gli affida. in quelle parole si ritrova tutto il dramma dell`esperienza militare di rodney: prima l`orrore e poi l`assuefazione all`orrore, fino addirittura al senso di potenza che da` uccidere, devastare, torturare, stuprare, distruggere...