e` la storia, narrata in prima persona e ambientata tra brescia, mantova e verona, di un ragazzo, figlio di un partigiano, che, insieme alla sua banda di amici, partecipa nonostante la sua giovane eta`, alla guerra civile successiva all`8 settembre 1943. il freddo nelle ossa e` la paura, che viene comunicata senza retorica, con ironia e con freschezza.
kimiko, giovane scrittrice di romanzi d`amore, esce con goro. una sera, dopo una visita all`acquario di tokio per vedere i delfini, fanno l`amore, ma kimiko capisce subito che la loro storia non ha futuro; goro convive infatti con un`altra donna, piu` grande di lui e dalla quale non vuole separarsi. kimiko decide allora di abbandonare tokio per trovare rifugio in un tempio vicino al mare, dove conosce mami, ragazza dalle doti soprannaturali. e da lei che viene a sapere di essere incinta. le notti di kimiko, i suoi sogni, si popolano di delfini, meravigliose creature che l`accompagnano, insieme ad akane, la bambina che porta in grembo, verso un futuro che non si era immaginata. un romanzo molto intimo, quasi privato, che apre una nuova area di esperienza emozionale del mondo di banana yoshimoto.
gaia convento bruni e` una donna con le idee chiare. si e` creata una sorta di mondo perfetto dove gestisce con mano ferma marito e figlio e il ruolo della famiglia in paese. si ritiene una persona di buon senso e non si ferma di fronte a nulla pur di evitare che qualcosa possa turbare la quiete della sua esistenza. quando scopre che il marito vuole lasciarla per un`altra, gaia non si dispera ma reagisce per salvare il suo matrimonio. non tanto perche` ami alla follia il marito, ma perche` nella sua visione del mondo la separazione non e` ammessa. i progetti di vita reali sono stritolati dalle convenzioni e le persone cercano alternative nella doppiezza, nel replicare clandestinamente affetti e relazioni per reggere la condanna a un`ineluttabile infelicita`. gaia ne e` consapevole ed e` convinta che imporre il suo modello sia l`unica maniera per salvare le persone che ama. il problema e` che gaia non fa sconti e soprattutto non si rende conto di essere circondata da vittime, anche se non del tutto innocenti. famiglia, amiche e amici. e amanti. questo e` il mondo che gaia riunisce nel suo giardino per testimoniare al paese la perfezione del suo modello.
salutato come il gorkij dei balcani, panait istrati e` il poeta del mondo degli irregolari, descritti con toni favolistici e struggenti. protagonista del romanzo e` stavro, il primo gay proletario della storia letteraria, alla ricerca itinerante della sorella kyra kyralina, ragazza di fulgida bellezza. adrian, alter ego dell`autore, abbandona giovanissimo la madre e la citta` natale per seguire stavro, venditore ambulante di limonate. le turbinose avventure di stavro danno vita a un racconto nel racconto, che moltiplica quasi all`infinito le strade dell`assiduo vagabondare - per scelta o per forza - lungo le vie del romanzo e del mondo. pagina dopo pagina emerge la figura magica, sensuale, imperiosa della bellissima kyra, sorella perduta e splendente miraggio di giovinezza e di piacere, che stavro ricerca senza sosta, dalla romania a istanbul, dalla turchia alla siria e al libano, in un susseguirsi di colpi di scena mirabolanti, alternati a struggenti squarci di poesia. classico contemporaneo di stralunata e feroce bellezza, "kyra kyralina" e` scavato come una pozza d`acqua trascolorante e limpida nella vita inquieta di panait istrati, insieme romeno e autentico cosmopolita. prefazione di goffredo fofi, nota introduttiva di gino lupi.
