scriveva primo levi che niente e` piu` necessario della conoscenza per evitare il ripetersi della tragedia, soprattutto se essa prende forma lentamente nella progressiva seduzione delle masse. a un secolo di distanza da quando adolf hitler dettava il suo manifesto politico in una cella di landsberg am lech, quelle pagine sono diventate uno dei simboli del male assoluto, e come tali sottoposte all`anatema laico che ne ha fatto un libro proibito. ma questo cono d`ombra, figlio di una freudiana rimozione, ha contribuito ad accrescerne la mitologia fino a quando, nel 2016, la germania ha deciso di consentirne nuovamente la distribuzione in libreria proprio per smontarne la leggenda e percepirne gli echi nel presente, con la consapevolezza che niente puo` distruggere l`orrore piu` del senso critico, e dunque la riconversione del mostro nei perimetri della realta`. si`, perche` "mein kampf" e` in fondo solo l`autobiografia di un trentacinquenne delirante alla ricerca di capri espiatori e di sfoghi esistenziali, con l`aggravante pero` di una spiccata propensione all`empatia, agli albori di un novecento che nel carisma avrebbe eletto la propria apoteosi. da questa formula, ripetibile e tuttora emulata a ogni latitudine, discende l`urgenza di confrontarci ora piu` che mai con un testo mai morto, capace di riproporsi sotto marchi e colori diversi soprattutto in un`epoca in cui la propaganda si e` ramificata online, e ci raggiunge ormai capillarmente. dopo molti anni di ricerca e di scrittura, notomizzando parola per parola del testo originario, con l`innesto di centinaia di discorsi e dichiarazioni dello stesso hitler, stefano massini ci consegna la sua biopsia del testo maledetto, un feroce distillato in cui la religione nazista di rabbia e paura, il culto dell`io e l`esaltazione della massa ci appaiono in tutta la loro forza di potentissimo deja`-vu.
ci sono volti, situazioni, partite che non dimenticheremo mai. appartengono alla nostra vita, ai ricordi, alla memoria collettiva. questa e la storia di una indimenticabile squadra di calcio raccontata da un ragazzino che la segue dai bordi del campo. fa il raccattapalle, frequenta gli spogliatoi. e a contatto con i protagonisti, ne raccoglie le battute, segue gli allenamenti, spesso gioca con loro e sogna di imitarli. vive il dietro le quinte, soffre per le sconfitte, esulta dopo ogni vittoria. il taranto, la squadra del suo cuore, si gioca la serie b. dentro o fuori. e` la stagione 1972-73. si lotta, fino all`ultimo minuto. il ragazzino - l`autore di questo libro, il testimone della storia - fa rivivere quelle emozioni. chi c`era, potra ritrovarle vivide, divertenti, spesso commoventi. i giovani, guardando indietro - e passato piu di mezzo secolo - potranno scoprire un altro calcio. piu romantico, piu umano, davvero popolare. prefazione di luigi ferrajolo.