appartenente al nucleo originario delle sedici "commedie nuove", "il poeta fanatico" e` il tipico esempio di quella drammaturgia mista che caratterizzo` la fase iniziale della riforma goldoniana. vi convergono infatti la tradizione dell`arte e quella della "commedia d`autore", il "divertissement" poetico, la satira delle mode culturali, la lucidita` dell`opera buffa. il suo esile intreccio e` in realta` pretesto per una rassegna dei costumi poetico-letterari settecenteschi. se l`aspetto piu` propriamente comico de "il poeta fanatico" discende dalla caricatura della "metromania" e dall`inconcludente seriosita` delle tante accademie letterarie che proliferarono nel settecento, goldoni non nega alla poesia la sua fiducia e la possibilita` di un positivo riscatto.
ventuno eroine del mito classico, da elena a briseide, da penelepe a didone, scrivono una lettera accorata e straziante al loro amante per convincerlo a non lasciarle. di fronte a questi uomini lontani, insensibili e assenti, si stagliano con poetica drammaticita` altrettante donne poste di fronte a un destino che si compie loro malgrado. ogni epistola e` una storia a se` stante, eppure, lette tutte d`un flato, tracciano un meraviglioso ritratto collettivo dell`universo femminile, scandagliato con sorprendente profondita` fino nei recessi piu` oscuri dell`anima, dove risiedono le spinte primigenie dell`amore.
la commedia continua il discorso sulla fedelta` coniugale, iniziato con "sganarello o il cornuto immaginario" (1660), di cui mantiene anche il nome del protagonista. qui sganarello vive una comica e triste avventura, gia` raccontata dal boccaccio: si procura le corna con le sue stesse mani, recando con assoluto e patetico candore al giovane rivale le notizie che la sua pupilla non puo` fargli pervenire personalmente.
"l`eresiarca & c.", apparso per la prima volta nel 1910, raccoglie sedici racconti all`insegna del gioco, della parodia, della bizzarra erudizione. paradossale ma solido filo conduttore di questo viaggio all`insegna del fantastico e` la religione. punto di partenza e` la "magica" praga, dove un misterioso "passante" si rivelera` l`ebreo errante. ma si passa anche per una roma fatta di conventi dove aleggiano mistero e sacrilegio, abitati da teologi gastronomi, devoti e ghiottoni, pronti a scrivere vangeli paralleli e fondare sette eretiche, ma anche da papi che dubitano per un istante della loro infallibilita`.
vigorosa espressione della poetica balzachiana, "splendori e miserie delle cortigiane" e` un`opera in divenire, modellata nel corso di tredici anni (1835-47). i quattro romanzi che la compongono sono dominati dalle figure di esther, giovane e affascinante prostituta parigina, lucien, di lei romanticamente innamorato, e vautrin, il genio dell`energia al servizio del male. intorno a queste figure forti dell`intreccio - spiega lanfranco binni nella sua introduzione - "l`immaginazione di balzac costruisce potenti scenari psicologici e filosofici, ricchi di variazioni di sfumature. ogni personaggio e` la parte emergente e visibile di mondi sommersi, misteriosi, inquietanti. i destini e i comportamenti individuali rispondono a leggi che li determinano crudamente; legge delle leggi, il denaro".
gabriel garcia marquez aveva quarant`anni quando scrisse il celebre racconto "monologo di isabel" mentre vede piovere su macondo, dove da` vita a quello strabiliante spazio narrativo, tanto immaginario quanto reale, che sarebbe diventato il piu` intenso luogo letterario del nostro tempo. con macondo, marquez inauguro` l`epoca del realismo magico, la peculiare commistione tra la realta` drammatica dell`america latina e la dimensione leggendaria e mitica che lo consacro` come uno dei massimi autori della letteratura mondiale. da quel momento non smise piu` di raccontare il fascino e la purezza della cultura degli indios, i loro dolori malinconici e la dolce intensita` dei caraibi americani, che celebro` nelle raccolte successive, nell`"incredibile e triste storia della candida ere`ndira" e della sua nonna snaturata e nei "funerali della mama` grande", dove un visionario cantastorie narra le fastose esequie dell`autentica sovrana di macondo. di racconto in racconto, si arriva fino ai "dodici racconti raminghi", che trasferiscono lo scenario nella vecchia europa per parlarci del destino dei latinoamericani immigrati, della loro tenacia e dei loro sogni, dove la magia e l`atmosfera tragica si mescolano in un mondo che non e` altro che "un immenso giocattolo a molla con cui si inventa la vita". per la prima volta sono riuniti insieme tutti i racconti del premio nobel per la letteratura, in un`opera che ripercorre il suo cammino d`autore dalle prove giovanili alle piu` intense riflessioni della maturita`.