la gilda del mac mahon e` una raccolta di racconti successiva al ponte della ghisolfa, spesso rappresentata a teatro, proprio per lo straordinario calore umano delle vicende. nella gilda testori descrive gli effetti che nell`immaginario della bellona di via mac mahon e dei ragazzotti di periferia hanno i miti della cultura di massa: le dive sexy, le super prestazioni, le soubrette. al centro di questi racconti pone una straordinaria figura femminile: la gilda del mac mahon, cosi` chiamata per l`assonanza con il personaggio esuberante di rita hayworth, una maria addolorata dei bassifondi che, per amore del suo uomo in galera per ricettazione, si prostituisce lungo un viale della periferia milanese. e che, sempre per amore, prima seduce e poi tradisce un cliente invaghitosi di lei. sono racconti pervasi di notevole fisicita` e sensualita`, talora di ironia, che risaltano quasi fossero simboli, cataloghi di sogni, quadri esistenziali o addirittura pagine di fotoromanzo, ambientati - come di consueto in testori - tra societa` ciclistiche, palestre di boxe, immensi caseggiati. ma qui trova spazio anche il mondo dorato della rivista e della commedia musicale, con i nomi mitici di macario, wanda osiris, carletto dapporto, e sopra tutti lauretta masiero, di cui testori fu sempre grande ammiratore.
e possibile parlare, poetare, pensare, oltre la lettera, oltre la morte della voce e della lingua? e l`interrogativo che si pone giorgio agamben nel saggio che introduce "il fanciullino" di giovanni pascoli, uno dei testi piu` profondi, significativi e misconosciuti del decadentismo italiano. per il fanciullino il linguaggio e` una riserva di oggetti che "furono vivi" e che stanno come congelati sull`orlo della vita, in attesa di essere "animati". l`opera poetica e` dunque, in primo luogo, un tentativo di restituire la vita alle cose morte che si sono depositate nella lingua, in una lingua che appare cosi` essa stessa lingua morta: la poesia diventa allora una sorta di attraversamento della morte, una "complicita` con la morte", che lega questo testo pascoliniano ai grandi testi del "moderno".
un giovane cui "difetta in via assoluta qualsiasi forma di voglia carnale per l`altro sesso" deve imparare a vivere celando la propria autentica identita`. in pagine in cui risultano indissolubilmente commisti sessualita` e candore, esultanza e disperazione, il protagonista di questo romanzo confessa le esperienze cruciali attraverso le quali e` giunto a conoscere se stesso: dalla "adorazione indicibile" per un paio di calzoni all`elaborazione di fantasie sadomasochistiche, dall`identificazione con personaggi femminili celebri alle sconcertanti interpretazioni di fiabe e motivi iconografici occidentali... l`accettazione di se stesso come uomo diverso dagli altri uomini non si attua senza una lotta, tanto strenua quanto vana, per conquistare la normalita`: simula vizi immaginari per far passare inosservate le proprie vere inclinazioni, si costringe a corteggiare giovinette per chiarire sino a qual punto la donna possa offrire piaceri reali, corregge con zelo manifestazioni di rischiosa passionalita`... ma "le emozioni non hanno simpatia per l`ordine fisso" e i suoi sentimenti reali rimangono, tenaci, quelli nascosti dalla maschera della correttezza ufficiale.
questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. baricco smonta e rimonta l`iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l`assedio e la caduta di troia. l`autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della citta` assediata. tema nodale di questa sequenza di monologhi e` la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. un`operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.
velocita, resistenza, mimetismo, longevita... hai mai pensato che le piante possano vincere la medaglia d`oro in categorie come queste? esistono piante da record in grado di sopravvivere a una bomba atomica, semi cosi piccoli da essere invisibili, foglie piu lunghe di un autobus e fiori che si riscaldano. tra alberi che toccano le nuvole e semi giganteschi, minacciose piante carnivore e foglie che procurano dolori insopportabili, questo libro e un invito a lasciarsi sorprendere dalla forza silenziosa del mondo vegetale. un`occasione per allenare la meraviglia che abita in ogni foglia, radice o seme. e anche in ognuno di noi!