l`isola si scorge da lontano. il mare ha il colore del verderame, la macchia tutt`intorno emana un profumo speziato, i raggi del sole, anche ora che l`estate e` finita, scaldano i pochi passeggeri arrivati con la motonave .tra loro ci sono luisa, gambe da contadina e sguardo tenace, e paolo, ex professore di filosofia con un peso nel cuore. salgono su un furgone, senza smettere di fissare le onde. quella bellezza pero` non li culla, li stordisce. non sono in vacanza. sono diretti al carcere di massima sicurezza dell`isola: lei, oltre il vetro del parlatorio, vedra` un marito assassino, lui un figlio terrorista. ogni volta le visite acuiscono il senso di lutto che li avvolge. e sono soli nel dolore: siamo alla fine degli anni settanta e per loro non ci puo` essere pieta` pubblica. il maestrale li blocca sull`isola dove li scorta nitti, un agente carcerario che cela un`inaspettata verita`. dopo il loro incontro, le esistenze di paolo e luisa non saranno piu` le stesse. con questo romanzo francesca melandri continua la sua ricerca tra gli interstizi della storia, raccontandoci anni che pesano anche se li vogliamo lontani, inattuali. il suo sguardo recupera le vite dei parenti dei colpevoli, vittime a loro volta ma condannate a non essere degne di compassione. e le accompagna fino a una notte in cui i destini che sembravano scritti si prendono la loro rivincita.
"il libro dei salmi" non e` soltanto uno dei libri piu` grandi su cui l`occhio possa posarsi. e anche un libro le cui parole, abbandonato "il selvatico e il roccioso" del loro luogo d`origine, si sono diffuse in rivoli inesauribili ovunque, mescolandosi alle espressioni piu` familiari, lasciandosi ripetere da tanti che non sanno neppure di ripeterle. tradurre questo libro e` dunque un risalire le acque del giordano, attraversare le illuminazioni e i fraintendimenti di secoli. dei salmi guido ceronetti ci offre una versione memorabile, innanzitutto per la tenacia nel mantenere la parola "costantemente nel deserto, in una luce che angaria d`assoluto" e per la capacita` di torcere la lingua del bel canto verso la "forza del verbo semitico con la sua visione monotona e dirompente di dio". e altrettanto memorabile e` l`appassionante commento, vero diario di una vita con l`angelo. un angelo esigente che si presenta sotto forma di versetti, martellanti nella memoria, in attesa di una nuova lettura, sempre piu` precisa, sempre piu` intensa. un angelo che istiga a un continuo spostarsi della tenda nomade del pensiero verso la "misteriosa nicchia" del testo. alla fine di questa lunga migrazione, compiuto il suo "dovere di alchimista", ceronetti ci consegna questo "libro dei salmi", non piu` "grande rosa spampanata priva di spine", come nella versione di san girolamo, ma improbabile fiore del deserto, con un solo consiglio: "fatevi in casa un pezzo di muro rotto, collocateli la`".
corrado e` un professore che ogni sera lascia una torino buia e bombardata per rifugiarsi sulle colline circostanti. ma quando la guerra lo raggiunge fin li`, decide di ritirarsi su altre colline, piu` lontane ancora, quelle in cui e` cresciuto. lungo la strada incontra sparatorie, morti, sangue umano misto alla benzina fuoriuscita dagli autocarri. l`innocenza e` perduta per sempre e il conforto non puo` arrivare neppure dalla terra delle origini, perche` niente e` piu` come prima. il momento piu` alto della maturita` dello scrittore cesare pavese, la storia di una solitudine individuale di fronte all`impegno civile e storico; il superamento dell`egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. il romanzo simbolo dell`impegno politico e del disagio esistenziale di un`intera generazione.