e l`autunno dell`anno domini 1600 quando il giovane domenicano tommaso grozio si rifugia a varanasi. e stato costretto ad abbandonare in gran fretta l`italia della controriforma, segnato dal marchio dell`eresia, per sfuggire agli scherani della santa inquisizione. porta ancora negli occhi l`immagine del suo maestro che arde sul rogo, e impressa nella mente l`enigmatica indicazione che giordano bruno gli ha consegnato prima di morire. una traccia, un`esortazione, un messaggio, che per tommaso tuttavia rimane oscuro. nella citta` sacra indiana, l`eretico viene raggiunto da un emissario dell`imperatore della cina, da anni alla ricerca di alcuni manoscritti di marco polo che il veneziano non aveva voluto divulgare: sono le pagine proibite del milione. quei testi custodiscono un segreto, la ragione di mille trionfi: il potere di guarire i soldati da ogni ferita, e nei pochi frammenti rinvenuti, riportano uno strano accenno che per grozio e` una folgorazione: "se la setta di lazzaro vorra` illuminare". rapito da quella promessa di conoscenza, tommaso accetta di mettersi sulle tracce degli scritti perduti. ripercorrera` i passi segreti di marco polo dal tibet alla mongolia, dal deserto dei gobi alla persia. in ogni luogo sara` chiamato a fronteggiare insidie e pericoli. in ogni luogo sara` impegnato a collegare reperti e indizi, per avanzare fino al cuore della propria ricerca: il potere della taumaturgia, che conduce dalla comunita` di qumran a gesu` di nazareth, e da li` alla setta che venera il nome di lazzaro.
gia` a vent`anni, lacey faceva il suo ingresso nell`aula con l`esuberanza di una stella di broadway. la seguivamo con gli occhi fino in fondo al corridoio, dove si sistemava sulla sedia gettando la testa all`indietro con aria esperta. quando lasciava una stanza era come se tutti noi tirassimo il fiato, un ritorno alla normalita`. era chiaro che lacey avrebbe fatto strada, a costo di seminare qualche vittima lungo il cammino. se una delle sue amiche era in crisi, lacey si precipitava a distribuire secchiate di comprensione. nel nome del sostegno morale, era capace di tranquillizzare o spronare: "tesoro, lascialo perdere" o, al contrario, "tesoro, fagliela pagare". ogni suo piccolo consiglio era fonte d`ispirazione. le emozioni dei maschi, invece, erano un altro paio di maniche. i ragazzi non erano che futili scocciature, piccoli uragani di sabbia ai suoi piedi. aveva la dote innata di spezzare i cuori, ma spesso la sua vitalita` portava la gente a perdonarle le peggiori malefatte amorose. adesso, pero`, aveva quasi quarant`anni, e farsi perdonare non era piu` cosi` facile come quando aveva la pelle che profumava di rose. l`attore steve martin offre qui una satira appassionata di un mondo tanto patinato quanto misterioso, uno studio analitico sulle personalita`, le leggi e i tabu` che lo governano e, infine, la storia buffa e tragica di un amore destinato al fallimento.
in un`atmosfera tesa e allucinante, misteriosa e ambigua, james realizza con grande maestria una delle sue opere piu` riuscite: solo in apparenza una storia di fantasmi, "ii giro di vite" organizza e lega al suo interno una notevole quantita` di temi. asse privilegiato del racconto e` pero` la ripetizione: i due "revenants" che si accampano sulla scena del romanzo non sono altro che la figura retorica dietro la quale james nasconde, e svela, il problema di cio` che ritorna, cio` che si ripete. attraverso l`utilizzo di una tecnica narrativa "sperimentale" - che adotta il limitato punto di vista dei personaggi - james anticipa i procedimenti metaletterari del romanzo del novecento.
la creazione di una moneta unica e` stata salutata come un importante passo verso la formazione di un sistema europeo piu` robusto e capace di assicurare maggiore prosperita`. non e` andata cosi. l`ingresso nella ue di vari paesi ex comunisti, pur indispensabile per neutralizzare i rischi d`instabilita` in un`area nevralgica, non ha costituito il preludio di un`europa politicamente unita e coesa. inoltre, un indirizzo economico di rigida austerita`, prevalso a bruxelles sotto l`egida della germania e perdurante anche dopo l`esplosione nel 2008 della grande crisi, ha accentuato le differenze di ordine strutturale esistenti fra i paesi dell`eurozona e potrebbe ora determinare una prolungata stagnazione, malgrado gli sforzi della bce per scongiurarla. di fatto non s`e` ancora affermata nell`ambito della ue una strategia efficace e omogenea sia di fronte all`emergenza immigrazione che in materia di politica estera e di sicurezza, nonostante l`irruzione del terrorismo ad opera dei gruppi fondamentalisti islamici. stiamo cosi` assistendo a una crescente disaffezione verso la causa europeista, al ripristino delle frontiere interne, alla reviviscenza di forti istanze identitarie e nazionaliste, all`avanzata di un`estrema destra populista e xenofoba, al ritorno di profonde cesure politiche e culturali fra i paesi dell`est e quelli dell`ovest.